«I Grinch di Cura e partecipazione
si liberino dell’odio:
scuola sicura, basta linguaggio da osteria»
MORROVALLE - L'amministrazione risponde alle critiche dell'opposizione, che lamentava le mancate risposte a seguito di un'interrogazione sul nuovo plesso di via Liguria: «Non ci sono problematiche di sorta all’interno della struttura, gli ultimi lavori dovrebbero essere completati durante le festività natalizie: dalla minoranza insinuazioni da irresponsabili»
Botta e risposta a sfondo cinematografico sul nuovo polo scolastico di Morrovalle. Dopo che ieri il gruppo di opposizione Cura e partecipazione aveva definito il sindaco Andrea Staffolani “Marchese del Grillo”, per la reticenza nel rispondere all’interrogazione presentata il mese scorso, l’amministrazione comunale definisce i membri della minoranza i “Grinch” in formato morrovallese.
«Come il mostro interpretato da Jim Carrey, dovrebbero liberarsi dall’odio e dall’invidia ed essere con noi nel festeggiare un’opera che migliora e di molto la vita dei nostri ragazzi – rimarca l’amministrazione comunale in una nota – ribadiamo a chiare lettere che non ci sono problematiche di sorta all’interno del plesso, per cui agitare il dito per una presunta mancanza di sicurezza dei nostri bambini che lo frequentano è quantomeno da irresponsabili. Restano alcuni piccoli lavori da completare e dovrebbero venire ultimati a cavallo delle festività natalizie, ma niente che infici la normale attività scolastica. Visto che abbiamo più volte constatato che hanno una scarsa conoscenza di norme e regolamenti, abbiamo suggerito che la legge consente ai consiglieri comunali di chiedere informazioni e avere documenti dai competenti uffici comunali. Ossia si possono vedere le carte, che a differenza delle nostre risposte, non possono essere contestate. Abbiamo inoltre precisato che la scuola è munita di agibilità, visto che non è il Comune a rilasciarla ma l’Inail».
L’amministrazione comunale critica l’opposizione anche nella forma, non solo nel contenuto. «Negli ultimi due comunicati dell’opposizione si trovano parole, rivolte in particolare al sindaco ma anche ai consiglieri di maggioranza, quali “prepotenza”, “sindrome di onnipotenza”, “mentitori”, “bugiardi”, “comando padronale”, “ragliare alla luna” (il detto sarebbe abbaiare alla luna, ma, pur di assimilarci agli asini, peraltro nobilissimi animali, lo hanno adattato), “arroganza”, “ignoranza” – aggiunge l’amministrazione Staffolani – crediamo che questo linguaggio da osteria non abbia bisogno di commenti e non sia appropriato per nessuno, ma specialmente per chi ricopre una carica pubblica. È nostro costume non rispondere alle offese con altre offese, non lasciarci trascinare nella melma e far parlare i fatti. Come rispondiamo in modo assolutamente neutro e pacato nella risposta del 3 dicembre, le interrogazioni e il modo in cui vanno fatte sono disciplinati dal regolamento del Consiglio comunale. La loro interrogazione non era stata formulata secondo quanto previsto dal regolamento e per questo motivo non abbiamo risposto. Con una frase abusata, ma efficace si dice che in democrazia la forma è sostanza e va rispettata. Insomma, non sanno neppure scrivere un’interrogazione».
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Il Marchese del Grillo non era reticente, ma prepotente.