Villa Eugenia, il Tar anticipa la sentenza:
il 19 dicembre il verdetto atteso da anni
«Un patrimonio storico irrinunciabile»
CIVITANOVA - Sergio Marzetti, ex assessore ai tempi del ricorso presentato dalla giunta Marinelli per la vendita, ricostruisce la vicenda della prelazione e attacca la scelta del 2018: «Rinuncia incomprensibile, quel bene è un simbolo storico e culturale per Civitanova. Se il Tar annullerà la delibera, festeggerà tutta la città»

Villa Eugenia
di Laura Boccanera
Conto alla rovescia per il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato da Legambiente con la collaborazione dell’ associazione “Villa Eugenia pubblica” contro la delibera del Consiglio comunale che nel 2018 rinunciò al diritto di prelazione su Villa Eugenia. E’ stata anticipata al 19 dicembre, anziché al 28 gennaio la sentenza sul contenzioso. Un passaggio decisivo, atteso da anni, e che secondo l’ex consigliere comunale Sergio Marzetti «potrebbe riportare alla città un bene dall’enorme valore storico e culturale».

Sergio Marzetti
Marzetti ripercorre le tappe amministrative che hanno portato alla rinuncia. «La Villa venne messa in vendita, finì in mano a privati senza che il Comune potesse esercitare il diritto di prelazione per poi essere abbandonata nel massimo degrado. Poco dopo gli anni 2000, grazie al sindaco Erminio Marinelli e all’allora segretario Giorgio Vecchi l’atto di vendita venne impugnato davanti al Tar, e con delibera n. 124/2006, approvata con voto unanime del consiglio, si decise di esercitare il diritto di prelazione, vista l’importanza che aveva ed ha tuttora questa struttura e il suo parco per tutta la città».
Un bene che, sottolinea Marzetti, porta con sé un patrimonio di storia: fatto costruire da Napoleone III, frequentato in estate dalla moglie Eugenia de Montijo e da personalità illustri dell’epoca, negli anni Sessanta ospitò anche Georges Bidault, politico francese e figura di spicco della Resistenza. «Molti ricordano ancora – aggiunge – l’imponente presenza delle forze dell’ordine lungo il viale in quegli anni perché la Villa ospitava Georges Bidault, importante politico francese, fondatore del Movimento Repubblicano Popolare, protagonista della Resistenza francese e antigollista, quando concesse l’ indipendenza all’Algeria».
Dopo oltre dieci anni di contenzioso, però, arriva lo strappo: nel 2018 la giunta Ciarapica sceglie di rinunciare alla prelazione, accettando come transazione economica 220mila euro che, secondo Marzetti, era una cifra «molto inferiore al valore dell’immobile, senza una valida e convincente motivazione». Una scelta contestata da più parti, anche alla luce dei possibili finanziamenti pubblici che, osserva l’ex consigliere, si sarebbero potuti intercettare per il recupero del bene vincolato dalla Soprintendenza, «come avvenuto per Villa Bonaccorsi».
Ora la parola passa ai giudici amministrativi. «Confidiamo – conclude Marzetti – che la decisione tenga conto dell’importanza sociale, storica, culturale e ambientale di Villa Eugenia. Se la delibera verrà annullata, sarà tutta la città a festeggiare, perché questo ricorso è, ormai, di tutti i cittadini che chiedono di riappropriarsi di un bene pubblico, simbolo e orgoglio di Civitanova».
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