Eredità Rascioni, via libera
all’acquisto dei locali dell’ex asilo
«Così ampliamo la casa di riposo»
TOLENTINO - Il punto è stato discusso ieri in Consiglio comunale: 234mila euro dei 3 milioni totali saranno utilizzati per acquisire gli spazi da destinare alla struttura per anziani Porcelli. Il sindaco Sclavi: «E' stato pensato per trasferire la parte dirigenziale, sarà messa a disposizione dell’accoglienza come zona “filtro”, per futuri pazienti che devono fare una prima visita». Critica l'opposizione, con i duri interventi delle consigliere Silvia Tatò, Monia Prioretti e Silvia Luconi: «Non sono capaci di portare avanti una progettazione seria»

di Francesca Marsili
Inserito nel piano di valorizzazione patrimoniale l’acquisto dei locali dell’ex asilo del cuore: verrà finanziato con parte dei 3 milioni di euro donati dal compianto Otello Rascioni al Comune con la precisa indicazione di utilizzarli per ampliare la casa di riposo Porcelli. Un punto all’ordine del giorno, nel Consiglio comunale di ieri pomeriggio, che ha monopolizzato e acceso la discussione tra maggioranza e opposizione di centrodestra. Costo dell’operazione 234mila euro per 198 metri quadri nelle vicinanze della casa di riposo «dove trasferirvi gli uffici amministrarvi e parte del servizio diurno – ha spiegato l’assessore al bilancio Diego Aloisi -, ampliando la capienza e della struttura ora destinata ai soggetti non autosufficienti. La finalità è anche quella di evitare eventuali contagi dall’esterno come avvenuto col Covid 19. Tale acquisizione porterà ad un incremento della quantità e qualità dei servizi offerti dalla casa di riposo cittadina».
Rispondendo alla consigliera di minoranza Silvia Luconi, secondo la quale l’amministrazione Sclavi non ha una progettualità riguardo l’utilizzo dell’importante somma dell’eredità Rascioni, Aloisi ha precisato: «Il Comune ha una idea su come ampliare la casa di riposo, ha chiesto un parere ad un avvocato per certificare il corretto utilizzo dei soldi. Non c’è mancanza di visione, anzi, c’è un’ottica progettuale». Progetto che però al momento non è stato rivelato, come pure quanti posti letto si andrebbero a guadagnare nell’attuale sede con lo spostamento degli uffici e di parte dei servizi nei locali di nuova acquisizione. «Come primo passaggio andremo ad acquistare i locali dell’ex asilo del cuore – ha proseguito l’assessore -, che permetteranno un ampliamento dei servizi sempre più urgente alla luce del fatto che c’è una lunga lista di attesa per l’ingresso nella casa di riposo. Questo fa parte di un progetto che il sindaco sta portando avanti, e lo fa legittimamente, seguendo le volontà del testamento, non è un’una tantum. Successivamente, da parte dell’amministrazione, c’è la volontà di ampliare la casa di riposo nella sua interezza con un ulteriore progetto efficiente che prevederà l’utilizzo della restante parte dell’eredità».
Mauro Sclavi ha aggiunto: «L’acquisto è stato pensato per trasferire la parte dirigenziale, sarà messa a disposizione dell’accoglienza come zona “filtro”, per futuri pazienti che devono fare una prima visita». L’imprenditore tolentinate Otello Rascioni, morto esattamente 4 anni fa, nel 2020 aveva indicato il Comune come destinatario di una parte della sua eredità: circa tre milioni di euro, con la precisa destinazione di utilizzarli per l’ampliamento della casa di riposo; titoli smobilitati, e quindi utilizzabili, nel 2022.
La consigliera di opposizione Silvia Tatò, nel suo intervento, ha criticato l’operazione partendo dall’aspetto umano della questione. «L’amministrazione Sclavi fa tutto tranne che rispettare le ultime volontà del benefattore. La somma donata è di circa 3 milioni di euro, e secondo voi le sue intenzioni erano di aumentare pochi posti letto per non autosufficienti o di realizzare qualcosa di più importante? Intendeva realizzare tanti spezzoni di casa di riposo oppure pensava ad una struttura più grande che contenesse molti più ospiti? L’interpretazione del testamento va indirizzata sempre al fine di ricostruire la reale volontà del testatore. Abbiamo la fortuna di avere la famiglia del defunto che ben conosceva il perimetro delle sue volontà, ma nonostante le numerose interlocuzioni con l’amministrazione non è mai stata tenuta in considerazione. La stessa, in questi anni, ha più volte sollecitato l’amministrazione, ma ha trovato un interlocutore sordo che non ha mai voluto ascoltare veramente e che arrancava su posizioni spesso incomprensibili. La famiglia ha espresso diniego all’utilizzo parziale della somma per evitare di “disperdere in pochi rivoli” una somma tanto importante che piuttosto andava dedicata totalmente alla realizzazione di un unico lungimirante progetto ed è stata più volte costretta a manifestare per iscritto il proprio dissenso attraverso un legale».
Le ha fatto eco la consigliera di minoranza Monia Prioretti, che si è invece soffermata sulla questione dal punto di vista progettuale. «L’ampliamento della casa di riposo e la ristrutturazione dell’edificio che attualmente la ospita, doveva essere lo scopo di chi si sarebbe trovato a governare tra il 2022 e il 2027. ll problema non è l’acquisto di quel locale, ma che questa operazione si fa solo perché non siete stati capaci di portare avanti una progettazione seria per un ampliamento vero della casa di riposo che aveva già i fondi a disposizione. Non siete stati capaci di ottenere i 5 milioni promessi dalla Regione Marche. Sommare questi ai 3 che si avevano già in cassa, vi avrebbe permesso di poter utilizzare ben 8 milioni utili sia per l’ampliamento che per la ristrutturazione dell’edificio esistente, oltre che per l’acquisto di strumenti sanitari nuovi ed indispensabili per la casa di riposo. Non parlo di soldi promessi solo a parole, parlo del Psr voluto dal commissario Legnini, portato avanti dalla precede amministrazione che ha approvato la relativa delibera qui in consiglio a giugno del 2021 e sottoscritto definitivamente dal presidente Acquaroli il 26 aprile del 2022. Sappiamo che questi 5 milioni non sono stati ancora finanziati, per poterli ottenere bisognava almeno presentare un progetto che però, a quanto ci risulta non è mai stato fatto. Questo vostro atteggiamento denota mancanza di visione e di capacità progettuale che è ancora più grave in considerazione del fatto che oggi ci sono i soldi, cosa che tutti gli altri enti pubblici sicuramente ci invidiano. Abbiamo perso due anni di tempo dietro all’idea dell’ampliamento alla Chiesa dei Cappuccini. Il sindaco poco fa ha parlato dell’impossibilità di utilizzare la Chiesa perché la Soprintendenza non permette modifiche. Ma non era prevedibile come risposta non si sapeva che un edificio storico non può essere modificato o modificabile?».
Per l’ex candidata sindaco Silvia Luconi: «Il punto non è che l’avvocato vi dice che potete prendere parte della somma per fare pezzetti di casa di risposo: parlo da cittadina e a nome di tanti cittadini che oggi come me sono preoccupati perché non vedono in questa azione la diligenza del buon padre di famiglia. L’eredità non è più un lascito importante di un privato, ma una risorsa pubblica a tutti gli effetti e il timore è che pezzo pezzo venga depauperata per delle mere operazioni di shopping o per interrompere determinati termini perentori apposti da qualcuno che si è stancato di vedere che brancolate nel buio».
«I soldi dell’eredità di Otello Rascioni per acquistare i locali dell’ex asilo del Cuore»