Agguato a colpi di fucile in strada,
ventenne colpito alla schiena:
chiuse le indagini per tentato omicidio

CINGOLI - Nei guai un pastore 45enne che vive a Staffolo e un 37enne. L'obiettivo sarebbe stato un tunisino di 36 anni. Dopo aver inseguito la sua auto, su cui c'erano cinque persone, sono stati esplosi due colpi che hanno ferito un ragazzo che si trovava a bordo

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fuciledi Gianluca Ginella

Inseguono l’auto su cui viaggiava un 36enne insieme al fratello e ad altre tre persone, poi uno di loro esplode due colpi di fucile verso la vettura ferendo alla schiena uno degli occupanti.

Un fatto avvenuto a Cingoli il 25 novembre dello scorso anno e su cui la procura ha chiuso le indagini contestando a due persone il tentato omicidio. Gli indagati sono un 45enne di Nuoro che vive a Staffolo, Marco Carzedda, pastore, e un 37enne tunisino, Hamza Guesmi (alias Hamza Gasmi) domiciliato a Staffolo.

Quel 25 novembre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, cinque tunisini sarebbero andati nell’azienda del pastore a Staffolo e se la sarebbero presa prima con Guesmi, poi con un bastone si sarebbero accaniti sull’auto del 45enne, prendendola a mazzate e danneggiandola. Quindi sarebbero scappati. Tutto sarebbe nato dal fatto che uno dei tunisini, un 36enne che vive a Cingoli, avrebbe pretesto dal pastore la restituzione di 3mila euro, versata per una falsa assunzione nell’azienda agricola, che poi non si sarebbe concretizzata. Questo secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti.

Quando i cinque tunisini si era allontanati dall’azienda, il 45enne e Guesmi avrebbero preso il furgoncino e si sarebbero messi all’inseguimento. Sempre per la procura l’obiettivo dei due uomini sarebbe stato proprio il 36enne.

Secondo gli investigatori il 45enne sardo quel giorno era alla guida del furgoncino, e Guesmi gli era seduto accanto e imbracciava un fucile da caccia calibro 12. Sarebbe stato Guesmi, sporgendosi dal finestrino del mezzo, una Opel Combo, a sparare.

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L’avvocato Alessandro Marcolini

Due colpi all’indirizzo della Clio su cui si trovava il 36enne con il fratello e altri tre connazionali. Gli spari hanno raggiunto la vettura mandando in frantumi il lunotto posteriore e colpendo alla schiena una delle persone a bordo.

Il ferito, un 20enne in Italia senza fissa dimora, era stato poi operato d’urgenza e posto in prognosi riservava. In seguito è stato dimesso.

Ai due indagati viene anche contestato il porto illegale di un fucile, sia per il fatto del 25 novembre, sia per un altro episodio avvenuto il 23 ottobre in cui vennero esplosi due colpi in direzione della palazzina dove viveva il 36enne.

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L’avvocato Emanuele Senesi

Contestato anche il danneggiamento di due pneumatici dell’auto del 36enne, fatto che sarebbe avvenuto sempre il 23 ottobre dello scorso anno.

Infine viene contestata la detenzione illecita di una doppietta mai denunciata che era stata trovava, insieme a 22 cartucce calibro 12, pure queste detenute illegalmente, nel corso di una perquisizione. A inizio luglio Carzedda era stato arrestato e al termine dell’interrogatorio di garanzia il giudice aveva disposto l’obbligo di dimora.

Ora i due indagati, assistiti dagli avvocati Alessandro Marcolini, per Guesmi, e Roberto Regni, avranno tempo 20 giorni per chiedere di essere sentiti o presentare memorie difensive. Il 20enne ferito è assistito dall’avvocato Emanuele Senesi.

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