Preso di mira dal branco,
18enne pestato sul lungomare
PORTO RECANATI - Il giovane è stato aggredito da un gruppo di oltre 20 coetanei con calci e pugni e lasciato a terra sanguinante. Ha riportato un trauma cranico e diverse ferite. E' il secondo episodio nel giro di una settimana. Indagano i carabinieri
Giovani aggrediti dal branco, due episodi in una settimana. E’ allarme per l’escalation di violenza che una banda di ragazzi, alcuni anche minorenni, sta compiendo a Porto Recanati. L’ultimo episodio è avvenuto sabato sul lungomare quando un gruppo di circa 20 giovani si è avventato su un ragazzo di 18 anni per futili motivi. Un pestaggio vero e proprio che ha lasciato la vittima a terra dolorante con un trauma cranico a causa dei calci e pugni inferti e la lacerazione del labbro.
Il tutto è avvenuto attorno alle 23 sotto gli occhi increduli di alcuni testimoni. La vittima del pestaggio era con la sua comitiva seduto su una panchina del lungomare Lepanto, quando il “branco” si sarebbe avvicinato e avrebbe rivendicato “il territorio” come proprio. Da qui la colluttazione, alcuni giovani sono scappati rifugiandosi negli chalet e all’arrivo dei carabinieri gli aggressori hanno fatto perdere le proprie tracce tra le vie del centro. Sul posto sono arrivati anche alcuni genitori e il 18enne è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.
Un episodio analogo si era verificato anche la settimana precedente, nel pomeriggio di sabato, e in questa occasione un 20enne è rimasto ferito. I carabinieri stanno verificando i racconti delle vittime e raccogliendo elementi utili ad identificare gli aggressori. Pare che in entrambi gli episodi violenti ad innescare la lite sia sempre il solito gruppetto di ragazzi, tra cui anche alcuni soggetti molto giovani che stanno seminando il panico e minando la tranquillità di Porto Recanati.
Nonostante il dilagare della delinquenza il ministro procede con la depenalizzazione, motivandola con il fatto che le carceri sono piene. Ma se le carceri sono piene perché non se ne costruiscono altre?
Questi ragazzi oramai sono fuori controllo, e’ tutta colpa della televisione “spazzatura” che ogni giorno trasmette notizie violente oppure a causa dei genitori che non gli controllano piu’ oppure hanno dei genitori ” separati” e in questo modo si “vendicano” contro i loro coetanei.
…in venti contro uno, che fenomeni, che grandi eroi, da incorniciare nell’album dei ricordi di gioventù!!! Quando ero ragazzo io, le ‘scazzottate’ c’erano, altroché se c’erano, e non accadevano per il ‘territorio’ (magari di spaccio!!?) o per vigliaccheria, sentendosi forti in venti contro uno (e che ci vuole…), ma accadevano perché si era dato fastidio alla ragazza di qualcuno o per qualche spallata di troppo, e ci si affrontava a testa alta e uno contro uno (a meno che il più forte non riusciva a stenderne tre, ogni volta che si presentavano di fronte a lui), e alla fine si veniva ‘spartiti’ e magari si faceva pace e si andava a bere insieme, chi aveva ‘menato’ aveva ‘menato’. Molti dei bravi ragazzi di oggi, probabilmente vengono da un’altra ‘cultura’, da un’altra ‘educazione’ e non conoscono il ‘rispetto’ neanche quando fanno a botte, così come, figuriamoci, nella vita!!! gv
Per il sig. Romagnoli. La colpa è in prima battuta dei genitori e in seconda battuta della scuola.
Specifico la differenza d’identità tra me ed il mio omonimo e mi dissocio dal suo commento.
l’individuazione dei branchi da parte di strutture competenti in materia di violenza e associazione a delinquere è fondamentale con l’ausilio di tutte le tecnologie disponibili (telecamere ecc) con l’intervento poi di psicologi che analizzano e correggono comportamenti lesivi per il prossimo contattando le famiglie e le scuole se studenti