Civitanova più vicina alla Cina:
l’ambasciatore Jia Guide
accolto a Palazzo Sforza (Foto)
COOPERAZIONE - E' stato ricevuto oggi dal sindaco Fabrizio Ciarapica che "adotta" la figura di Padre Matteo Ricci e parla di una comunità, quella cinese «ben integrata e rispettosa delle regole»

Rafforzare la cooperazione tra Civitanova e Cina sul versante culturale, turistico e commerciale. Un percorso già intrapreso da tempo e che oggi ha visto un nuovo passo in avanti con l’arrivo in visita ufficiale dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Jia Guide.

Accompagnato dal console generale in Firenze Guang zhong Qi, da una delegazione e da Sun Guang, titolare del primo ristorante cinese aperto in città nel 1987 e presidente dell’associazione Italia/Cina, l’Ambasciatore è stato accolto, nella sala giunta di Palazzo Sforza, dal sindaco Fabrizio Ciarapica, dal segretario comunale Benedetto Perroni e dagli assessori Giuseppe Cognigni e Barbara Capponi.

L’ambasciatore con un’opera che raffigura Padre Matteo Ricci realizzata da Mauro Brattini
«E’ la prima volta che visito Civitanova – ha detto l’ambasciatore –. Sono qui per conoscere questa città, per promuovere una maggiore cooperazione con la Cina e visitare i nostri concittadini che vivono qui. Colgo l’occasione per ringraziare tutta la città di Civitanova per il sostegno e per l’attenzione che avete nei loro confronti. Civitanova è una città con una grande vocazione al turismo e alla moda e tutti i suoi prodotti di alta qualità sono i benvenuti in Cina. Dobbiamo cooperare in nome delle piccole e medie imprese ed il mio invito è quello di approfondire i rapporti con diverse città cinesi».

Il sindaco si è detto onorato della visita dell’ambasciatore al quale ha raccontato le caratteristiche della città, la vivacità del suo tessuto economico ed imprenditoriale. «E’ con immenso piacere e gratitudine che oggi abbiamo ricevuto, per la prima volta, l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Jia Guide – ha detto Ciarapica – E’ stata un’occasione di dialogo e confronto durante il quale abbiamo approfondito le relazioni che da tempo uniscono il nostro territorio alla Cina. Civitanova, infatti, è una città della provincia di Macerata che ha dato i natali a Padre Matteo Ricci, una figura molto importante capace di creare dei ponti culturali tra mondi e culture molto diverse».

Il sindaco ha raccontato di una comunità, quella cinese «ben integrata e rispettosa delle regole» e ha accolto subito l’invito dell’ambasciatore ad una proficua collaborazione. «Dal confronto – ha aggiunto il sindaco – è emersa da parte di entrambe, la disponibilità nel dare un grande sostegno all’amicizia Civitanova– Cina».

Prima dei saluti, l’ambasciatore ha fatto visita alla mostra d’arte “Lasciate sbocciare i cento fiori” allestita all’auditorium Sant’Agostino di Civitanova Alta curata dalla direttrice della Pinacoteca Moretti Enrica Bruni e dal professor Paolo Sabbatini Rancidoro: l’esposizione propone una nutrita selezione di 40 opere che racconta un segmento della storia artistica cinese del ‘900.
(foto di Federico De Marco)




A quando una cooperazione diversa, ad esempio con un Paese scandinavo?
Qualcuno si faccia dire dall ‘ambasciatore come si tiene pulita e in ordine la città. In alternativa si chiami il sindaco di New York che è specialista all’inverso.
La CINA rispettosa delle regole sia in ambito locale, nazionale ed internazionale….????????????????????????????????????????????????
Per il sig. Castellucci. Le regole che impone per vendere sono diverse da quelle che richiede per comprare.
Fate come ve pare, ma quissi non butta se no’ rcoje.
Con tutto il rispetto per PADRE MATTEO RICCI, ma non è possibile che sia strumentalizzato come un CAVALLO DI TROIA per altri scopi e che si continui ad abboccare da parte di politici ignorando tutto quello che sta succedendo sullo scacchiere mondiale perché non è possibile “tenere gli occhi colpevolmente chiusi” (da M.F.): il rispetto deve essere reciproco altrimenti è asservimento.
Quando Civitanova diventerà Cinanova nel parlare dialettale si avrà un Cinanò che andrà subito diplomaticamente corretto in un Cinasì per non suonare contrario all’auspicata vicinanza.
…’Civitanova più vicina alla Cina’…perché, scusate, negli ultimi trentacinque anni, la Cina è stata lontana da Civitanova!!? Agli ‘osservatori’ l’ardua sentenza e a me la difficile pazienza!!! gv
Doveva essere invitato qualcuno delle agenzie delle entrate, per fare una bella relazione sulla concorrenza sleale che hanno fatto i cinesi nella zona calzaturiera
portando al fallimento di tantissime aziende locali. Lavoro nero, locali senza i requisiti di legge, concorrenza sleale, chiusure e riaperture senza versamento di iva e altre tasse !!!! E ora vengono sottoposti agli stessi controlli delle aziende locali ?
Al suggerimento precedente di VERDINI, commento condivisibile in toto, avrei esteso l’invito alla GUARDIA DI FINANZA ed ai NAS CARABINIERI, che oltre nella nostra area anche in tutta ITALIA hanno proceduto a centinaia di sequestri, alcuni maxi per milioni di pezzi, e chiusure di negozi e ristoranti, che stanno difendendo sia i consumatori, molti sprovveduti, e le nostre imprese da una concorrenza piratesca, interventi delle FF.OO. che contraddicono la frase immeritata del saluto iniziale perché NON CI PUO’ ESSERE INTEGRAZIONE SENZA IL RISPETTO DELLE REGOLE.
Inammissibili ed autolesioniste distrazioni politiche oltre quelle di massa dei consumatori