«Strage di alberi in città,
Fontescodella sembra una pista per go-kart:
Macerata adotti il regolamento del verde»

GREEN - Il grido d'allarme di Europa Verde: «Dal camminamento dietro il Convitto ai Giardini Diaz dove andavano piantati due alberi per ogni pianta abbattuta e invece sono diventati il regno del cemento»

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Giardini Diaz_FF-21

I Giardini Diaz dopo i lavori

«Macerata adotti il regolamento del verde urbano». L’appello è degli esponenti di Europa Verde che intervengono nuovamente sulla vicenda del verde pubblico in città «dopo i roboanti annunci dell’assessore Paolo Renna».

Allora entrano nel merito della loro posizione: «Crediamo che dovremmo rivedere la città attraverso gli alberi; c’è chi viene costretto a vedere la città attraverso il cemento e c’è chi dedica la propria vita alla difesa della natura. In molte città si tutela il paesaggio con norme e vincoli, si creano complicità in cui il sapere diventa armonia proiettandosi in una “res publica” nella quale le risorse siano distribuite e finalizzate al bene della comunità. Tutto questo a Macerata non la troviamo – l’accusa -, prova ne è che non è stato neppure adottato il regolamento del verde urbano obbligatorio ai sensi della normativa in vigore».

Secondo gli esponenti di Europa Verde, «chi conosce Macerata e ama passeggiare all’aria aperta ha la sensazione di un continuo abbattimento degli alberi. Un sistematico assottigliamento nel quale ogni angolo viene privato di questi ultimi perché probabilmente diventa più semplice non gestirli». Gli esempi citando i luoghi interessati: «dal camminamento dietro il Convitto Nazionale, ai Giardini Diaz dove andavano piantati due alberi per ogni albero abbattuto e invece sono diventati il regno del cemento, a Fontescodella che sembra una pista per go kart, per non parlare della strage di alberi eseguita a Collevario a causa del tarlo asiatico che a nostro avviso poteva essere gestita in modo migliore prendendo esempio da situazioni analoghe di altre città».

In merito alle piantumazioni avvenute grazie ai fondi del Pnrr «va evidenziato – aggiungono – che si è trattato prevalentemente di alberelli molto piccoli che impiegheranno decine di anni per arrivare a compensare tutti gli alberi abbattuti, senza contare che quelli piantati al Sasso d’Italia ci risultano quasi tutti morti e quindi non andrebbero nemmeno conteggiati, mentre gli alberelli piantati a Rotacupa oltre ad essere piccoli sono anche troppo lontani dalla città per generare un beneficio concreto ai maceratesi. È evidente che non è sufficiente piantare se non si esegue tutto quanto necessario alla sopravvivenza stessa delle piantine, ricordando inoltre che quelle sopravvissute vanno poi curate con attenzione per almeno tre anni, altrimenti è tutto fumo negli occhi».

Secondo Europa Verde «le istituzioni dovrebbero essere costruttive e chi svolge un ruolo in un assessorato così delicato dovrebbe creare le condizioni migliori per la collettività e non pensare solo a soluzioni facili come gli abbattimenti. La comunità dovrebbe essere aggiornata riguardo ai progetti che impattano sulla morfologia urbana e soprattutto ad occuparsi del verde dovrebbero essere chiamate persone con una certa sensibilità perché questo non dovrebbe essere uno sgravio, ma una vocazione». Ecco dunque la conclusione con la richiesta e un affondo finale: «che venga urgentemente adottato il regolamento del verde urbano: l’operato dell’amministrazione Parcaroli è totalmente inadeguato, auspichiamo che i maceratesi se ne ricordino alle prossime elezioni».


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