
«Nelle Marche 140mila residenti in meno entro il 2050, gli under 25 anni scenderanno del 53%», l’allarme è della Cisl Marche e si fonda sui dati Istat. A fare il quadro è Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl. Ferracuri parla di 139.167 abitanti in meno «con un forte squilibrio nella composizione per età: la popolazione con meno di 25 anni diminuirà del 53% (-74.851), mentre gli over 64 cresceranno del 25,6% (+100.527), e gli over 84 del 63,6% (+46.639). Di conseguenza, la struttura della popolazione anziana risulterà notevolmente diversa da quella attuale. Gli over 64, che oggi sono il 24,7% della popolazione, diventeranno il 34,6%. Gli over 84, che oggi rappresentano il 4,1% della popolazione, diventeranno il 7,1%».

Il segretario di Cisl Marche Marco Ferracuti
I dati sono stati rielaborati dall’Ufficio studi della Cisl Marche. Nel 2024 la popolazione marchigiana risulta di 1 milione 482mila euro e 746 abitanti, distribuiti in 225 Comuni; l’area costiera, che rappresenta appena il 10,6% del territorio, accoglie il 40% dei residenti, mentre il 27% della popolazione vive nell’area interna, pari al 66% della superficie regionale, con conseguenti difficoltà nell’accesso ai servizi e nella tenuta complessiva del welfare locale.
«Sul versante migratorio – continua la Cisl -, la presenza dei cittadini stranieri dopo la crescita nel primo decennio del novecento ed il picco raggiunto nel 2014, è diminuita e non è più riuscita a compensare il saldo naturale negativo, subendo contemporaneamente un processo di progressivo invecchiamento come il resto della popolazione. Dal 2023-2024 arriva comunque un segnale di inversione di tendenza, che sembra consolidarsi anche nel 2025, quando i cittadini stranieri arrivano ad essere il 9,2% dei residenti. Parallelamente prosegue il fenomeno migratorio dei marchigiani: tra il 2013 e il 2024 si registrano 37.251 cancellazioni anagrafiche verso l’estero, di cui 6.037 sono in età compresa tra i 25 e i 40 anni e 9.025 riguardano laureati».
«Il calo dei residenti, la fuga di giovani qualificati, lo squilibrio tra costa e aree interne e l’invecchiamento della popolazione dovranno essere affrontati per tempo con proposte integrate e lungimiranti – sostiene Ferracuti -. Crediamo sia importante partire da un rafforzamento dei servizi sanitari territoriali, un welfare più strutturato, un sistema di istruzione e formazione capace di trattenere i talenti, ma anche di valorizzare le capacità dei ragazzi e ridurre la dispersione e l’abbandono. Inoltre – prosegue Ferracuti – l’assenza di grandi poli urbani nella regione e la ridotta capacità di agglomerazione da parte dei centri minori dell’entroterra, richiede una maggiore collaborazione tra i Comuni per creare forti reti territoriali».
Sul fronte del lavoro, tra il 2018 e il 2024 gli occupati tra i 15 e i 64 anni sono cresciuti (seimila in più), raggiungendo quota 618mila euro. Tuttavia, la componente giovanile (15-34 anni) aumenta solo dell’1%, segno di un mercato del lavoro che continua a basarsi prevalentemente sulla popolazione adulta e su livelli di qualificazione medio-bassi, mentre i profili più specializzati tendono a spostarsi altrove.
«Va scongiurato il rischio – sottolinea Ferracuti – di un progressivo indebolimento della coesione sociale, dello spopolamento delle aree interne e di una minore capacità competitiva della regione. Occorre una strategia di lungo periodo che investa sulle persone, sui servizi territoriali, sull’istruzione e sulle politiche industriali. Non bastano interventi episodici: servono azioni coordinate, capaci di migliorare concretamente la qualità della vita e rendere le Marche attrattive per chi vive, studia e lavora qui».
Per la Cisl Marche «c’è l’urgenza di dare piena operatività alle politiche industriali e all’utilizzo delle risorse europee e nazionali, sostenere la natalità attraverso una rete diffusa di servizi educativi e strumenti di conciliazione, promuovere occupazione giovanile e femminile stabile e qualificata, rafforzare la sanità territoriale e i servizi per la non autosufficienza, favorire forme associate di gestione tra i piccoli Comuni e investire sul miglioramento dell’istruzione, della mobilità e della connettività digitale». Ferracuti conclude: «Chiediamo alla giunta di aprire un confronto su questi temi e tornare a lavorare insieme per rilanciare le Marche. Ci attendono problemi complessi che vanno affrontati con serietà e con lo sguardo rivolto al futuro. Il 2050 non è un destino già scritto, ma la conseguenza delle scelte che sapremo mettere in campo insieme, con visione, responsabilità e coesione».
È un dato molto preoccupante perché senza giovani imprenditori per la nostra economia non cè futuro. Potremmo farne a meno di questi primati. Cè un emorragia di imprese under 35, cè un inverno demografico e cè la questione immigrazione che andrebbe affrontata.
Non andava tutto bene?
Vai Francesco Acquaroli
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Io ancora devo sapere quello che l’attuale giunta regionale ha in programma da fare. Se qualcuno lo sa, lo faccia sapere grazie. La Cisl è il sindacato vicino al governo, lo ascolteranno?
l’homo sapiens è l’unico essere vivente che riesce a ridicolizzarsi da solo, non vedrei mai una lepre commiserarsi perchè non fa figli, semmai si lamenterà perchè ha troppi predatori intorno.
Stiamo assistendo passivamente alla fuga dei cervelli e alla conseguente affermazione dei dementi
Vi accorgete adesso: non fate mai uno sciopero , il vostro ex segretario è entrato nel governo Meloni ,avete appoggiato Acquaroli e ora vi lamentate , vergognatevi!!!!
La cosa che fa’piu’ridere è che questo “sindacato” appoggia il governo statale e regionale, ai quali dí questo problema sociale non può fregare di meno.
Si dice: “Occorre sostenere la natalità attraverso strumenti di conciliazione”. Che vuol dire?