«Approvato nuovo aumento della Tari:
il fallimento della filiera di centrodestra»
POTENZA PICENA - L'affondo della capogruppo di opposizione Alessandra Perticarà dopo l'ultima assise di ieri, dove sono state ritoccate al rialzo le tariffe: «Il centrodestra dal 2017 gestisce la tematica dell’individuazione del nuovo sito di discarica. Non solo non è stata ancora realizzata, ma non si è nemmeno trovato il sito nella quale progettarla. E i costi si riversano sui cittadini»

Alessandra Perticarà
«Nella mancata individuazione e successiva realizzazione di un sito di discarica provinciale risiede la vera ragione di questi continui aumenti di costo del servizio che si riversano sui cittadini, ed in questo è chiara una responsabilità della politica che si dimostra incapace di decidere rispetto a questioni dirimenti per la tutela ambientale e la corretta gestione del servizio». Così Alessandra Perticarà, capogruppo di opposizione a Potenza Picena del gruppo Idea Futuro, dopo l’ultimo Consiglio di ieri.
«Nel corso della seduta – spiega la consigliera – la maggioranza ha votato l’aumento delle nuove tariffe Tari per l’anno 2024. Al netto della determinazione della tariffa che è stata calcolata sulla scorta del Piano economico e finanziario approvato dall’Assemblea territoriale d’ambito dell’Ato 3 e del Regolamento per la disciplina della Tari vi è un dato politico incontrovertibile che emerge dall’analisi dei dati aggregati. Infatti nel triennio 2022, 2023 e 2024 assistiamo ad un continuo aumento del costo del servizio che per il 2024 aumenta sino a 2.869.310,00 euro rispetto ai 2.605.886,00 euro del 2023, per un aumento netto di importo pari a 263.424,00 euro corrispondente al +10,11%. Ancor più significativo è il fatto che a fronte di una riduzione del -3,20% dei costi fissi vi sia un aumento dei costi variabili del +17,99 %. Bisogna ricordare che nel novero dei costi variabili pesa sulle tasche dei cittadini anche il costo del conferimento in discarica che dall’esaurimento della discarica di Cingoli vengono conferiti a Fermo, Fano e Tavullia, con un incremento del costo da 60-80 euro/quintale a 140 euro/quintale».
«Purtroppo spiace anche ricordare – continua la consigliera – che il centrodestra dal 2017 gestisce la tematica dell’individuazione del nuovo sito di discarica, prima con il presidente Pettinari e successivamente con Parcaroli, e governa a tutti i livelli istituzionali coinvolti, in particolare: la Regione Marche, la Provincia di Macerata, il Comune di Potenza Picena, i maggiori Comuni della provincia di Macerata che appartengono all’Ambito Territoriale Ottimale 3 Macerata, l’Assemblea Territoriale d’Ambito e la Governance del Cosmari. Ebbene dal 2017, nel corso di un procedimento confuso e spesso contraddittorio, non solo non si è realizzata la discarica, ma non si è nemmeno trovato il sito nella quale progettarla. Siamo quindi di fronte alla prova del fallimento della “filiera istituzionale” del centrodestra tante volte sbandierata in campagna elettorale».
«In questo quadro desolante si inserisce il Comune di Potenza Picena, uno dei soci più importanti del Cosmari, che si è caratterizzato in questi anni per una totale assenza di iniziative, prese di posizione e proposte sia in tema di impiantistica che in tema di attività più specifiche: tariffazione puntuale, riduzione del rifiuto, compostaggio domestico, forme più evolute di raccolta differenziata, iniziative educative. Eppure – conclude Perticarà – se per anni abbiamo usufruito della discarica di Cingoli è per il ruolo di primo piano svolto dal Comune di Potenza Picena riguardo alla programmazione dell’impiantistica al tempo della bonifica della discarica, primi anni 2000. La nuova Giunta intende invertire questa tendenza? Staremo a vedere».
Forse serve un termovalorizzatore e un sistema di attribuzione della Ta.Ri. basato sulla quantità dei rifiuti prodotti.
Forse servono un termovalorizzatore e un sistema di attribuzione della Ta.Ri. basato sulla quantità dei rifiuti prodotti.
La soluzione è semplice.
Basta non votarli più.