
In foto, da sinistra: Mauro Lucentini, Sandro Parcaroli, Matteo Salvini, Giorgia Latini
«Per Macerata ho lasciato la mia azienda, ho messo da parte i miei interessi personali, ho dedicato cinque anni e mezzo della mia vita a questo incarico. L’ho fatto senza riserve. E oggi sento, con un grande senso del dovere che mi ha sempre guidato, che quel percorso non può interrompersi proprio adesso». Parole di Sandro Parcaroli, che così ufficializza la notizia anticipata ieri da Cronache Maceratesi: sarà ancora lui a guidare la coalizione di centrodestra alle prossime elezioni comunali per andare a caccia del bis.

Sandro Parcaroli
L’annuncio arriva, a meno di tre mesi dal voto (24 e 25 maggio) con una lunga lettera aperta nella quale il primo cittadino uscente non nasconde il travaglio che l’ha portato ad usare fino all’ultimo giorno del tempo che si era dato per sciogliere la riserva, il 28 febbraio. «Come avevo promesso entro la fine del mese, vi comunico che ho deciso di ricandidarmi a sindaco di Macerata – dice Parcaroli – ho preso tutto il tempo necessario per scegliere cosa fosse più giusto fare per il bene della nostra città. Non è stata sicuramente una decisione immediata né semplice. Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti, di fare silenzio, di guardarti dentro. Momenti in cui comprendi che, prima di essere un sindaco, sei una persona con le sue fragilità. Ho dovuto e ho voluto, rispettare quel tempo. Ho sentito il bisogno di ascoltare e riflettere profondamente. Oggi, con serenità e con una profonda consapevolezza, posso dirlo con chiarezza: la mia scelta è sempre Macerata».
Quindi la sua ode alla città. «La città delle sue piazze vive, dei luoghi della cultura e studio, delle sue scuole, delle sue imprese, delle sue famiglie. La città dei giovani che chiedono opportunità e degli anziani che meritano attenzione e rispetto. La città di chi ogni giorno lavora in silenzio, investe, studia, costruisce futuro con dignità – la disegna il candidato sindaco del centrodestra – in questi anni mi avete fermato per strada, mi avete scritto, mi avete parlato con fiducia ma anche con severità. Mi avete incoraggiato e criticato. E io ho imparato. Ho imparato che amministrare significa decidere, anche quando è difficile. Significa assumersi responsabilità. Significa valutare con attenzione, prendere il tempo giusto per capire e poi scegliere, pensando non al consenso di oggi, ma al bene di domani. Così ho agito ogni giorno per risolvere tanti problemi ereditati e realizzare cosa avevamo promesso. Abbiamo tracciato una strada. Abbiamo rimesso in moto progetti, restituito spazi alla città, riacceso energie. Non tutto è stato facile, non tutto è stato compreso subito. Ma ogni scelta è stata fatta con un solo obiettivo: far crescere Macerata e migliorare la vita di ciascuno di noi che viviamo questa città».

Parcaroli durante un’intervista a Cronache Maceratesi
Nessun discorso politico, nessun accenno ai borbottii della sua maggioranza, nessun cenno al caso Laviano, esploso nei giorni scorsi dentro casa Lega (il suo partito). Almeno per ora. «Ci sono cantieri aperti che devono diventare opere concluse. Visioni che devono trasformarsi in opportunità concrete. Una città più moderna, più inclusiva, più attrattiva non nasce per caso: si costruisce con costanza, con coraggio, con continuità – finisce il sindaco uscente – la mia candidatura è una scelta d’amore per questa città e per i suoi cittadini. È un impegno che rinnovo davanti a tutti voi, con umiltà e determinazione. Sono pronto ad ascoltare ancora, a metterci la faccia, a lavorare ogni giorno senza risparmio insieme a chi ha i miei stessi valori e pronto ad impegnarsi per un futuro che, insieme, possiamo continuare a costruire».

