«Geloso della moglie, botte e minacce»
Condannato per maltrattamenti
SENTENZA - La Corte d'appello ha ridotto la pena a 3 anni e 2 mesi. L'uomo le avrebbe tolto anche la gestione del reddito di cittadinanza. La coppia viveva in un comune dell'entroterra maceratese

La Corte d’appello
Lei si sarebbe integrata, lui sarebbe stato geloso e l’avrebbe picchiata e minacciata e le avrebbe anche tolto la gestione del reddito di cittadinanza. Un 52enne condannato a 3 anni e 2 mesi per maltrattamenti e lesioni personali alla ex moglie. Una pena ridotta rispetto ai 4 anni a cui era stato condannato al tribunale di Macerata. I fatti contestati all’uomo, albanese, sarebbero avvenuti tra il 2019 e il gennaio del 2020. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe minacciato e aggredito la moglie in svariate occasioni.

Alessandro Marcolini
L’avrebbe accusata, ingiustamente, di tradirlo, persino con un minorenne, solo perché, dice l’accusa, si era saputa integrare nel comune dell’entroterra maceratese dove vivevano. Le avrebbe anche tolto la gestione del reddito di cittadinanza che percepiva.
Il 26 settembre 2019 l’avrebbe picchiata e cacciata di casa. Alla fine la donna aveva deciso di separarsi ma in seguito a questa decisione, continua l’accusa, l’uomo il 16 gennaio del 2020 l’avrebbe colpita con un pugno.

L’avvocato Emanuele Senesi
L’accusa parla anche di minacce di morte che il 52enne avrebbe fatto alla moglie (parte civile al processo, assistita dall’avvocato Simona Tacchi). Dopo la sentenza in primo grado al tribunale di Macerata c’è stato l’appello degli avvocati Alessandro Marcolini (subentrato nel processo d’appello) ed Emanuele Senesi. I legali hanno chiesto, in caso di condanna, il riconoscimento delle generiche e l’applicazione della pena sostitutiva prevista nella Riforma Cartabia che consente all’imputato di andare ai domiciliari e non in carcere così permettendogli di uscire per lavorare. La Corte d’appello ha accolto le richieste.
*A tutela della vittima viene omesso il nome dell’imputato