«Sosta gratis per 20 minuti?
Inutile, se non dannosa per la vivibilità.
Servono politiche per la residenzialità»
MACERATA - E' critico il Comitato civico centro storico sulla scelta dell'amministrazione: «Se non si riporta la gente a vivere qui, diventerà un non-luogo infestato da fantasmi in cerca di un parcheggio per andare a prendere un caffè»

I parcheggi in piazza della Libertà
Storce il naso il Comitato civico centro storico sulla scelta dell’amministrazione comunale di concedere una sosta breve di 20 minuti in tutti i parcheggi a pagamento della città.
«A nome del nostro Comitato nato sei mesi fa e che conta più di 120 iscritti, intendiamo manifestare la nostra perplessità – afferma il comitato in una nota – nel documento si dice che la piaga della desertificazione del quartiere e la conseguente sofferenza delle attività commerciali sarebbe fronteggiata consentendo la sosta breve non a pagamento per tutti coloro che intendono recarsi anche solo a prendere un caffè in un esercizio commerciale del centro. Ora, posto che gli stalli di sosta sono limitati, non capiamo, francamente, come una siffatta “apertura” indiscriminata possa agevolare chicchessia ed anzi ritentiamo che tale soluzione si risolva in un attacco alla vivibilità del centro storico. A nostro avviso, un piano di rilancio serio e strutturato dovrebbe, innanzitutto, puntare alla fruibilità attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici e la creazione di nuove aree di parcheggio comode, facilmente accessibili a tutti ed economicamente sostenibili».
Secondo il gruppo, una visione ampia delle problematiche che affliggono il centro storico dovrebbe partire da alcune constatazioni. «In primis, il fatto che numero dei residenti “dentro le mura” è drammaticamente calato nel corso degli anni – proseguono – quindi, che gran parte degli uffici pubblici o di pubblico interesse è stata delocalizzata in periferia. E infine che il commercio superstite in centro si è modificato, risultando accattivante solo per una parte della cittadinanza. Continueremo a ribadire che l’unica possibilità di inversione di marcia consiste nell’investimento sulla residenzialità, varando politiche che sì, incentivino coppie giovani ad abitare al centro storico, ma contemporaneamente accompagnino questo proposito con manifestazioni esteriori tendenti all’accoglienza e alla permanenza di nuclei familiari, come ad esempio pensare a un ritorno delle strutture scolastiche e ricreative. La residenzialità è la chiave del rilancio sociale, economico e morale del quartiere. Senza di essa il centro è destinato a diventare un non-luogo infestato da fantasmi in cerca di un parcheggio per andare a prendere un caffè».
Sosta gratis per 20 minuti in tutta la città. Ampliati gli orari di accesso alla Ztl
Condivido pienamente il pensiero del comitato ma la cosa che più mi infastidisce è che chi ci amministra è consapevole di tutto ciò ma se ne infischia altamente perchè gli interessi sono altri
Il problema è l’utilizzo di termini come “serio” e “strutturato” …. terribilmente lontani da quanto nel praticato di questa Giunta.
Affermazioni piene di logica, punto.
La sosta gratuita di almeno due ore va fatta nel parcheggio dell’Ospedale, come c’è, per esempio, all’Ospedale “Bufalini” di Cesena.
Si diceva, qualche giorno fa, della differenza tra i politici della Prima Repubblica e quelli attuali: che altro spessore, che formazione solida di studi, che vigoria istituzionale. Adesso si brancola nel buio triste della piccola gestione senza prospettive, un progettino di qua, un progettino di là, una miriade di specchietti per le allodole, un’infinità di selfie e di spot, ma per contro una chiusura feroce a tutto ciò che non collima tout court con il proprio bigliettino da visita. Scarsa capacità di confronto, minima volontà di ascolto; è tipico – credo – di chi manca di solide basi, le quali permettevano di aprirsi senza temere di perdersi. Era la forza della democrazia: la possibilità di un contraddittorio, la bellezza di tesi e antitesi da cui far scaturire una sintesi possibile. Oggi di questo non c’è più nulla. Anche per questo motivo siamo tutti più poveri.