
Il Palaghiaccio
di Monia Orazi
Lontano dai lustrini e dalle medaglie delle Olimpiadi di Milano Cortina, nel Centro Italia c’era una struttura d’eccellenza che invece ancora dovrà attendere a lungo per rivedere la luce. A quasi dieci anni dal terremoto del 2016, il palazzetto del ghiaccio di Ussita è infatti ancora chiuso e il cantiere per la sua ricostruzione non aprirà di certo a breve. Lo attestano gli atti dell’ufficio tecnico comunale, gli ultimi dei quali risalgono ormai al dicembre 2025.
Una vicenda kafkiana quella della struttura in località Pratolungo, che era stata dichiarata temporaneamente inagibile nell’immediato post-sisma. Con ordinanza sindacale del 31 agosto 2018, a seguito di una perizia tecnica che aveva attestato il “massimo grado di danno sismico”, ne era stata formalizzata l’inagibilità definitiva.
Prima del terremoto, la struttura era da oltre trent’anni uno dei pochi impianti del centro Italia dedicati al pattinaggio artistico, all’hockey su ghiaccio e al curling, per questo il recupero dell’edificio era stato inserito tra gli interventi di importanza essenziale per la ricostruzione. Con l’ordinanza del 23 dicembre 2020 il finanziamento era stato fissato in poco meno di 3 milioni e nel maggio 2021 la Stazione unica appaltante di Macerata aveva aggiudicato la progettazione definitiva ed esecutiva alla Bagagli Ingegneria srl di Pescara per poco più 96mila euro. Sono però passati due anni prima che, nel maggio 2023, la società consegnasse al Comune la documentazione minima del progetto definitivo, successivamente trasmessa all’Ufficio speciale ricostruzione e integrata ad agosto dello stesso anno. Dall’approfondimento progettuale è emerso però che i danni all’edificio erano ben superiori a quelli stimati nel computo indennitario di riferimento: il costo necessario per l’intervento è così lievitato a 6,7 milioni contro i 3 del finanziamento autorizzato.
Con delibera di giunta del 18 aprile 2024 il Comune ha modificato la procedura, optando per lo strumento dell’appalto integrato che consente di affidare in un unico contratto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico economica. L’incarico alla Bagagli Ingegneria è stato rimodulato alla sola redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica (pfte), con un compenso complessivo rinegoziato a 159mila euro. Con determina del 23 gennaio 2025, invece, è stato affidato alla Sagi Consulting srl di San Benedetto del Tronto l’incarico di verifica preventiva del pfte e della successiva progettazione esecutiva, per 140mila euro. Tra febbraio e ottobre scorso si sono susseguiti il rapporto preliminare di verifica, le controdeduzioni dei progettisti, gli aggiornamenti del pfte e un incontro in presenza presso la sede dell’Ufficio speciale ricostruzione, convocato il 7 novembre 2025 in ragione del consistente incremento dell’importo dell’opera rispetto alla somma autorizzata. Il rapporto finale di verifica è stato acquisito al protocollo comunale il 3 dicembre 2025. Il 4 dicembre 2025 il Comune ha trasmesso all’Ufficio speciale ricostruzione la documentazione completa e ha richiesto la convocazione della conferenza dei servizi, che al momento non risulta ancora convocata.
Nel frattempo il Comune ha avviato le procedure per l’acquisizione dei pareri obbligatori necessari all’approvazione del pfte. Il 24 novembre scorso sono stati liquidati mille euro al comando dei vigili del fuoco di Macerata per la valutazione del progetto, il 12 dicembre sono stati invece impegnati e liquidati 760 euro al Coni per il rilascio del parere sul pfte. Ma il problema principale resta il finanziamento: il costo stimato supera di oltre 3,7 milioni di euro l’importo autorizzato. Per avviare i lavori dovrà quindi essere autorizzato un consistente aumento dei fondi.
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Una mancanza da non prolungare.
Una mancanza da cancellare subito.
Probabilmente l’Ice Academy of Montreal rema contro per non avere concorrenza.
Ormai è una barzelletta. Se si voleva sistemare si sarebbe già fatto.