Donna urta un’auto e si allontana,
l’altro la insegue e lei lo tampona:
sotto accusa una 47enne

CIVITANOVA - La donna, di Tolentino, alla fine si sarebbe fermata ma nel ripartire avrebbe urtato con lo specchietto il braccio dell'altro automobilista. Oggi l'udienza predibattimentale al tribunale di Macerata è stata rinviata. La difesa: «L’eventuale danno fisico dell’uomo è dovuto al suo improprio inseguimento, che non aveva ragion d’essere. Contestiamo in toto il capo di imputazione»

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tribunale-maceratadi Alessandro Luzi

Non si ferma dopo aver urtato un’auto, l’altro automobilista la insegue e lei dopo averlo tamponato due volte si ferma, poi riparte e lo urta al braccio con uno specchietto. Questo in sintesi quanto ricostruisce l’accusa su di un episodio avvenuto nel maggio del 2022 a Civitanova.

Quel giorno una 47enne, che si trovava al volante della sua auto e percorreva via Carducci, nel fare un sorpasso ha urtato la vettura su cui si trovava un 40enne.

La donna però non si era fermata, continua l’accusa, e il 40enne l’aveva inseguita facendole segno di fermarsi. La 47enne però avrebbe tamponato l’altra auto e ancora una volta avrebbe proseguito.

Raggiunta una seconda volta (all’altezza dello svincolo est di Tolentino, sulla superstrada, la 47enne avrebbe nuovamente tamponato l’auto dell’uomo. Alla fine la donna si era fermata e il 40enne era sceso. Ma a questo punto, prosegue l’accusa, la donna aveva ripreso la marcia urtando con lo specchietto il braccio dell’altro automobilista.

L’uomo, continua l’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, aveva riportato sette giorni di prognosi per traumi al ginocchio e al collo. La donna è finita sotto accusa per lesioni personali, danneggiamento (dell’altra vettura) e per non essersi fermata a prestare assistenza. Oggi al tribunale di Macerata l’udienza predibattimentale per la 47enne, difesa dall’avvocato Mauro Chiariotti, è stata rinviata e ne è stata fissata un’altra davanti al giudice Enrico Pannaggi.

«Il capo di imputazione a parere della difesa – dice l’avvocato Chiariotti – è leggermente carente di fatti oggettivamente riscontrabili. All’udienza predibattimentale chiederemo il non luogo a procedere. L’eventuale danno fisico dell’uomo è dovuto al suo improprio inseguimento. L’inseguimento a parer mio non ha nessuna ragion d’essere, non si capisce il perché e soprattutto non si capisce il perché della manovra in superstrada. Per quanto riguarda il danno vantato a Civitanova, ammesso e non concesso che ci sia stato, a parer mio non giustifica l’inseguimento. Inoltre vedendo un’auto che la inseguiva si è pure spaventata».


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