Investita da una bici lungo le mura
«Serve una ciclabile come si deve»
MACERATA - Simonetta Mosciatti è stata travolta in viale Puccinotti. Vuole raccontare la sua disavventura per chiedere all'amministrazione una diversa soluzione di convivenza tra pedoni e mezzi a due ruote

Viale Puccinotti
E’ stata investita da una bicicletta in viale Puccinotti a Macerata e lancia un monito all’amministrazione perché trovi una diversa soluzione di convivenza tra pedoni e mezzi a due ruote: «Serve una ciclabile oppure le biciclette devono passare sulla strada. Su quel marciapiede camminano anziani e bambini, la situazione così com’è è troppo pericolosa».
Simonetta Mosciatti, 75 anni, lunedì mattina intorno alle 11, dopo aver fatto le scale dalla Rotonda, è arrivata in viale Puccinotti e ha continuato a camminare in direzione dei Cancelli. «Sono stata travolta frontalmente da una donna in bicicletta e nella caduta ho riportato una ferita al cranio e lo spostamento del setto nasale oltre ad avere dolori ovunque». La donna si è fermata a prestarle soccorso ed è anche intervenuta la municipale. Dopo qualche giorno di convalescenza, Mosciatti ha deciso di raccontare la sua esperienza soprattutto per chiedere di mettere fine al mix tra pedoni e mezzi a due ruote: «Non aspettiamo che accadono episodi peggiori».
(a.p.)
Signora stia tranquilla a breve anche a Macerata avremo una bellissima ciclabile anche se per ideologia tantissimi sono contrari.
Il ragazzo pon pon, come spesso gli succede, ha molte idee e sopratutto confuse. Il tema sollevato dalla sig.ra Mosciatti riguarda la mobilità urbana e non quella extraurbana, turistica o del tempo libero, a cui si rivolge il progetto di ciclabile che motiva il suo incrollabile entusiasmo (a dire il vero questa confusione è spesso rintracciabile anche nelle intemerate dell’assessore competente e quindi possiamo comprendere il nostro ragazzo pon pon). La Sig.ra Mosciatti ha ragione, i pedoni non devono condividere lo spazio a loro disposizione (già fortemente ridotto dai parcheggi delle auto abusivi e tollerati e dalla scarsa manutenzione). E quindi fu certamente sbagliato il progetto di cui parla Marco Tamburrini (frutto di una amministrazione di centro sinistra non ho alcun problema a ricordarlo). In realtà lo spazio urbano per la mobilità ciclistica va “costruito” riducendo quello a disposizione delle automobili (con corsie dedicate che sono però molto costose) o rendendo sicuro quello esistente e condiviso con le auto attraverso interventi come quello del limite dei 30km/h.
Macerata non e’ una citta’ adatta ad andare sulle biciclette, come x esempio ROMA o MILANO, ma ci sono dei ragazzini minorenni che vanno sulle biciclette che sono molto spericolati e che fanno delle acrobazie molte pericolose in mezzo alla strada oppure attraversano le scalette, ma il vero problema e’ che le forze delle forze dell’ordine se ne fregano e non controllano questi ciclisti.
Macerata non e’ adatta alle biciclette come x esempio ROMA o MILANO che hanno le strutture adatte x le biciclette, e poi ci sono dei ragazzini minorenni che fanno delle acrobazie pericolose in mezzo alla strada mentre passano le auto, e poi attraversano le scalette,,ma purtroppo le forze dell’ordine non ci sono mai x fermarli.
Il problema non è nella categoria alla quale si appartiene nella singola circostanza. Il pedone, il ciclista, il motociclista, l’ automobilista, il camionista e il conducente di mezzi agricoli nella stragrande maggioranza dei casi pensa per sé e non gli frega un c…o di chi incontra per strada.
Non una: 108 ciclabili! Figurarsi, diventeremo la città dei ristoranti e delle piste ciclabili. Mangerata biciclata.
Ma il problema sollevato dalla povera signora travolta in Viale Puccinotti non si risolve costruendo piste ciclabili, bensì educando ciclisti e pedoni (e anche automobilisti: perché di pedoni investiti dalle auto ce ne sono anche di più, purtroppo).