Parcaroli con i vertici della Lega
I vertici della Lega, come ovvio, sono i primi ad esultare. E sventolare le bandiere del Carroccio sono la segretaria regionale Giorgia Latini e il commissario provinciale Mauro Lucentini. «Accogliamo con grande soddisfazione la decisione di Sandro Parcaroli di ricandidarsi alla guida di Macerata – commentano Latini e Lucentini – una scelta di responsabilità, maturata nell’interesse esclusivo della comunità, che conferma la volontà di proseguire un percorso amministrativo serio, concreto e orientato ai risultati. Parcaroli può contare sulla stima e sulla fiducia dell’intera classe dirigente nazionale della Lega, a partire dal segretario federale Matteo Salvini, così come sul sostegno compatto della segreteria regionale del partito, che sarà al suo fianco con determinazione e spirito di squadra in ogni fase della campagna elettorale. Cinque anni fa i cittadini di Macerata hanno scelto con chiarezza il cambiamento, premiando Parcaroli già al primo turno».

Parcaroli con la segretaria regionale del Carroccio Giorgia Latini alla prima della stagione lirica dello Sferisterio
In questi cinque anni, secondo il duo, «la città ha voltato pagina ed oggi abbiamo conti in ordine, opere avviate e realizzate, attenzione al decoro urbano, sicurezza rafforzata, sostegno alle attività produttive e al tessuto sociale – proseguono Latini e Lucentini – un lavoro quotidiano che ha restituito alla città credibilità e prospettiva. Determinante è stata la capacità del sindaco di costruire giorno dopo giorno un rapporto solido e proficuo con la Regione e con il Governo nazionale, intercettando risorse e opportunità strategiche per il territorio. La sinergia istituzionale ha consentito di accelerare interventi attesi da anni e di programmare investimenti fondamentali per il futuro della città. La Lega garantirà pieno sostegno alla candidatura di Parcaroli, mettendo in campo energie, competenze e una squadra forte e radicata sul territorio. Saremo protagonisti di una campagna elettorale improntata ai contenuti, ai risultati raggiunti e a una visione chiara per i prossimi cinque anni orientata al buon governo, alla concretezza e all’orgoglio per una città che cresce».


Sindaco non le conviene parlare di strade....
Marcello Marcelli ultimamente se jimo in giru coli cammelli ,righimo prima !!!
Quanto meno,putimo passaa campi !!!
Quanti bllaa blaaa blaaa .......
Vi sta rendendo Macerata una bomboniera e vi lamentate pure?
Non bastano i danni che avete fatto? Perseverare è Parcarolico...
Fate la foto con Salvini ci vuole coraggio
È inutile che date sentenze inappropriate è stato fin'ora L'UNICO SINDACO a voler fare qualcosa x Macerata..poi purtroppo x farla riprendere dovrebbe venire un Luminare!!!!!! O uno tipo GABRI PONTE!!! sennò è proprio mortaaaa
Sì, ma tanto possiamo scrivere quello che vogliamo...alla fine vinceranno loro, perché a votare non ci va quasi nessuno e quelli che votano sono, purtroppo, tutti di questa destra.
Aiuto!!! Quella faccia no!!!
Ora sto' tranquillo
Avoglia a fare danni.....
Stava tanto bene a Crispiero, ma chi glielo fa fare a " combatte" con quelli che ha li intorno , altro che carta" bianca", prima di tutto la salute a na certa età.
Per favore, abbi pietà. Ci è bastata 5 anni la tua faccia. Inesistente!
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Parcaroli, cambia partito. Saresti più credibile. Non ti dico di andare né a destra e né a sinistra, saresti più da Forza Italia ma tanto vale andare con Italia viva, il centro non è per te, Vannacci non sarebbe sbagliato dopo l’esperienza con la Lega Salvini, tanto secondo me tu leghista ci sei diventato dopo. Hai il coraggio di ripresentarti e questo è importante. Chiunque lo farebbe, ce ne fosse uno che dopo un mandato andasse non dico a nascondersi ma a farsi cancellare all’anagrafe. Comunque, e parlo di destra centro destra più destra ancora dei signori di cui spesso ho letto su CM maceratesi, indiscutibilmente
..é partito …. ma non ci perdo io, non ci perdi tu e non ci perde nessuno. Non andare però con Forza Italia, meglio Vannacci che se ha mandato a fare … i mestieri al tuo idolo ( ma ci stai con la testa) certo più di lui qualcosa vale, anche fosse la reincarnazione di Rasputin.
Veramente il tuo lavoro NON è mai iniziato..
Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo
viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non
siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle
proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo,
ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una
politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della
democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in sé stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la
nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.
(Discorso di Pericle agli ateniesi, 461 a.c. )