«Vincoli paesaggistici, nessuna fideiussione
e terreni di proprietà demaniale:
la Regione stoppi il parco eolico a Gagliole»

CENTRALE - L'impianto, per il quale è in corso la procedura di Valutazione di impatto ambientale, nel mirino dell'associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico: «Quelle aree non possono essere snaturate in questo modo»

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pala-eolica-eolicoTorna sotto i riflettori il maxi parco eolico (nove torri alte circa 180 metri per una potenza totale di quasi 30 Megawatt) che dovrebbe sorgere a cavallo tra i territori di Gagliole, Camerino, Castelraimondo e San Severino.

Il Gruppo d’intervento giuridico (Grig), associazione ambientalista nata in Sardegna ma operante a livello nazionale, ha inoltrato un atto di intervento nell’ambito del procedimento di Valutazione d’impatto ambientale (Via) relativo al progetto proposta dalla società pescarese Wind Energy Gagliole srl sull’Appennino maceratese.

«In primis, la centrale sorgerebbe ben dentro la fascia di rispetto estesa tre chilometri dal limite di numerose zone tutelate con vincolo paesaggisticosottolinea Stefani Deliperi del Griginoltre, non c’è nessuna previsione di alcuna prestazione di fideiussione per eventuali danni all’ambiente e agli interessi pubblici nelle fasi di cantiere, di gestione dell’impianto e del ripristino ambientale e parte delle aree interessate dal progetto sembrerebbero ricadere nelle terre collettive delle popolazioni locali. Come noto, i terreni a uso civico e i demani civici costituiscono un patrimonio di grandissimo rilievo per le collettività locali, sia sotto il profilo economico-sociale che per gli aspetti di salvaguardia ambientale, valore riconosciuto sistematicamente in giurisprudenza. La presenza di ampie aree ricadenti nel demanio civico nel sito di progetto della centrale eolica rende impossibile la realizzazione del medesimo per carenza della titolarità giuridica delle aree stesse e per l’illegittimità della relativa radicale modifica territoriale che renderebbe non fruibili i relativi diritti di uso civico. In poche parole, quei terreni non possono esser snaturati destinandoli a centrale eolica».

Il Grig ha chiesto alla Regione (titolare della procedura) di esprimere formale diniego alla compatibilità ambientale dell’impianto industriale in progetto e ha informato, per opportuna conoscenza, il Ministero della cultura, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, le Soprintendenza e i Comuni di  Gagliole, San Severino Marche Camerino, Castelraimondo.

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