Tentato omicidio a Tolentino,
assolto in Cassazione Marsel Mati:
«Nuova immagine per me e la mia famiglia»
ACCUSA - Tre le persone che erano finite sotto accusa per concorso nel reato, tutti sono stati prosciolti in via definitiva. L'imprenditore: «Mi auguro che possa nascere un nuovo percorso». Il suo legale, l'avvocato Gabriele Cofanelli: «Accolte le nostre tesi difensive, messa la parola fine a questa complessa vicenda processuale»

Marsel Mati (a sinistra) con l’avvocato Gabriele Cofanelli
Tentato omicidio a Tolentino, a distanza di 14 anni dai fatti assolto dalla Cassazione Marsel Mati, imprenditore 33enne residente a Tolentino. La decisione dei giudici della massima corte si è appresa oggi. I fatti risalgono al 2010, quando davanti ad un circolo ricreativo di Tolentino un 21enne era stato accoltellato per contrasti legati a futili motivi.
Secondo l’accusa, l’autore materiale del fatto era stato Samir Mati, padre di Marsel. L’uomo era incapace di intendere e volere ed è morto nel corso del processo. Per gli altri coimputati Zaim Sheu, Ermal Kaja e Marsel Mati, che avrebbero inseguito la vittima ferita gravemente concorrendo a titolo morale e materiale nell’episodio delittuoso, il procedimento è proseguito.
In primo grado, per l’accusa di tentato omicidio, erano stati tutti e tre condannati per pene complessive di 28 anni, di cui 10 anni per il solo Marsel Mati. La Corte d’appello di Ancona aveva, nel novembre del 2023, assolto tutti gli imputati «per non aver commesso il fatto».
I giudici avevano accolto la tesi delle difense secondo cui l’episodio era stato frutto «di un gesto improvviso ed imprevedibile del solo autore materiale, senza alcun coinvolgimento morale o materiale degli altri imputati». La procura generale aveva fatto ricorso in Cassazione contro le assoluzioni e chiedendo l’annullamento della sentenza per rivalutare le singole posizioni degli imputati.
Per l’accusa sarebbero stati animati da un intento omicidiario. La difesa di Mati, rappresentata dall’avvocato Gabriele Cofanelli, ha contestato tale ricostruzione, ritenendo corretta la sentenza di assoluzione e l’estraneità del suo assistito, privo di armi e di un valido movente. A questa tesi si era associata anche la procura generale della Corte di cassazione, che aveva richiesto l’inammissibilità del ricorso promosso dalla procura anconetana. La Cassazione ha accolto le istanze difensive dichiarando l’inammissibilità totale del ricorso confermando l’assoluzione per tutti e tre.
Dopo la sentenza l’avvocato Gabriele Cofanelli ha espresso la sua soddisfazione: «La Cassazione ha accolto le nostre tesi mettendo la parola fine a questa complessa vicenda processuale – dice il legale -. Dopo 14 anni è stata riconosciuta la totale estraneità del mio assistito». Mati dopo l’assoluzione ha detto: «Anche da questa pronuncia che di certo ha donato una nuova immagine ed una nuova considerazione sia alla mia persona, che alla mia famiglia oltre che alla struttura aziendale, mi auguro che possa nascere un nuovo percorso, sol che si consideri come in tutti questi anni la condanna che avevo subito in primo grado e che aveva scosso la mia immagine, possa essere rivalutato secondo un maggiore equilibrio. Ferma restando la mia fiducia nei confronti della giustizia».
(di Redazione Cm)