Commissione sul mattatoio, Benedetti:
«Nessun boicottaggio,
Perticarari ha violato il protocollo»
MACERATA - La consigliera comunale di Fratelli d'Italia contesta la condotta del presidente dimissionario: «Ha richiesto audizioni in autonomia senza consultare l'organo collegiale e non ha mai condiviso i verbali delle sedute con gli altri membri. Si è cercato un ritorno d'immagine in vista del voto, strumentalizzando un'indagine complessa»

Lorella Benedetti in Consiglio comunale al fianco del capogruppo Pierfrancesco Castiglioni
Lorella Benedetti, consigliera comunale e candidata di Fratelli d’Italia, interviene sulla vicenda della commissione d’indagine sul mattatoio dopo le dimissioni del presidente Andrea Perticarari e di altri due membri di opposizione, Cicarè e Spedaletti (leggi l’articolo).
«Il presidente dimissionario della commissione d’indagine sul mattatoio, Andrea Perticarari, riferisce in modo distorto quello che è stato l’andamento dei lavori della commissione, millantando la finalità, da parte dei commissari di maggioranza, del boicottaggio dell’imparzialità e della trasparenza dei lavori della commissione stessa laddove, al contrario, debba addebitarsi proprio a lui di aver agito in violazione del protocollo operativo delle attività della Commissione speciale d’indagine – scrive Lorella Benedetti -. In contrasto con quanto previsto dal suddetto protocollo, il quale stabilisce che soltanto la commissione ha facoltà di richiedere audizioni di persone informate sui fatti, agendo quale presidente, ha individualmente richiesto audizioni di vari soggetti, bypassando del tutto l’organo collegiale. Eludendo il protocollo, a seguito dell’uscita del consigliere Aldo Alessandrini, già nominato vice presidente della commissione, non ha provveduto alla nomina di un nuovo vice presidente. Perticarari non ha mai trasmesso ai commissari i verbali delle riunioni, rimanendo nella esclusiva disponibilità del solo presidente. Non risponde a verità la dichiarazione di Perticarari, che tenta di giustificare le sue dimissioni con il fatto che il sindaco Parcaroli non abbia dato seguito alla convocazione per una seduta della Commissione nella quale era prevista la sua audizione, anche questa richiesta è stata avanzata unilateralmente dal presidente e non decisa dalla commissione. Perticarari omette deliberatamente di menzionare la comunicazione trasmessa dal sindaco, nella quale venivano illustrate le ragioni, esclusivamente giuridiche, della sua mancata partecipazione. Di fatto, l’ormai ex presidente Perticarari, ha tentato di imprimere un’accelerazione alla stesura della relazione conclusiva dei lavori, al fine di sottoporla al Consiglio comunale in data anteriore alle consultazioni elettorali, evidentemente nell’intento di strumentalizzarla a fini di propaganda elettorale personale. I commissari di maggioranza hanno svolto osservazioni relativamente al fatto che la scadenza del termine, previsto per completare i lavori, non era prossima e che, vista la complessità dell’intera vicenda, era doveroso porre in essere un’istruttoria completa, puntuale e circostanziata relativamente a tutta la vicenda del mattatoio fin dai suoi albori, al fine di chiarire con dovizia di indagine l’oggetto posto al loro esame; hanno altresì rappresentato che, in ogni caso, la relazione finale cristallizzata nel suo contenuto, sarebbe stata depositata agli atti del Comune cosicchè il mandato sarebbe stato portato a termine. Posto di fronte a tali obiezioni, presumibilmente, visto sfumare il proprio obiettivo di immediato ritorno elettorale ha reputato preferibile dimettersi il che, in assenza della nomina di un vicepresidente che lo potesse sostituire, egli ha di fatto impedito alla commissione di procedere nei lavori. Da ultimo, visto l’esiguo numero delle riunioni, nonché la modesta entità del gettone di presenza, fa un pò sorridere il fatto che Perticarari abbia rinunciato alla sua percezione. In conclusione, non è ravvisabile alcun intento di boicottaggio da parte dei commissari di maggioranza, l’unica legittima pretesa è quella della corretta osservanza delle procedure che disciplinano i lavori della commissione».
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Non si smentiscono mai…
Quando le cose vanno male, la colpa è sempre di quelli di prima o di qualcun altro.
Eppure, se si è arrivati perfino a istituire una commissione d’inchiesta, significa che il problema era serio e sotto gli occhi di tutti.
Però, invece di assumersi responsabilità chiare e dare risposte concrete ai cittadini, continuano a rifugiarsi nel solito scaricabarile politico.