I grandi nomi della tv a Castelraimondo.
Emozioni, musica pop e comicità:
il Premio Ravera è lo show dell’estate

L'EVENTO condotto da Carlo Conti ha incantato tutti con i volti del momento e gli artisti che hanno fatto la storia della musica italiana. Oltre 4mila i presenti. Le risate affidate a Frassica. Il pubblico canta con Serena Brancale, Clara, i The Kolors, Michele Zarrillo e Marcella Bella

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La consegna del Premio Ravera ai The Kolors da parte del governatore Acquaroli

di Leonardo Giorgi

“Rai” all’interno del nome Castelraimondo non è solo questione di semantica. Dallo show di Serena Brancale, che conquista la serata nel giro di due canzoni, alla presenza eterea di Clara e i suoi “Diamanti grezzi”, la decima edizione del Premio Ravera (oltre 4mila spettatori) ha tutti i crismi di una produzione della Radiotelevisione italiana. In un campo sportivo sold out, a dare questa impressione è anche e soprattutto la presenza di Carlo Conti, che nella conduzione di ieri sera appare anche meno macchinoso e freddo rispetto all’assetto rigido adottato a Sanremo.

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Conti, complice anche la formidabile presenza di Nino Frassica che ha portato in scena il suo cavallo di battaglia “L’intervista doppia” già vista in tv («Segno zodiacale? Mah, fino al 1975 ero Ariete, poi dal ’76 sono diventato Sagittario…»), è sciolto e divertito.

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Ed è lo stesso conduttore a ricordare più volte il motivo per cui esiste questo evento: l’indimenticato Gianni Ravera, l’impresario che, tra le altre cose, ha reso Sanremo quello che è oggi.

Lo ricorda, fin da inizio serata, anche Marcella Bella. La cantante, dopo aver dedicato «a tutte le donne, a tutte le ragazze, a tutte le bambine» la sua hit sanremese “Pelle diamante” (canzone arrivata ultima, ma che è diventata brano cult nei mesi successivi), non può esimersi dall’intonare “Montagne verdi” in una versione tra l’elettronica e il coro da stadio.

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Marcella Bella

L’arrangiamento originale emoziona di più, ma il pubblico canta comunque a squarciagola, nonostante Conti riprenda più volte le prime file, un po’ troppo silenziose (un’altra cosa in comune con il Festival della canzone italiana).

Si passa poi a “Rossetto e caffè” di Sal Da Vinci, altra canzone virale che ha fatto il salto dal neomelodico al pop italiano mainstream, grazie anche alla presenza fissa del brano tra i pezzi mandati ogni sera tra i pacchi di Affari tuoi. Non sarà l’unico pezzo nazionalpopolare della serata, anzi.

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Sal Da Vinci

Nino Frassica entra subito dopo salutando il nonno di Sal Da Vinci («Lo conoscevo bene Leonardo») e portando una nuova versione dello sketch dell’intervista doppia che il leggendario comico aveva già sperimentato negli anni con le spalle più disparate (Gigi Proietti, Marco Travaglio, Gabriel Garko, lo stesso Carlo Conti). È il momento più applaudito della serata, a dimostrazione che uno come Frassica, quando viene chiamato per una “parentesi comica”, alla fine, esce facilmente dalle parentesi per diventare sempre e comunque protagonista. Prima di andare via ricorda, tra la realtà e il demenziale, il periodo di riprese di Don Matteo a Gubbio: «Terence Hill è il mio migliore amico, perché è così buono che una volta ha dato 100 euro a un mendicante e gli ha detto che in realtà 70 euro erano la beneficienza, gli altri 30 resto mancia».

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Carlo Conti e Nino Frassica

E poi? A proposito di nazionalpopolare, arrivano sul palco i The Kolors, inanellando le loro hit estive, cantate da un magistrale Stash che dice «Spero di essere qui anche l’anno prossimo». È il governatore Francesco Acquaroli a consegnare il Premio Ravera nelle mani del cantante, sottolineando, ancora, l’importanza per le Marche di un personaggio come Gianni Ravera.

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Dopo l’emozionante esibizione di Michele Zarrillo (con una “Cinque giorni” cantata da tutto il pubblico) e il toccante tributo di Filippo Graziani – accompagnato da Michele Pecora – a papà Ivan, si accende la parte più movimentata della serata. Prima con Ditonellapiaga e la sua “Chimica”, per poi esplodere definitivamente con l’attesissima Serena Brancale. La sua “Anima e core” è l’unica canzone che fa stare in piedi un pubblico alle prese con una temperatura che, sul campo di Castelraimondo, è tutto fuorché estiva.

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Michele Zarrillo

Il finale, dopo l’applaudita voce di Chiara Galiazzo, è affidato a tre pesi massimi, per motivi diversi. Il primo è Settembre, vincitore di Sanremo giovani, unico vero nome uscito dalle ultimissime edizioni di X Factor e ultima entrata nella scuderia di Marta Donà, la manager di Olly, Angelina Mango e – per un periodo – anche dei Maneskin. La manager dei miracoli ci vede e ci sente bene: Settembre è al centro dell’attenzione dei giovanissimi con gli smartphone nelle vicinanze del palco, ma è anche una delle esibizioni più applaudite.

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Giordana Angi

L’applauso non fa in tempo a finire che arriva Clara, sulla cresta dell’onda per il successo delle canzoni sanremesi portate negli ultimi due anni (la già citata “Diamanti grezzi” e “Febbre”) e per il pezzo estivo – condito da gossip – con Fedez. Chi pensa però che sia solo il gossip a tenere Clara al centro dell’attenzione fa un grande errore: la voce dal vivo di Clara incanta le centinaia e centinaia di persone presenti in una sorta di incantesimo per il quale, nonostante l’ora tarda, sembra impossibile distogliere l’attenzione dalla sua performance.

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Ditonellapiaga

Nel gran finale, però, si va oltre tutto. Oltre Sanremo, oltre i fenomeni del momento, oltre le hit estive, oltre lo stesso Castelraimondo, per fare due passi nella storia: il saluto conclusivo è affidato ai Nomadi e non può che finire con “Io vagabondo”. Non è una notte di settembre, è una notte di giugno, ma il “chiarore delle stelle” – almeno quelle sul palco – si vede lo stesso.

«Sono sempre felice di venire qui dove, grazie all’amico Pasquale Mammaro, mi sento come a casa – ha detto Carlo Conti -, in mezzo a tanti amici, a cantanti, ma anche comici, l’anno scorso c’era Panariello, quest’anno Frassica; qui a Castelraimondo c’è un clima talmente piacevole che non mi sembra neanche di lavorare. Le Marche, poi, sono bellissime, sono luoghi con gente operosa che domani si alza per andare a lavorare eppure stasera era qui, partecipe e protagonista di quella che è una vera festa della musica».

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La consegna del premio a Serena Brancale

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Clara con Renzo Marinelli e Carlo Conti

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Luisa Corna

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