«Perse 5mila aziende in provincia dal 2014
In calo le imprese individuali,
crescono del 32% le società di capitale»
L'ANALISI della Cna che ha effettuato una ricerca sull'andamento economico in regione e nel Maceratese negli ultimi dieci anni. L'identikit della nuova azienda marchigiana: «È sempre più probabile che sia una micro impresa con meno di tre addetti, una società di capitali, appartenente al macro-settore dei servizi e aderente al regime forfettario»

Maurizio Tritarelli
La Cna di Macerata ha effettuato una accurata ricerca sull’andamento delle imprese nella regione Marche e nella provincia di Macerata negli ultimi dieci anni. I risultati evidenziano significative variazioni settoriali e tipologiche. Il presidente Cna Macerata Maurizio Tritarelli sottolinea innanzitutto una chiara evidenza: «Questo rapporto fornisce un quadro chiaro delle dinamiche economiche locali e delle trasformazioni in corso nel tessuto produttivo del territorio. È inequivocabile che è in atto un cambiamento sostanziale della piccola e media imprenditoria marchigiana».
Il report di Cna Macerata propone innanzitutto un raffronto tra la consistenza numerica delle diverse tipologie di imprese nel 2014 e oggi: «A livello regionale sono diminuite di un quarto le imprese individuali e le società di persone, mentre sono cresciute del 32% le società di capitale. Le individuali calano drasticamente nel settore agricolo (-33%) e nel commercio (-30%), le snc stanno scomparendo nella manifattura (-39%) e nei settori turistici (-33%). Le società a responsabilità limitata stanno crescendo quantitativamente in tutti i settori, specialmente nella ristorazione (+85%), nelle attività professionali (+63%) e nei nuovi servizi di informazione e comunicazione (+58%)».
Ciò, specifica Cna, sta avvenendo contemporaneamente ad un calo costante del numero complessivo delle imprese: «Sono 24mila le imprese perse a livello regionale in 10 anni e 5.000 quelle in provincia di Macerata – precisa preoccupato Tritarelli -. A subire il maggior numero di perdite sono i settori tradizionali come l’agricoltura (-37% Marche, -26% Macerata), i trasporti (-36% Marche, -24% Macerata), il commercio (-31% Marche, -22% Macerata). Crescono, invece, le imprese di settori a più alta capacità di innovazione, come le società di servizi alle imprese (+22% Marche, +33% Macerata), le attività professionali (+16% Marche, +33% Macerata) e chi fa servizi di comunicazione (+9% Marche, +21% Macerata)».
Seppure i settori tradizionali come agricoltura, manifattura, costruzioni e commercio, siano in forte calo, restano comunque l’ossatura principale del sistema produttivo locale, continuando a rappresentare due terzi delle imprese totali (64% Marche, 67% Macerata). I 3 settori in ascesa, in ogni modo, in 10 anni sono passati dal rappresentare il 6 o il 7% delle imprese, fino ad esserne una su 10 nel corso del 2024.
Il presidente Cna Macerata traccia quindi l’identikit della nuova impresa marchigiana: «È sempre più probabile che oggi sia una micro impresa con meno di tre addetti, una società di capitali, appartenente al macro-settore dei servizi e aderente al regime forfettario. Come associazione di categoria – tiene a sottolineare Tritarelli – abbiamo già iniziato le prime azioni per stare al passo con quanto accade e continuare a garantire consulenze aggiornate ai nostri imprenditori. È chiaro che cambiando le imprese, sono diverse le esigenze e su questo vogliamo restare un’avanguardia sul territorio, fornendo sempre servizi innovativi e di qualità ad associati e non ancora associati.
È altrettanto chiaro – conclude il vertice Cna – che sono assolutamente necessari interventi mirati per sostenere i settori tradizionali in difficoltà; i cali sono troppo rapidi e le conseguenze molto pesanti sotto diversi punti di vista. Non ci stancheremo mai di ribadire, poi, la necessità che le istituzioni locali lavorino insieme per creare un ambiente favorevole alla nascita e alla crescita delle imprese. La Cna di Macerata resta in definitiva ottimista per un sistema produttivo che dimostra straordinaria adattabilità e flessibilità. L’associazione continuerà a monitorare da vicino l’andamento economico della provincia e della regione, fornendo supporto strategico per promuovere la crescita sostenibile e la competitività degli artigiani e delle imprese».
Questo è il modello marchigiano basato su feste ed eventi ogni giorno
Presidente Tritarelli,
il vero problema per le piccole imprese sono le TASSE, inutile girarci intorno. Un artigiano, un commerciante o un libero professionista che da allo Stato tra il 60% e l’ 80% tra tasse, anticipi, Inps, ecc. ecc. NON C’È LA FA PIÙ E CHIUDE.
È ora che le associazioni tutte invece di sprecare energie su export, inteligenza artificiale e puttanate varie inizino a pensare veramente e in maniera seria a molti, moltissimi nostri artigiani, commercianti e liberi professionisti che non c’è la fanno più a sopportare il carico della nostra Italia.