Si avventura verso il Fargno,
salvato un escursionista in difficoltà
(Foto/Video)
BOLOGNOLA - Nonostante la strada chiusa, in tre hanno cercato di salire da Pintura: il 31enne raggiunto al rifugio dal Soccorso alpino e riportato al parcheggio dopo un intervento durato 7 ore
AGGIORNAMENTO DELLE 8,30 – Tre tecnici del Cnsas Marche hanno raggiunto nella serata di ieri l’escursionista, che si trovava all’interno del rifugio, operando sotto una tormenta e con spessore neve oltre i 50 centimetri. L’intervento si è concluso con la discesa verso valle, risultata particolarmente lunga per la stanchezza del paziente e per l’elevato accumulo nevoso; durante il rientro, lungo l’itinerario, i soccorritori hanno inoltre incontrato valanghe, ulteriore elemento di criticità nella gestione delle operazioni. L’intervento é durato circa 7 ore. Giunti al parcheggio di Pintura di Bolognola, il ragazzo è stato affidato alle cure del 118.
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di Monia Orazi
Soccorso Alpino in azione nel primo pomeriggio di oggi sulle montagne di Bolognola. Un escursionista di 31 anni di Camerino è rimasto bloccato lungo la strada che conduce al rifugio del Fargno, a causa della forte nevicata in corso.

I soccorsi verso il Fargno
L’uomo faceva parte di un gruppo di tre persone che nel corso della giornata sono state viste imboccare la strada che porta al rifugio, partendo dal piazzale Pintura di Bolognola. Le operazioni di soccorso, coordinate dagli uomini della stazione di Macerata del Soccorso alpino, sono scattate nel primo pomeriggio intorno alle 15.

Da ottobre a tutta la primavera inoltrata la strada per il Fargno è oggetto di ordinanza comunale di divieto di percorrenza proprio per le avverse condizioni meteo
questa gente dovrebbe pagare le spese dell’intervento pubblico per quanto causato dalla faciloneria e superficialità e menefreghismo se la strada era stata chiusa…
dategli una pala lasciateli li sul posto, poi son cavoli suoi
AGLI SCATENATI DELLA TASTIERA FACCIO NOTARE CHE SE SONO ASSOCIATI CAI .. HANNO L’ASSICURAZIONE. CASO MAI, DA EX CAI X 35ANNI FACCIO NOTARE CHE L’ASSOCIAZIONE DEVE EDUCARE L’APPROCCIO ALLA MONTAGNA ANCHE A QUEI…DISGRAZIATI CHE SI CREDONO ALPINISTI!! DELLA BEFANA.
Prima delle ordinanze, delle assicurazioni, degli oroscopi e delle preghiere dovrebbe esserci il buonsenso. Per gli animali invece permane, fortunatamente, l’ istinto di conservazione
Quella strada è sempre stata fonte di guai. Non sarebbe mai dovuta esistere.
Quello di Maurizio Serafini mi sembra l’unico commento serio e pacato!
Mi dispiace ma credo che non valga la pena perdere tempo a leggere i commenti!
La maggior parte di tali commenti è scritta da gente che non va (o forse non è mai stata) in montagna!
Lo capisco perché lungo quella strada ad un certo punto ci sono i lamponi e ieri avrei voluto farci una salto anch’io ma poi sono andato a fare il bagno nel fiume a Pioraco.
Aggiungo che è verissimo quanto affermato da Francesconi e cioè che quella strada non avrebbe dovuto esserci!
30 anni fa il Parco Nazionale dei M. Sibillini è stato istituito anche per rimediare ad una serie di sconci ambientali compiuti nel dopoguerra, tra i quali: la strada del Fargno (appunto), la zeta sulla Sibilla, la funivia sulla Val di Bove!
Purtroppo sono tutte ancora lì!
Con i soldi del PNRR si smantelleranno solo i cavi ed i tralicci della funivia! Badate bene solo quelli: il rudere della stazione di arrivo rimarrà in piedi!
Non si sa mai che non ci si possa fare un bel rifugio/ristorante!
Ho praticato in lungo e in largo, in estate e in inverno quella zona.
L’unico suggerimento che potrei dare è che in montagna bisogna essere coraggiosi:
avere il coraggio di tornare indietro quando non è il caso di andare avanti.
é difficile però occorre imparare bene ad essere coraggiosi.
@Sergio Francesconi
Non riesco a capire il nesso tra l’esistenza della strada e l’imprudenza (per non dire altro) di chi la percorre contro ogni divieto e con tali condizioni meteo.
Sconvolta dalla maggior parte dei commenti…
150 commenti,per cui sintetizzo che è un escursionista da TSO…
Mi piacerebbe conoscerli per capire quanto sono in grado di rischiare la vita tanto quanto chi li ha soccorsi.
In galera…