Apericena e spritz dopo la messa,
l’iniziativa di Fra Ricatti divide:
«I cristiani fanno così da 2mila anni»
IL FRANCESCANO, che si è formato a Treia, è oggi responsabile della parrocchia universitaria di Urbino. Ha pensato di promuovere l'iniziativa con un manifesto che è diventato virale e che sarà modificato: «La liturgia è sacra ma abbiamo solo attualizzato il convivio dopo la celebrazione»

Fra Andrea Ricatti
di Alessandra Pierini
“Messa & spritz 2xUno”. E’ il titolo dell’iniziativa ideata promossa da fra Andrea Ricatti. Il giovane francescano, originario della Puglia, si è formato nel monastero del Santissimo Crocifisso, a fianco di fra Luciano Genga. Molto attivo nella pastorale giovanile, da due anni è stata trasferito a Urbino dove è responsabile della parrocchia universitaria. Qui ha portato la sua proposta per i giovani di assistere alla messa domenicale delle 19 per poi prendere parte ad un aperitivo cena offerto dalla parrocchia.
«L’iniziativa esisteva già prima del Covid poi quando sono arrivato qui a Urbino ho pensato di riprenderla. Già lo scorso anno l’abbiamo riproposta. La novità di quest’anno è stato il manifesto per promuoverla». E’ infatti il manifesto che ha diviso ha diviso la città e soprattutto i social, mondo particolarmente interessato dai fenomeni di polarizzazione e in cui la tendenza a schierarsi è evidente. In particolare nel mirino è finito l’affiancamento grafico tra l’eucarestia e lo spritz, ritenuto quasi blasfemo da alcuni fedeli, mentre altri ne hanno sottolineata la modalità vincente. Commento su commento, il manifesto è diventato virale e sta facendo il giro di tutta Italia.

Il manifesto dell’iniziativa
«Con il vescovo – spiega fra Andrea – abbiamo deciso di modificare il manifesto. Non accosteremo più messa e spritz nel titolo». Ma per quanto riguarda la bontà dell’iniziativa, il giovane francescano non ha alcun dubbio. «Non era affatto mia intenzione offendere. La liturgia è sacra e non si tocca, ma dopo il rito viene l’agape fraterna, dove si sta insieme e si condivide il cibo. C’è la celebrazione e c’è il convivio. E’ da Duemila anni che i primi cristiani, dopo l’eucarestia si ritrovavano per condividere il pasto insieme. Sono i cristiani che hanno pensato a questo rito e noi lo abbiamo attualizzato ma senza sminuire la liturgia e senza metterla in secondo piano». Per quanto riguarda l’apericena gratuito, la domanda è d’obbligo: c’è uno sponsor? «La Provvidenza è il nostro sponsor» risponde senza esitazioni fra Ricatti
…un’aperimessa, insomma, Fra Ricatti e Provvidenza, speriamo che non sia una…rimessa, ma le intenzioni sembrano buone…tanti auguri. gv
La messa o la vita? Tutte e due, grazie. Ma occorre una chiesa che voglia e sappia spiegare, ad esempio, l’ esperienza unica del “mangiare il Signore”; o che si affanni a testimoniare e argomentare, più che a comunicare. Don Milani ce l’aveva giustamente con la furbata del biliardino; non poteva prevedere l’apericena.
Paga lo IOR coi soldi della malavita?