“Fascismo e spazi urbani nelle Marche”,
presentato il volume
MACERATA - Presentato al Casb il libro che guarda all'impronta lasciata dal Ventennio sull'architettura della nostra regione
È stato presentato mercoledì alla sala Sbriccoli del Casb, in piazza Oberdan, il volume “Fascismo e spazi urbani nelle Marche”.
A coordinare i lavori la presidente dell’Anmig di Macerata Gilda Coacci, che dopo i saluti ha voluto sottolineare l’importanza di sostenere le attività culturali e in modo particolare la ricerca storica. Ha ringraziato tutti coloro che insieme all’Anmig hanno erogato fondi come i Comuni di Fano e Jesi e la Fondazione Carifano. Ha inoltre sottolineato la collaborazione dell’associazione con l’Istituto storico Macerata, l’Istituto di storia delle Marche e il patrocinio dei Comuni di Corridonia e di Macerata. Presente all’iniziativa la sindaca di Corridonia Giuliana Giampaoli che ha ringraziato gli studiosi e ha sottolineato l’importanza di questo volume. La parola poi è passata a Barbara Montesi, docente di storia contemporanea all’Università di Urbino, direttore scientifico dell’Istituto di storia delle Marche 900 e membro del comitato scientifico della rivista Storia e problemi contemporanei. Montesi ha spiegato la grande valenza di questa pubblicazione che contribuisce alla riflessione scientifica sul Ventennio. Francesco Bartolini, docente di storia contemporanea all’Università di Macerata e uno dei curatori del volume, ha sottolineato come il cosiddetto “Fascismo di pietra” ha modificato in quel ventennio il nostro territorio. mentre in conclusione Jury Meda, anche lui docente di storia contemporanea di Unimc e presidente dell’Istituto storico di Macerata, ha evidenziato la particolarità di questa ricerca. In questo volume infatti non si è indagato sulle aree metropolitane ma si è focalizzata la ricerca sulla costruzione e il governo degli spazi urbani nelle Marche e come il fascismo in provincia ha lasciato la sua impronta.

Una questione storiografica ancora tutta da esplorare, questo volume è un tentativo di dare risposte ad alcuni interrogativi come la funzione che il fascismo assegna alle città marchigiane, come si declina la “modernità” fascista in periferia, qual è il rapporto tra ideologia nazionale e interessi locali.
