Cucchi e il calcio possibile:
incontro in memoria
di Graziano Colotti
MACERATA - Lo storico telecronista Rai ha partecipato all'evento organizzato dagli amici del vigile urbano e allenatore morto nel 2015

Riccardo Cucchi nel corso dell’incontro
Incontro con il giornalista Riccardo Cucchi, storico telecronista Rai, per ricordare Graziano Colotti, il vigile urbano di Macerata e allenatore di calcio, scomparso il 26 maggio 2015 a 63 anni per una malattia. L’incontro si è svolto nella sede dell’Anffas a Macerata ed ha visto la partecipazione non solo di molti tra coloro che avevano incontrato Graziano, nei loro percorsi calcistici e non, ma anche dei ragazzi delle giovanili della Maceratese e di alcune giovani calciatrici della Maceratese calcio femminile, oltre alla famiglia di Graziano.

Graziano Colotti
Presentando il suo libro “Un altro calcio è ancora possibile”, proprio in questi giorni inserito nella sestina dei finalisti del Premio Bancarella Sport 2024, Cucchi ha proposto con chiarezza un’analisi fortemente critica di certi aspetti dello sport attuale, ed in particolare di un calcio che sta perdendo la sua connotazione originaria per diventare definitivamente uno “spettacolo”. Il suo libro è nato proprio dalla rabbia di vedere quanto il calcio, che è vissuto, nella sua più che centenaria storia, sulla passione, sui sentimenti di chi lo pratica e di chi lo segue, sia oggi invece sempre più un’industria che lo sta trasformando in un intrattenimento, il cui vero obiettivo finale non è altro che il profitto.
E qui ha tirato fuori, dal suo enorme bagaglio di esperienze vissute direttamente (Cucchi ha seguito otto Olimpiadi e sei Mondiali di calcio), alcuni esempi come l’assegnazione dei mondiali al Qatar, con la vergogna delle migliaia di vittime tra i lavoratori impiegati nella costruzione degli stadi e spesso realmente schiavizzati. Una vergogna, testimoniata da importanti inchieste giornalistiche, che però nessuna federazione ha voluto vedere.
Cucchi ha citato il famoso discorso di Nelson Mandela in occasione dei mondiali del 2010 in Sud Africa, quando sottolineava la grande forza che ha e che deve avere lo sport per migliorare la società e superare le differenze e i conflitti, siano essi politici, economici o sociali. E qui, rivolgendosi proprio ai giovani calciatori presenti, Cucchi ha voluto ricordare come lo sport è e deve sempre rimanere confronto leale, voglia di misurarsi, impegno nel migliorarsi continuamente, rispetto delle regole, crescita civile. Da questo punto di vista ha poi sottolineato come il calcio femminile sembra essere ancora estremamente “sano”, in quanto le ragazze mettono grande passione nel gioco ed hanno molta voglia di imparare; e per questo si sono visti negli ultimi anni importanti progressi dal punto di vista tecnico. Inoltre nel calcio femminile non si vedono “sceneggiate”, finzioni, furberie: il gioco è ancora gioia, velocità, tecnica, senza quell’esasperazione tattica che domina ormai anche nel calcio giovanile.
Cucchi ha poi parlato un po’ della sua carriera di radiocronista, raccontando ad esempio dell’esame sostenuto, giovanissimo, in Rai di fronte a Sergio Zavoli o degli anni vissuti nella mitica “Tutto il calcio minuto per minuto” in compagnia di mostri sacri come Ameri e Ciotti. Fino a ricordare le profonde emozioni provate nel corso della radiocronaca della vittoria italiana ai campionati del mondo del 2006. Ha poi ricordato anche lo scudetto della Lazio sulla Juventus confessando che la squadra biancoceleste è quella per cui ha sempre tifato.



Un saluto a Graziano Colotti, ottima persona e grande sportivo.