«Estorsioni per gestire due locali
o farsi pagare la cocaina»
ACCUSA - Sono svariate le contestazioni, a vario titolo (anche spaccio di droga e usura) che vengono rivolte a nove persone imputate davanti al gup del tribunale di Macerata. Oggi l'udienza è slittata

L’avvocato Gabriele Cofanelli
di Gianluca Ginella
Una estorsione che sarebbe stata fatta per la gestione di un paio di locali notturni (tra cui una discoteca) a Porto Potenza al centro di un procedimento che vede coinvolte quattro persone.
Nello stesso procedimento rientrano altre cinque persone, in questo caso i fatti, contestati a vario titolo, vanno da tentativi di estorsione, a spaccio di droga. Oggi l’udienza preliminare, davanti al gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata, è stata rinviata per la mancata notifica ad uno degli imputati.
Per quanto riguarda la presunta estorsione per la gestione dei locali, sono imputati Marsel Mati, 33 anni, albanese, residente a Tolentino, Shpresa Mati, 61, albanese, residente a Tolentino, Marsida Mati, 30, albanese, residente a Tolentino (tutti assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Vando Scheggia).

L’avocato Nicola Piccinini
I fatti risalgono al 2016. Ci sarebbero state delle minacce, dice l’accusa, per costringere l’amministratore unico della società che aveva in gestione i due locali di Porto Potenza, tra cui una discoteca, a sottoscrivere tre fogli in bianco, e ad apporvi in calce il timbro della sua società che poi sarebbero stati utilizzati dai tre imputati (da qui l’ulteriore contestazione di falso) per formare un falso contratto di subaffitto dell’immobile dove stavano i due locali.
Il quarto imputato per questa estorsione è Nicola Borgogna, 39, residente a Montecassiano, che avrebbe costretto la madre dell’amministratore unico della società che gestiva i due locali a consegnargli 2.500 euro a fronte della presunta cessione di cocaina al figlio per un corrispettivo di 1.450 euro che non sarebbero stati pagati e per farsi consegnare le chiavi dei locali. I fatti risalirebbero al 20 luglio del 2016 e sarebbero avvenuti a Tolentino.
A Borgogna viene poi contestato lo spaccio di cocaina all’amministratore unico della società, per un totale di 80-100 grammi (tra il marzo e il luglio del 2016). Gli episodi di spaccio sarebbero avvenuti a Macerata e a Montecassiano. Sempre spaccio di droga viene contestato ad altri tre imputati Rodolfo Paolucci, 43 anni, residente a Potenza Picena, Gregorio Guccione, 36, residente a Potenza Picena, Alessandro Giannelli, 50, residente a Potenza Picena. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, avrebbero ceduto cocaina a Porto Potenza, dal marzo al luglio del 2016, all’amministratore unico della società, per un totale di 400-500 grammi.

L’avvocato Vando Scheggia
A Marsel Mati, Marsida Mati, Shpresa Mati viene poi contestato di avere usato i locali della discoteca di Porto Potenza di cui Marsida Mati era subaffittuaria e gli altri gestori, dopo essersi introdotti forzando le serrature, per organizzare una serata danzante aperta al pubblico. Il fatto risale al 18 settembre 2016.
Sono inoltre accusati di essersi impossessati degli impianti audio-fonici, degli impianti elettrici, della strumentazione audio-musicale oltre alle attrezzature di bar, cucina e cambusa presenti nei locali e di averli trasferiti in altra attività a Tolentino. Questi fatti sarebbero avvenuti nel dicembre 2017.
A Borgogna viene poi contestato di aver spacciato 1,1 chili di marijuana che deteneva in auto e che venne trovava nel corso di un controllo, e 13 grammi di cocaina (che aveva in casa).
I fatti risalgono al 6 dicembre 2016. L’accusa parla anche di spaccio di 80 grammi di cocaina a due persone, dal gennaio al novembre del 2016. Borgogna, difeso dall’avvocato Nicola Piccinini, contesta di aver spacciato droga. Inoltre deve rispondere di tentata estorsione per farsi pagare 2.200 euro di cocaina da un cliente. Il fatto sarebbe avvenuto tra il novembre 2016 e il gennaio 2017.

Sandro Pugliese
A Borgogna viene contestata anche l’usura. Avrebbe prestato 800 euro e 1.200 euro ad una persona e si sarebbe fatto restituire mille euro dopo cinque giorni (per gli 800 euro prestati) e 1.500 euro dopo dieci giorni (per i 1.200 euro prestati).
E infine a seguito di un terzo prestito di 2.800 euro avvenuto poco prima del Natale 2016, si sarebbe fatto promette dalla persona che aveva ricevuto i soldi di restituirgli nei primi giorni di gennaio 2017, 3.500 euro.
Questo episodio porta ad un ulteriore accusa di tentativo di estorsione che viene contestato a Borgogna e a Walter Armando Renzi, 32, residente a Porto Sant’Elpidio.
Per ottenere i 3.500 euro Renzi dopo aver obbligato il debitore a baciargli i piedi, lo avrebbe colpito con un pugno al volto. Non solo avrebbe cercato di ottenere i 3.500 euro per Borgogna ma, dice l’accusa, ne avrebbe chiesti 30mila per sé, soldi che non gli erano dovuti. I fatti sarebbero avvenuti a Montecassiano e Sant’Elpidio a Mare nel gennaio 2017.
Un ulteriore tentativo di estorsione per un debito di droga viene contestato a Borgogna e a Vincenzo Cristiani, 34, residente a San Ginesio. Avrebbero cercato di costringere una persona, che avrebbe avuto un debito di 2.400 euro con Borgogna, a consegnare 150 euro a Cristiani. I fatti sarebbero avvenuti dal marzo 2016 al gennaio 2017 a Macerata.
Tutti gli imputati contestano le accuse, i Mati negano di aver fatto o tentato estorsioni, lo stesso Borgogna. Tra i difensori ci sono gli avvocati Sandro Pugliese, Stefano Chiodini, Fernando Salvetti, Marica Pezzani.