Macerata, divieto di utilizzo dell’acqua
per tutti gli usi diversi dall’alimentare,
domestico e igiene personale
ORDINANZA firmata dal sindaco Sandro Parcaroli. Da oggi e fino al 31 ottobre sarà vietato il prelievo e il consumo per l’irrigazione agricola e dei giardini (limitando alle ore notturne l’innaffiamento di orti), per il lavaggio di automezzi, per il riempimento di piscine non a uso pubblico oltre a ogni altro utilizzo non indispensabile e ingiustificato: ai trasgressori una sanzione amministrativa dai 25 ai 500 euro
«Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ha firmato un’ordinanza per la salvaguardia della risorsa idrica sul territorio comunale a seguito della specifica richiesta pervenuta da Apm e rilevato il permanere di una situazione di scarsa piovosità e di temperature superiori alla media stagionale che determina una diminuzione significativa dei livelli delle falde acquifere di approvvigionamento, tale da comportare ripercussioni negative sulla capacità di soddisfacimento dei fabbisogni idrici della popolazione». Ad annunciarlo il Comune in una nota.
«Da oggi e fino al 31 ottobre, sarà quindi vietato il prelievo e il consumo di acqua in distribuzione dal pubblico acquedotto per l’irrigazione agricola e dei giardini (limitando alle ore notturne l’innaffiamento di orti); per il lavaggio di automezzi; per il riempimento di piscine non a uso pubblico oltre a ogni altro utilizzo non indispensabile e ingiustificato diverso da quello alimentare, domestico e per l’igiene personale – si legge nel comunicato -. Si invita quindi la cittadinanza a un uso razionale e corretto dell’acqua per evitare inutili sprechi e si chiede la massima collaborazione. Ai trasgressori sarà applicata una sanzione amministrativa dai 25 ai 500 euro.
L’emergenza si affronta con la prevenzione questo vale in tutti i campi vediamo di non farci trovare impreparati in futuro. Signori l’acqua è un bene primario che in futuro potrà portare anche a guerre. P.S segnalo che nelle località turistiche se cominci a ragionare l’acqua poi si rischia che i turisti vadano altrove quindi come dice il vecchio detto ( uomo avvisato mezzo salvato).
Razionare – ovviamente.
sistemare le condotte e ridurre gli sprechi non potrebbe essere un opzione????
Complimenti….
Sig. Lori il suo ragionamento è valido per molte realtà italiane ma non per Macerata e per il servizio idrico del nostro territorio (quello erogato da Apm) che ha una dispersione idrica fra le più basse in Italia (poco superiore al 10%). per affrontare quindi gli effetti dei cambiamenti climatici sul ciclo dell’acqua e di conseguenza su i suoi utilizzi serve efficentare i consumi ( ne usiamo tanta) e strategie di riuso e recupero per tutti gli usi non potabili.
Sig. Iesari , vero ma nelle Marche la dispersione delle risorse idriche è del 34.2% presumendo che le sorgenti siano le stesse il problema potrebbe essere risolto a monte
Magari la mia idea è opinabile ma onestamente la scelta di chiudere i “rubinetti” è la più facile
Uso domestico: non si potranno lavare i pavimenti (uso diverso da igiene personale e da cucina?).
Sarebbe stato più semplice fare un elenco di ciò che è consentito!
Dalle ultime statistiche sembrerebbe che sul territorio italiano venga dispersa OLTRE il 50% dell’acqua immessa negli acquedotti (sul territorio nazionale circa 8 miliardi di metri cubi immessi, ogni anno, di cui circa 4.6 miliardi di metri cubi DISPERSI, per colpa delle condutture colabrodo).
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Probabilmente nelle Marche (nei commenti si dice SOLO il 34%) abbiamo degli acquedotti migliori (sebbene, negli ultimi 30 anni, NON si sia mai letto di un ammodernamento/manutenzione strordinaria delle condutture idriche marchigiane, degno di nota) e stiamo messi benino…
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Addirittura a Macerata siamo ad una dispersione SOLO del 10% (almeno dal commento all’articolo), che dovrebbe renderci uno dei Comuni più virtuosi d’Italia, sebbene, anche, qui non sembrerebbero esserci stati importanti e grandi lavori di ammodernamento/ristrutturazione delle condutture da almeno 20 anni…
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Quindi E’ DA PRESUMERE che (con una peggiore tecnologia e materiali “vecchi”) in Città la nostra linea idrica, piuttosto vetusta, dovrebbe essere quantomeno studiata in tutte le facoltà di ingegneria in quanto, quando venne realizzata, doveva per forza essere una cosa fantascientifica e, ameno di 100, anni in anticipo rispetto ai lavori fatti negli ultimi anni.
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Eppure le condutture, in tutta Italia, sono stravecchiotte e già disperdevano 60 anni fa: come sia possibile che solo a Macerata questa dispersione sia ridicola, rispetto al resto d’Italia, ha del miracoloso…
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…No, veramente, andrebbe subito avvisata la Pontificia Accademia dei Miracoli affinché l’acquedotto di Macerata possa essere santificato, o almeno essere uno dei luoghi simbolo dell’UNESCO
Se lasci marcire le condutture senza fare niente dopo ci penseranno i privati a sistemarle ingolositi dal profitto sicuro. Lo stanno già facendo con la sanità.