«Alla “Castelli spa” in arrivo i licenziamenti,
la procedurà sarà avviata in settimana.
Chiederemo alle istituzioni di attivarsi»

TOLENTINO - I sindacati confermano l'anticipazione di Cronache Maceratesi sui 25 esuberi (su 41 dipendenti). Sarà anche venduto lo storico stabile della Nazareno Gabrielli. Alessandro Gay, segretario generale della Fistel Cisl Marche: «La possibilità che un domani la produzione possa ritornare qui è praticamente nulla. Chiederemo un intervento per frenare la dismissione di una tradizione che fa parte del tessuto sociale del territorio. La produzione di agende è oramai un settore di nicchia, è mancata la riconversione»

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Lo stabilimento di Tolentino della “Castelli spa”

di Francesca Marsili

«La “Castelli spa” di Tolentino ha ribadito che in questa settimana attiverà la procedura per i licenziamenti collettivi per 25 lavoratori in quanto considerati esuberi dalla nuova riorganizzazione aziendale e la volontà di continuare il rapporto di lavoro con i restanti 16 in merito all’attività di logistica e magazzino». La conferma a quanto anticipato ieri da Cronache Maceratesi arriva dai rappresentanti delle due sigle sindacali che si stanno occupando della questione: Alessandro Gay, segretario generale della Fistel Cisl Marche, e Stefano Tordini, segretario provinciale Slc Cgil. Per oltre la metà dei 41 dipendenti della ex Nazareno Gabrielli di Tolentino quindi è in arrivo la lettera di licenziamento.

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Lo stabilimento di Tolentino della “Castelli spa”

In un incontro avvenuto lo scorso 22 maggio alla presenza delle organizzazioni sindacali di categoria e le relative Rsu, la proprietà della “Castelli spa” aveva annunciato di voler interrompere la produzione di agende e diari in pelle nello storico stabilimento di contrada Cisterna, lasciando qui solo la parte logistica e di magazzino. Ipotesi che purtroppo si è concretizzata senza troppo stupore. A farlo presagire un piano di rilancio promesso nel 2023 dalla proprietà e mai effettivamente realizzato.

Alessandro Gay, segretario generale Fistel Cisl Marche, anticipa i prossimi passi: «Una volta ricevuta ufficialmente l’apertura della procedura per il licenziamento collettivo, verificheremo con l’azienda se c’è un margine di trattativa per ricollocare i lavoratori o tentare di diminuire gli esuberi. Parallelamente, assieme alle rsu aziendali – aggiunge – chiederemo alle istituzioni comunali, provinciali e regionali un intervento per frenare la dismissione di una tradizione che fa parte del tessuto sociale del territorio e soprattutto una salvaguardia del perimetro lavorativo all’interno del sito produttivo di Tolentino. Anche in considerazione del fatto che l’azienda non ha più ammortizzatori sociali da utilizzare». 16 i dipendenti che – stando all’attuale situazione – resterebbero in forza all’azienda, tra questi 5 sono impiegati. «La proprietà sta valutando chi potrebbe essere più idoneo al lavoro di logistica e magazzino. Gli impiegati andrebbero a svolgere il lavoro in modalità smart working sia per l’azienda di Tolentino sia per la casa madre di Bergamo». A ciò si aggiunge anche «la necessità» annunciata dalla “Castelli spa” di vendere lo storico stabile della ex Nazareno Gabrielli, dallo scorso settembre in fase di ristrutturazione e all’interno del quale c’è anche un museo dedicato alla storia dello storico marchio che ha rappresentato per 120 anni la migliore tradizione imprenditoriale e pellettiera di Tolentino.

«Questo – sottolinea Gay – lascia immaginare che la possibilità che un domani la produzione possa tornare a Tolentino è praticamente nulla. La proprietà – aggiunge – ha palesato la volontà di prendere in affitto una parte dello stabile da chi lo acquisterà o di spostarsi in un altro sito nelle vicinanze, che abbia una dimensione più idonea. La vendita di un immobile a Tolentino dove la produzione viene fatta a Bergamo non è più un piano di rilancio, ma di ridimensionamento». Il segretario generale della Fistel Cisl Marche evidenzia preoccupazione anche in relazione al fatto che «Tolentino è stato fortemente impattato non solo dal sisma, ma anche da una crisi manifatturiera importante e ricollocarsi in questo territorio non sarà semplice». I 25 lavoratori e lavoratrici sono a metà della strada che conduce alla pensione, in quell’età critica dove trovare un altro impiego è ancora più difficile. «Arrivano stremati ad una notizia che in parte si aspettavano, perché lo sgretolamento dell’azienda con continui passaggi di proprietà era iniziato da tempo, ma che speravano arrivasse più tardi possibile o che l’annunciato piano di rilancio si concretizzasse». Al di là del fatto che il marchio “Nazareno Gabrielli” è stato acquistato da tempo da una società estera, il rammarico è per il tramonto di un’azienda che era un punto di riferimento. «La produzione di agende è oramai un settore di nicchia, il problema – conclude Gay – è che è mancata la riconversione e alla fine ci siamo trovati che sfogliando sfogliando sono rimasti 16 dipendenti».

Alla Castelli spa (ex Nazareno Gabrielli) sono a rischio 25 posti di lavoro



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