Trovato morto al Varco sul mare,
la pista dell’overdose
CIVITANOVA - La vittima è un 56enne umbro, Roberto Pelagatti, che da anni viveva in provincia. Il corpo era dietro la palazzina sud del Lido Cluana. La polizia ha trovato anche un siringa che sarà analizzata. L'allarme partito da un passante

La Scientifica sul luogo della tragedia
di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)
Trovato morto al Varco sul mare di Civitanova, gli inquirenti seguono la pista dell’overdose. La tragedia si è consumata questa mattina. La vittima è un 56enne umbro che si era trasferito da anni nel Maceratese, Roberto Pelagatti. Il corpo è stato trovato dietro la palazzina sud del Lido Cluana poco prima delle 12.

A segnalare la presenza del corpo un passante che ha chiamato la polizia. Sul posto sono arrivati il 118 e gli agenti del commissariato di Civitanova, assieme ai colleghi della Scientifica. Il personale sanitario ha solo potuto constatare la morte del 56enne, avvenuta probabilmente un paio d’ore prima del ritrovamento.

Pelagatti è stato ritrovato riverso a terra, all’ombra di uno degli alberi del giardino del Lido Cluana, supino, accanto a lui, secondo quanto emerge dalle indagini, c’era una siringa.
Al momento sembra che quella dell’overdose sia la pista più accredita. Sarà però l’autopsia a dare chiarimenti sulla causa della morte dell’uomo. Gli agenti hanno ispezionato e sequestrato anche un trolley di proprietà di Pelagatti che era accanto al corpo: all’interno oltre ad alcuni capi di abbigliamento anche un tablet e alcuni effetti personali compreso il portafoglio e i documenti di identità grazie ai quali la polizia è riuscita identificare l’uomo. Sul posto poco dopo è stata convocata anche l’ex convivente che ha confermato l’identità della vittima.

Pelagatti era originario di Foligno, da diverso tempo si era trasferito nel Maceratese dove aveva anche lavorato come infermiere all’ospedale di Macerata. Al momento non era però più occupato e risulta senza fissa dimora. Non è escluso che negli ultimi tempi abbia anche girato per l’Italia, all’interno degli effetti personali è stata ritrovata una tessera di una struttura di assistenza di Trieste. Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere del centro per verificare se Pelagatti fosse solo nelle ultime ore di vita o se avesse incontrato qualcuno che possa avergli fornito lo stupefacente. Occorrerà attendere anche il risultato delle analisi sulla siringa sequestrata per individuare la sostanza. Pelagatti lascia due figli minorenni.
(Ultimo aggiornamento alle 17)
Si attendono conferme, ma la situazione sembra evidente. L’eroina continua ad uccidere, mentre nella nostra provincia crescono considerevolmente anche le morti dovute alla cocaina, che non vengono censite, in quanto gli infarti e gli ictus provocati dalla polvere bianca vengono classificati in termini di morti naturali.
La situazione, considerata anche la vastità dell’offerta di qualsiasi tipo di droga, è drammatica e riguarda tutte le fasce sociali e tutte le fasce di età.
Era proprio necessario pubblicare nome e cognome del povero deceduto? Quale superiore esigenza informativa del cittadino si è deciso di assecondare declinando le generalità di chi è morto in circostanze così tragiche?
La tesi dell’avvocato Bommarito che una parte imprecisata e imprecisabile delle morti da patologie cardiovascolari sia dovuta all’uso di droghe è condivisibile. E’ altrettanto vero che una parte rilevante delle morti da cancro sia dovuta al consumo di zucchero, essendo le cellule tumorali avide e bisognose di zucchero. Si salverebbero tante vite se si impedisse la vendita di dolci, gelati, caramelle, bibite, succhi di frutta, cioccolatini, biscotti e altre delizie apparentemente innocenti in realtà nel lungo termine devastanti.
Difficile accettare che l’apparenza sia sempre diversa dalla verità.
Fate polemiche,senza portare rispetto per una persona deceduta.Le droghe pesanti sono letali:la cocaina fa schizzare,con il cuore a mille(infatti se una persona sotto effetto della cocaina,viene immobilizzato,scoppia il cuore)et allucinazioni.Mentre l’eroina calma.Ci sono delle droghe leggere terapeutiche.Io sono contraria a tutte le droghe.Signore la volete smettere di litigare in questo contesto?
La morte di Emilio Colombo, il 93enne senatore a vita e storico esponente della Democrazia Cristiana, verrà ricordata come la la scomparsa dell’ultimo dei padri costituenti ancora in vita. Eppure i media hanno ricordato come sulla carriera di uno dei politici più rilevanti del nostro Paese resti la macchia dell’uso di cocaina, ammessa dallo stesso Colombo nel 2003 per “motivi terapeutici”.