Beffa dei buoni postali scaduti:
«Hanno perso i soldi investiti
ma ora le Poste dovranno risarcire»

MATELICA - Li avevano avuti in eredità ma quando sono andati ad incassare è venuto fuori che non avevano diritto a niente. L'avvocato Marco Massei: «Abbiamo fatto causa, non era indicata la scadenza né l’interesse, la mettevano su un foglio illustrativo a parte. Il tribunale di Macerata ha stabilito che non potevano essere ritenuti prescritti e ha disposto il rimborso, circa 16mila euro»

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Il Buono postale fruttivero

di Gianluca Ginella

Buoni postali scaduti, Poste perde la causa: dovrà rimborsare circa 16mila euro. La sentenza è del tribunale civile di Macerata e riguarda una questione che coinvolge migliaia di risparmiatori in Italia. Il problema riguarda alcuni Buoni postali a termine, di vario taglio, sottoscritti negli anni 2000.

«I buoni non recavano né la data di scadenza né l’interesse maturato – spiega l’avvocato Marco Massei che insieme al legale Gabriele Pacini assiste alcuni matelicesi eredi di chi aveva sottoscritto i buoni -. Poste Italiane all’epoca consegnava un foglio illustrativo con le informazioni sulla scadenza e sull’interesse spettante. Il risparmiatore doveva tenere sia il buono sia il foglio illustrativo. Molte agenzie postali però non consegnarono tali prospetti informativi o comunque oggi non hanno ricevuta (cioè prova) di tali avvenute consegne».

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L’avvocato Marco Massei

Quando gli eredi dei sottoscrittori erano andati a incassare i buoni la risposta era stata «che erano scaduti dopo 6 o 7 anni da quando erano stati sottoscritti, tra il 2000 e il 2001 e non avevano diritto né agli interessi né alle somme investite, che erano circa 16mila euro» dice Massei. Gli avvocati a quel punto hanno fatto causa alle Poste e il processo si è svolto al tribunale civile di Macerata.

I legali hanno rilevato come sia arrivato un provvedimento di Agcom nel 2022 «che sanzionava le Poste proprio per questi buoni – continua l’avvocato Massei -. Da questa pronuncia il giudice ne ha trattato un principio ritenendo i buoni non prescritti e dando così possibilità di ottenere un rimborso, circa 16mila euro e ha condannato le poste a rimborsare sia l’investimento che gli interessi».

Il legale allarga poi il discorso: «moltissimi sottoscrittori di buoni postali – soprattutto anziani – hanno tenuto questi buoni per molti anni, credendo di avere diritto ad interessi e, magari, in alcuni casi, sono deceduti. Si pensi che in ambito nazionale risulterebbe tra il 2020 ed il 2021 che i buoni postali prescritti sarebbero 367mila per un controvalore di 404 milioni euro: ora, mi chiedo, si può pensare ad una amnesia collettiva dei risparmiatori che hanno trascurato tutti per dimenticanza di riscuotere i buoni?».



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