«Ricostruzione ed edilizia popolare,
paghiamo ancora gli errori
commessi dall’amministrazione Pezzanesi»

TOLENTINO - La risposta dei dem all'ex primo cittadino: «La scelta di acquistare l'ex capannone industriale di Borgo Rancia e adattarlo ad appartamenti in sostituzione alle Sae discutibile sia sul piano economico che sociale»

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Matteo Pascucci, segretario del Pd Tolentino

«Se il Pd avesse avuto il compito di guidare i progetti chiave per Tolentino, il campus scolastico sarebbe già stato probabilmente una realtà consolidata, finanziato con i fondi già disponibili fin dalle prime fasi del processo di ricostruzione. I ritardi accumulati non solo hanno lasciato in sospeso un progetto educativo essenziale per la comunità, ma hanno anche negato ai giovani e alle famiglie un ambiente sicuro e moderno per la formazione».

Il Partito democratico di Tolentino risponde così a Giuseppe Pezzanesi, che nei giorni scorsi aveva punzecchiato i Dem chiedendo loro se approvassero la scelta dell’attuale amministrazione Sclavi di non riscostruire i 48 alloggi popolari di via Proietti, lesionati dal sisma del 2016.

«Pezzanesi sembra ormai vittima di una narrativa che perde ogni contatto con la realtà – prosegue il partito -. Di fronte all’emergenza abitativa e ai ritardi della ricostruzione post-sisma, attribuisce a critiche esterne la mancanza di progressi, ma la storia racconta tutt’altro. il Pd avrebbe dato priorità agli alloggi per i cittadini sfollati, limitando l’emigrazione verso altre città costiere e garantendo tempi di risposta adeguati all’accesso alle abitazioni d’emergenza. Invece, a otto anni dal terremoto, sono ancora molte le famiglie costrette a vivere fuori città o in alloggi temporanei, fenomeno che sta portando ad un progressivo spopolamento della città di Tolentino arrivata ormai a contare meno di 18mila residenti».

Il gruppo locale torna anche sulla scelta dell’ex sindaco di acquistare l’ex capannone industriale di Borgo Rancia e adattarlo ad appartamenti in sostituzione alle Sae. «Questo investimento – aggiungono i democrat – appare discutibile sia sul piano economico che sociale. Molti ritengono infatti che i milioni spesi in questa operazione avrebbero potuto essere destinati alla ricostruzione diretta di abitazioni più adeguate, evitando la creazione di un progetto che, secondo alcuni, rischia di diventare un ennesimo insediamento di emergenza. L’invito è quindi quello di rivedere le priorità, considerando l’importanza di un progetto di edilizia sociale che tuteli e valorizzi il patrimonio abitativo esistente. Una pianificazione mirata e attenta a questo obiettivo potrebbe non solo accelerare la riqualificazione degli alloggi danneggiati – concludono- ma anche ridurre il disagio abitativo per chi è ancora in attesa di una sistemazione adeguata».

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