Giornata del laureato, Unimc in festa:
«La nostra idea è essere una comunità»
Bommarito dedica il premio al figlio (Foto)
MACERATA – Una ottantina gli ex studenti che sono arrivati in città anche da Inghilterra e Grecia (uno di loro, Sotirios Tsouvalas, ha ricevuto il riconoscimento Alumni). Il rettore McCourt: «Oggi tornate a visitare un ateneo in salute. Siamo qui da oltre sette secoli, che però non valgono niente se non siamo utili per il presente e il futuro dei nostri iscritti e del territorio». Andrea Agostini è il laureato dell’anno: «credo l’università insegni a coniugare sogni e responsabilità, a volare alto ancorando le proprie aspirazioni all’impegno quotidiano». All’avvocato che da anni è in prima linea contro le droghe: «E’ per Nicola che dall’alto mi guida e mi protegge»

La cerimonia a Unimc
(Foto di Fabio Falcioni)
Un volo dall’Inghilterra o dalla Grecia, un viaggio dalla Svizzera per essere presenti alla Giornata del laureato dell’Università di Macerata che si è svolta oggi al Cineteatro Italia. Lì si sono riuniti una ottantina di laureati di 25 e 50 anni fa che, appunto, non sono arrivati solo dalle Marche e dal resto d’Italia ma anche dall’estero: da Brighton, dalla Svizzera o dalla Grecia, come Evangelia Nektaria Georgopoulou e Sotirios Tsouvalas, quest’ultimo premiato anche tra gli Alumni, simbolo del legame tra Unimc e i tanti studenti greci che, tra gli anni Ottanta e Novanta, scelsero Macerata per formarsi in Diritto.

Sotirios Tsoubalas
«La nostra idea – ha detto il rettore John McCourt – è quella di una università comunità, basata sulla ricerca necessaria per dare energia a tutti i nostri insegnamenti. Oggi tornate a visitare un ateneo in salute. Siamo qui da oltre sette secoli, che però non valgono niente se non siamo utili per il presente e il futuro dei nostri iscritti e del nostro territorio. Fare l’Università non è solo apprendere informazioni, ma è un momento di formazione per crescere in autonomia, non in solitudine ma in una comunità».

Il rettore John McCourt
L’impegno e i sacrifici, ma anche le relazioni, le amicizie, il rapporto sempre umano con i docenti sono stati il tema ricorrente dei racconti dei premiati di quest’anno. Il premio Laureato dell’anno è stato assegnato ad Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, per il suo contributo alla promozione del patrimonio culturale e creativo delle Marche. Agostini, nel ricevere il riconoscimento, ha sottolineato: «Credo che l’università, prima ancora che dare agli studenti una formazione per il loro percorso professionale, insegni proprio questo: a coniugare sogni e responsabilità, a volare alto, ancorando le proprie aspirazioni all’impegno quotidiano e al sacrificio che è il cemento per costruire ogni risultato».

Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura
Il premio Oscar Olivelli è andato all’avvocato Giuseppe Bommarito, presidente dell’associazione Con Nicola oltre il deserto di indifferenza e collaboratore di Cronache Maceratesi, per il suo impegno nella lotta contro la piaga delle dipendenze dalle droghe, con un’attenzione speciale rivolta ai giovani e al loro futuro. «Dedico questo premio a mio figlio Nicola, che dall’alto mi guida e mi protegge» ha detto. Nel 2009 Nicola è morto proprio a causa di una overdose, fatto di cui Bommarito non ha mai fatto mistero e che l’ha spinto a condurre la sua battaglia per salvare altre famiglie da simili tragedie. «Non mi vergogno a dirlo, chi si deve vergognare è chi gli ha dato quella sostanza, chi organizza quel traffico e chi non faceva e non fa tutto il suo dovere per prevenire, intervenire e reprimere questa piaga che è diventata un’epidemia» ha continuato. Poi ha ricordato i suoi anni universitari: «Mi sono iscritto all’università nel 1970, avevo poco meno di 19 anni, erano anni difficili con fortissime tensioni politiche. A Macerata il ’68 arrivò con un paio di anni di ritardo. Abbiamo occupato l’università per chiedere una maggiore democratizzazione. La laurea apre la mente verso tanti orizzonti e suscita tanti interessi, aspetti da approfondire».

Giuseppe Bommarito
Il premio Alumni è stato assegnato quest’anno a quattro laureati. A cominciare da Silvia Alessandrini Calisti, fondatrice del blog Mamme Marchigiane, comunicatrice e imprenditrice che a Macerata ha conseguito la laurea in Lettere e filosofia, «da cui ho ricevuto un sapere e un saper fare trasversale e adattabile alle varie situazioni». Angela Fiorillo, dirigente scolastica del liceo Classico Linguistico Giacomo Leopardi, che a una prima laurea in Giurisprudenza ha aggiunto quella in Pedagogia della marginalità e della disabilità: «La mia vita è andata sempre in parallelo con la scuola e l’Università». Gioele Marozzi, vincitore del premio letterario Giovanni Crocioni per il suo saggio sull’epistolario di Giacomo Leopardi, attualmente impegnato nel progetto della Biblioteca digitale Leopardiana al Centro nazionale di Studi leopardiani a Recanati: «L’impegno che l’Università di Macerata spende anche nel digitale si è rivelato estremamente utile per il mio percorso professionale». E, quindi, Sotirios Tsouvalas, che oggi è giudice della Corte d’Appello di Atene, consulente del ministro della Giustizia greco e partecipa in diverse commissioni internazionali: «Era molto impegnativo studiare il diritto in una lingua straniera, ma la conoscenza che mi ha dato è stata di grande importanza per la mia carriera professionale. Era un periodo difficile, ma allo stesso tempo bello. Ho tanti amici di quell’epoca, che ancora oggi sono amici di vita».

















Tsoubalas




Bravo Peppe ( Bommarito). Antica e inossidabile e generazionale amicizia. Ottimo l’evento che, ogni anno, la nostra Università celebra.Diciamolo chiaramente, senza l’Universitas Studiorum, Macerata sarebbe paragonabile al ” Deserto dei tartari” del grande Dino Buzzati.
D’altra parte il deserto darebbe il senso del trascendente. Almeno.
D’altra parte di fronte all’eternità dell’aldilà l’infinitesimale incontro padre-figlio, necessariamente banalizzato dalle quotidianità e dalle illusioni dell’io, non è che un miraggio…