Angolo di India a Camporotondo:
inaugurata la statua del poeta Valmiki
INTEGRAZIONE - Oggi la cerimonia, presente l'ambasciatrice Vani Rao. Il sindaco Massimiliano Micucci: «Su 420 residenti, 41 sono di nazionalità indiana, una comunità perfettamente integrata da 30 anni»

L’inaugurazione della statua
Da oggi, in piazza San Marco, di fianco al palazzo municipale di Camporotondo, la statua del poeta indiano Maharishi Valmiki non solo sarà un punto di riferimento per la comunità indiana residente nel territorio, ma anche simbolo di integrazione e accoglienza tra culture.

Il sindaco Massimiliano Micucci
La cerimonia di inaugurazione si è svolta stamattina. Il sindaco di Camporotondo Massimiliano Micucci, ha accolto l’ambasciatrice indiana in Italia, Vani Rao, il viceambasciatore Amararam Gurjar e il presidente dell’Indo-italian culture and welfare association, Vishnu Kumar Soni. Hanno partecipato anche l’assessore del comune di Cessapalombo (altro centro con una numerosa presenza di indiani), Ermanno Micucci, e il comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino, Giulia Maggi.
«L’obiettivo del nostro primo ministro – ha ribadito l’ambasciatrice Rao – è quello di rafforzare i rapporti con l’Italia, soprattutto in ambito culturale e religioso. Il tempio dedicato a Valmiki, che custodisce il testo epico Ramayana scritto proprio dal poeta indiano, è un punto di riferimento per molti nostri connazionali che vivono in queste zone e che a ottobre organizzano la festa dedicata a Valmiki».

La statua
È stata poi ribadita l’accoglienza e l’apertura che la comunità indiana ha trovato a Camporotondo: «Qui c’è una comunità inclusiva – ha detto Vishnu Kumar Soni – è per questo che abbiamo scelto questo Comune per ospitare la statua di Valmiki con l’unico tempio dedicato a lui in tutto il Paese. La statua è stata realizzata in India e inviata a Camporotondo dal nostro primo ministro che ringraziamo per la collaborazione».

Il primo cittadino ha tenuto a precisare come l’organizzazione sia stata «una corsa contro il tempo – le sue parole – abbiamo ricevuto il viceambasciatore a marzo scorso e ci ha manifestato la volontà di installare la statua nel nostro comune. Ci siamo allora subito mossi con i permessi necessari e, grazie all’impegno dell’architetto Alessandro Azzolini e dei tecnici del Comune, siamo riusciti in poco tempo a rendere questa richiesta una realtà. Per noi era importante organizzare la cerimonia entro oggi poiché già da domani il viceambasciatore Amararam Gurjar partirà per il Malawi dove andrà a ricoprire l’incarico di ambasciatore». Micucci ha sottolineato anche come Camporotondo sia da anni ormai un esempio di integrazione: «Su 420 residenti – dice – 41 sono di nazionalità indiana, 23 senza cittadinanza e 18 con cittadinanza. Questa comunità fa parte di noi ormai da 30 anni ed è completamente integrata: parliamo di grandi lavoratori, persone rispettose e devote alla famiglia, con un grande senso di appartenenza a questi luoghi. Non potevamo non onorare questo sodalizio accogliendo la richiesta del viceambasciatore. Questa giornata rappresenta l’incontro tra due culture, segno di rispetto e fratellanza, e impegno a custodire ciò che ci unisce: l’umanità e l’amore per questi territori».
……che amarezza!
È veramente triste leggere questi commenti ad un’iniziativa bella ed assolutamente condivisibile. Come lo è costruire una chiesa in India (e ce ne sono molte).
Dante first, sanzionare il dharma, imporre dazi sui corsi di yoga.
Si dice che rimase immobile per anni, coperto da formiche, da cui derivò il suo nome “Valmiki” (da valmika, che significa “formicaio” in sanscrito). Non ci sono prove storiche concrete della sua esistenza. In ogni caso non è un buon modello per una sana gioventù sportiva… per non parlare dell’igiene…
Dante invece fece tutta quell’ultramaratona depurativa.
O Valmiki, saggio poeta antico,
voce divina che il tempo ha scolpito,
con l’inchiostro del cuore hai cantato,
il Ramayana, eterno, hai donato.
Sulle rive del Gange, ispirato,
dal dolore di un uccello hai creato,
un verso che vibra, puro e profondo,
epopea d’amore che abbraccia il mondo.
Rama, il giusto, con l’arco teso,
Sita, la luce, nel cuore acceso,
Lakshmana, fedele, al fianco sincero,
Hanuman, il vento, devoto e fiero.
Tra foreste oscure e monti dorati,
battaglie di dharma, destini intrecciati,
il tuo canto, Valmiki, mai svanirà,
guida l’anima, eterna, verso la verità.
O primo poeta, del verso signore,
il Ramayana è fiamma che scalda il cuore,
un faro di virtù, di lotta e speranza,
che illumina l’uomo in sua santa danza.
Sì Pavoni ma era meglio una statua di Kabir Bedi nei panni di Sandokan, ti sarebbe venuta più alta anche l’ode.
“Larvatus prodeo” esprime la mia strategia di proteggere le mie pur piccole idee, procedendo con discrezione verso una redazione che non è ancora pronta ad accettare pienamente il fatto che nel 1000 a.C. in India esistevano solo forme protoscritturali, essendo la scrittura in India attestata con certezza solo a partire dal terzo secolo a.C. Non vi è evidenza che Valmiki stesso usasse la scrittura; la sua opera fu con ogni probabilità creata e tramandata oralmente.
Coraggio, il Kali Yuga ha da passa’.
Siamo attualmente a circa 5.127 anni dall’inizio del Kali Yuga (3102 a.C. + 2025 d.C. = 5.127 anni). Considerando la durata totale di 432.000 anni, il Kali Yuga dovrebbe terminare intorno all’anno 429.898 d.C.. Ci vorrà un po’ di pazienza…
Esatto, così avremo tempo per farci crescere addosso parecchi formicai.