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“La questione palestinese” a Unimc:
«Non è qualcosa di lontano da noi»

MACERATA - Un ciclo di incontro in collaborazione tra ateneo e Officina Universitaria. Il rettore John McCourt: «La complessità non deve mai diventare un alibi per il silenzio»

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Il primo appuntamento della rassegna

Si è aperto il ciclo di incontri “La questione palestinese”, promosso dall’Università di Macerata in collaborazione con l’associazione studentesca Officina Universitaria. Un’iniziativa che, fin dal suo esordio, si è posta l’obiettivo di affrontare in modo rigoroso e plurale uno dei temi più complessi e urgenti del panorama internazionale contemporaneo.

«Non siamo di fronte a una questione lontana, né a un tema che l’attualità internazionale possa relegare in secondo piano – ha dichiarato il rettore John McCourt, evidenziando come la questione palestinese – resti aperta, drammatica, e continui a interrogare la coscienza politica e morale del nostro tempo». Nel suo intervento, il rettore ha anche ribadito la necessità di non sottrarsi alla complessità, ricordando che «la complessità non deve mai diventare un alibi per il silenzio, per l’ambiguità morale o per l’indifferenza. È essenziale creare occasioni in cui non si semplifica, non si rimuove, non si distoglie lo sguardo».

A seguire, gli interventi di Uoldelul Chelati Dirar, Roberto Lampa e Gianmarco Mancosu hanno offerto un inquadramento storico articolato delle origini del conflitto, contribuendo a delineare le dinamiche di lungo periodo che ne segnano ancora oggi gli sviluppi.

Coordinato dallo studente Matteo Musto, il ciclo di incontri si propone come uno spazio di studio, ascolto e confronto aperto alla comunità universitaria e alla cittadinanza. Gli incontri si terranno sempre nell’Aula 7 della Loggia del Grano in via Don Minzoni 22/A. Il programma completo è disponibile sul sito www.unimc.it.  Il 22 aprile, alle 17 si discuterà del sistema economico e del lavoro della guerra; il 23 aprile, alle 10, l’attenzione si sposterà sulla costruzione e narrazione del nemico nella società e nella politica israeliana. Il 28 aprile, alle 16, sarà affrontato il tema del diritto internazionale e delle nuove tecnologie nel conflitto, mentre il 30 aprile, alle 17, si rifletterà sulle narrazioni legate alla patria ebraica tra colonialismo, razzializzazione e disumanizzazione. Il ciclo proseguirà poi il 5 maggio, alle 11, con un incontro dedicato ai processi di costruzione, narrazione e distruzione dell’identità, per concludersi il 13 maggio, alle 17 con una riflessione sul rapporto tra Palestina e ordine globale e sulle prospettive di una pace ancora possibile.



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