«Il sindaco e i suoi si sentono onnipotenti:
considerano il Comune come proprietà loro,
davanti ai “no” mentono e si innervosiscono»

MORROVALLE - Il gruppo di opposizione Cura e partecipazione replica alle critiche dell'amministrazione dopo il voto nell'ultimo Consiglio: «Di fronte a una variazione al piano delle opere che non condividiamo, per un importo totale di 35milioni (per il triennio 2024-2026), in gran parte irrealizzabile e farlocco, abbiamo votato contro. Semplice e lapalissiano. Non ci sarebbe da spiegare altro. Nella votazione, i punti su mura e centro sportivo erano accorpati»

- caricamento letture
consiglio-comunale-morrovalle-30-aprile-2024-325x244

Il Consiglio di Morrovalle

«Non ci meravigliano affatto la prepotenza e la sindrome di onnipotenza della maggioranza e del suo sindaco. Ci siamo abituati in quasi ogni Consiglio comunale. Questo sindaco, probabilmente considerando il Comune come una sua proprietà privata, non sopporta che qualcuno gli dica “no” e per questo si innervosisce e, spesso e volentieri, mente. Così si arroga persino il diritto di stabilire come deve agire e votare l’opposizione, raccontando i fatti parzialmente e estrapolando alcuni punti all’ordine del giorno, finendo per dire falsità».

Così i consiglieri d’opposizione di Partecipazione e cura rispondono al gruppo di maggioranza Viviamo Morrovalle, che dopo l’ultimo Consiglio li aveva accusati di aver votato contro due progetti ritenuti utili per la città: la riqualificazione delle mura e del centro sportivo di Borgo Pintura.

«E’ una bugia grossolana l’accusa di voto secondo casacca di partito replicano Paolo Manciola, Silvia Dalloro, Francesco Sopranzi, Francesco Puggioni e Marco Morresi – quando tutti sanno che la stragrande maggioranza di “Cura e Partecipazione” non appartiene a partiti, anche se non ci sarebbe nulla di male, anzi. Mentono pure sull’accusa di contrapposizione “muro contro muro”. È compito del sindaco favorire la condivisione. In ogni Consiglio il sindaco fa finta di chiedere all’opposizione collaborazione per la crescita della città, ma solo a parole, mai nei fatti. Ogni atto che arriva è preconfezionato. Le commissioni preparatorie degli atti o non ci sono o non funzionano. Mai ci è stata proposta una condivisione su alcuna proposta. Il sindaco e la sua maggioranza portano le delibere in Consiglio già decise e si aspettano che tutti dicano “sì”. Un Consiglio ridotto a un “votificio” in cui il “no” non è ammesso. E quando succede, il sindaco e presidente (unica persona) avendo l’ultima parola parla e sparla a suo piacimento, alzando spesso i toni, senza possibilità di replica. Poi pretende collaborazione. Per attuarla è necessaria, quantomeno, informazione e condivisione anticipata, non all’atto della votazione. Altrimenti si pretende un comando padronale. E noi su questo non ci stiamo».

«Mentono anche sul fatto che ci siano stati richiami all’ordine – continuano dalla minoranza – Evidentemente il sindaco, comportandosi con la sua maggioranza come in una caserma, pensa che gli altri facciano altrettanto. Per fortuna ogni consigliere in “Cura e Partecipazione” ha una testa libera e pensante e vota secondo scienza e coscienza. Gli ordini da camerata o da padroni non ci appartengono. Nel merito del punto contestato, ci sono pochi dubbi: abbiamo una visione di città profondamente diversa, a partire dalle opere pubbliche, e un modo diverso di porci. Di fronte a una variazione al piano delle opere che non condividiamo, per un importo totale di 35milioni (per il triennio 2024-2026), in gran parte irrealizzabile e farlocco (se enti superiori non lo finanziassero), abbiamo votato contro. Semplice e lapalissiano. Non ci sarebbe da spiegare altro. Nella votazione, i punti su mura e centro sportivo erano accorpati».

Cura e Partecipazione entra nel merito del primo punto. «Se da un lato – spiega – sosteniamo l’idea di recuperare le mura storiche, come giustamente ben spiegato nella seduta dal nostro consigliere Paolo Manciola, dall’altro riteniamo inaccettabile che, alla nostra richiesta di spiegazioni sugli interventi previsti, il sindaco abbia risposto dimostrando scarsa conoscenza del territorio e confondendo i nomi delle vie. È sembrato che non sapesse neanche quali parti delle mura sarebbero state oggetto del presunto restyling. Ha parlato solo di “ripulitura”: ma cosa significa davvero? È sensato votare “sì” senza chiarezza, fidandosi alla cieca? Inoltre, 292mila euro sono una cifra irrisoria rispetto ai veri problemi di stabilità geologica delle mura, che peraltro mancano nel 90% del perimetro. È ora di affrontare seriamente questo problema, non con un intervento di maquillage che risolve poco o nulla».

«Per il centro sportivo – dicono poi passando al secondo punto al centro della polemica – ammettiamo senza problemi che si prevedano interventi positivi, ma resta il fatto che scomparirà un campo di calcio a 11. Ne rimarrà solo uno, spesso inutilizzabile per preservare il manto erboso e senza luci per gli allenamenti notturni. Il calciotto non è calcio e questo è un progetto monco, per un costo complessivo di 1.200.000 euro. Perché dovremmo approvarlo e condividere questo modo di fare? Il modus operandi dell’amministrazione sembra chiaro: prendere fondi regionali attraverso progetti preconfezionati che, solo in un secondo momento, vengono riadattati alle esigenze morrovallesi. È stato così anche per la cosiddetta “pista ciclopedonale”, la cui necessità rispetto ad altre priorità resta discutibile. Puntano a mantenere il consenso gettando fumo negli occhi e non perseguono il bene comune. Ci pronunceremo favorevolmente quando il piano delle opere pubbliche metterà al centro le priorità di Morrovalle, non della Regione, come il tanto atteso sottopasso a Morrovalle Scalo, che infatti non compare sul Piano delle opere pubbliche. Quando i progetti saranno chiari e non estemporanei – ad oggi non sappiamo ancora quale sarà il destino delle vecchie scuole, dell’asilo o della Fondazione Canale – e quando le idee saranno finalmente limpide, non improvvisate e concordate, o quantomeno condivise con tutto il consiglio, allora potremo valutarle positivamente. Fino a quando sindaco e Maggioranza continueranno a proporci punti e soluzioni “prendere o lasciare”, è assurdo poi meravigliarsi se non siamo d’accordo e “ragliare” alla luna. In nome della democrazia, della qualità e del ruolo che ci è stato conferito – concludono i consiglieri di opposizione – continueremo a vigilare e votare secondo scienza e coscienza. Le urla, gli improperi e l’arroganza del sindaco non ci intimidiscono; anzi, ci convincono ancora di più che la scelta fatta è quella giusta».

 

«Il sindaco e i suoi si sentono onnipotenti: considerano il Comune come proprietà loro, davanti ai “no” mentono e si innervosiscono»


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X