Unimc in modalità risparmio energetico:
sette milioni per tagliare le emissioni

MACERATA - Accordo tra università e Engie Italia per un piano che coinvolgerà il 90% degli edifici dell'ateneo. I lavori dureranno un anno e sono già partiti. Il rettore: «La crisi energetica e l’accelerazione dei cambiamenti climatici impongono azioni urgenti. Abbiamo nominato un energy manager, installato pannelli fotovoltaici e luci a led, migliorato isolamento termico e impianti di riscaldamento»

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L’accordo siglato oggi tra Unimc e Engie Italia

di Mauro Giustozzi

Un anno di tempo per lavori che interesseranno il 90% degli edifici dell’Università di Macerata e che porteranno ad un risparmio del 20% sui consumi di energia elettrica e del 15% su quelli di energia termica. Per un ateneo a basso impatto ambientale, grazie all’accordo con l’azienda internazionale Engie impegnata nella transizione energetica, per la riqualificazione energetica degli edifici storici e di pregio, aule ed uffici interessati.

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John Mc Court, rettore di Unimc, con Fabrizio Di Battista, direttore area sud di Engie Italia

È da questa convinzione che prende il via la collaborazione tra Engie e l’Università di Macerata, volta a ridurre i consumi e di conseguenza l’impatto sull’ambiente. La quasi totalità del parco immobiliare di Unimc sarà oggetto di interventi di efficientamento energetico: tra gli stabili coinvolti anche sedi di pregio come quella di giurisprudenza, monastero Santa Chiara, Palazzo Ugolini, polo Pantaleoni, Palazzo Compagnoni delle Lune, Palazzo Ciccolini, polo Bertelli. «La crisi energetica e l’accelerazione dei cambiamenti climatici – ha ribadito il rettore John McCourt – impongono azioni urgenti che arrivano dall’intera comunità studentesca. L’Università di Macerata ha investito e investirà oltre 7 milioni di euro da fondi europei della Regione, fondi ministeriali e propri per l’efficientamento energetico di edifici come Palazzina Tucci, Loggia del Grano, ex seminario, polo Bertelli, Palazzo Compagnoni delle Lune e polo Pantaleoni. Abbiamo nominato un energy manager, adottato linee guida per misurare l’impronta ambientale, installato pannelli fotovoltaici e luci a led, migliorato isolamento termico e impianti di riscaldamento. Investiamo in centro città, non vogliamo occupare altro suolo ma modernizzare e migliorare nel segno della sostenibilità il nostro patrimonio edilizio. Questo è un altro passo».

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Il programma di interventi si concluderà entro un anno con un investimento da parte dell’azienda energetica di 3 milioni di euro. Il progetto di riqualificazione consentirà ad Unimc di dotarsi di impianti di ultima generazione e alla biblioteca del Palazzo del Mutilato di autoprodurre, attraverso un impianto fotovoltaico da 20kWp, il 60% dell’energia elettrica necessaria al fabbisogno dell’edificio. Su tutti gli impianti degli stabili universitari verrà installato un sistema di telecontrollo per il monitoraggio e la regolazione dinamica della temperatura in tempo reale, garantendo un comfort ottimale e riducendo gli sprechi. «Nel nostro piano strategico 2023-25 c’è un punto specifico in materia di sostenibilità ambientale – ha detto Mara Cerquetti, delegata per la sostenibilità ambientale dell’ateneo – come pure quella sociale e l’inclusione temi sui cui Unimc sta investendo molto. Questi interventi sulla sostenibilità ambientale racchiudono l’efficientamento energetico delle nostre strutture e del patrimonio edilizio, e stiamo lavorando anche ad una riduzione dei consumi idrici, di carta, la gestione dei rifiuti e mobilità sostenibile. Diversi fondi come quelli legati al post sisma ed al Pnrr sono stati indirizzati proprio verso questi percorsi legati alla sostenibilità».

Spazio sarà dato anche alla mobilità sostenibile, con l’installazione di quattro colonnine di ricarica per veicoli elettrici e cinque postazioni di bike-sharing nelle sedi dell’ateneo, al fine di incentivare e rispondere al crescente interesse di studenti e cittadini verso la mobilità sostenibile. Il progetto garantirà un risparmio dei consumi di energia elettrica pari al 20% e di energia termica del 15%, assicurando un taglio complessivo di 3mila tonnellate di emissioni di Co2, paragonabili al vantaggio ambientale prodotto da un boschetto di oltre 17mila alberi. Ad attuare questo progetto, che interesserà anche la gestione, manutenzione ed i controlli per i prossimi nove anni, è l’azienda Engie che già collabora con oltre mille amministrazioni pubbliche e aziende e, in particolare, nelle Marche ha all’attivo progetti di riqualificazione e di efficientamento energetico con Asur, le Province di Ancona e Macerata e i Comuni di Macerata, Ascoli e San Benedetto, oltre ad essere partner energetico di oltre 20 realtà universitarie. «Il progetto di efficienza dell’Università di Macerata contribuisce a migliorare gli standard di sostenibilità dell’intero territorio sul quale siamo fortemente impegnati – ha affermato Fabrizio Di Battista, direttore area sud di Engie Italia – nello specifico gli interventi riguarderanno la sostituzione delle caldaie con quelle a condensazione, sistema di telecontrollo e telegestione che monitorerà le apparecchiature, sostituzione di corpi illuminanti, saranno 1858, 500 nuove valvole termostatiche, impianto fotovoltaico, sostituzione di infissi per 230 metri quadrati. Ciò produrrà un risparmio annuale del 15% di gas e 20% di energia elettrica. Tutti interventi effettuati su edifici storici complessi che potranno essere fatti grazie alla professionalità dei nostri operatori».

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Mara Cerquetti, delegata per la sostenibilità ambientale dell’ateneo

Dal canto suo l’architetto Francesco Ascenzi di Unimc ha individuato i primi interventi che sono già iniziati da qualche settimana in alcuni dei siti interessati dall’intervento. «Da metà maggio alcuni lavori sono partiti – ha sottolineato Ascenzi – con la progettazione delle nuove centrali termiche sia per l’edificio ex Banca d’Italia che della sede di Giurispridenza. L’efficientamento energetico di tutte le nostre strutture porterà a forti risparmi da parte dell’ateneo: faccio solo l’esempio degli impianti fotovoltaici installati al polo Bertelli, piazza Strambi, Loggia del Grano che hanno portato ad un risparmio nella bolletta elettrica di circa 45mila euro».

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Fabrizio Di Battista e l’architetto Francesco Ascenzi


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