Patto di fratellanza
tra Fiuminata e Civitavecchia
nel nome della transumanza
LA CERIMONIA il 4 aprile nella città laziale, promotore dell'iniziativa è stato Bruno Romagnoli

Pascoli in transumanza
Fratellanza tra Fiuminata e Civitavecchia nel nome della transumanza. Dopo un accordo preliminare dello scorso luglio tra i sindaci di Fiuminata Vincenzo Felicioli e quello di Civitavecchia Ernesto Tedesco, la cerimonia con le rispettive firme, si terrà nella mattina del 4 aprile, proprio nella città laziale.
Il comune denominatore che le unisce da secoli è appunto la transumanza, con migliaia di ovini dei pascoli montani degli Appennini marchigiani (Fiuminata, nell’alta valle del Potenza) che si spostavano in inverno nei pascoli delle pianure laziali (Civitavecchia, Tolfa, Allumiere) e viceversa in estate avveniva il percorso inverso. La transumanza, come pratica antica di allevamento divenuta nel 2019 patrimonio internazionale dell’umanità e dell’Unesco, avveniva lungo i “tratturi”, che erano piste (terrose o pietrose) che si formavano per effetto dei periodici e secolari spostamenti dei greggi per lo sverno. Gli obiettivi di questo patto concordato tra il piccolo borgo marchigiano e la cittadina dell’alto Lazio, sono quello di sostenere la ricerca di questi percorsi millenari e promuovere tutta la cultura ambientale, gastronomica e turistica dei rispettivi territori. E in questo senso è prevista una cerimonia di scambio culturale a Fiuminata per la prossima estate.
Promotore dell’iniziativa è stato Bruno Romagnoli, nato nel 1935 a Differdange (Lussemburgo), dove la famiglia originaria di Fiuminata, era immigrata negli anni ’20 come tante altre, dopo il ritorno nelle Marche a causa della guerra, è stato testimone sin dall’adolescenza del fenomeno della transumanza ed ha voluto con questo atto tramandare ai posteri questa esperienza.
Dopo il Covid e la costrizione dei contatti a causa del Covid sembra che ci sia una fioritura di iniziative per fare muovere le masse per favorire i contatti più disparati. Questa della transumanza tra due Comuni è qualcosa di originale, che permette non solo il ricordare, ma pure una serie di iniziative socioeconomiche utili ed interessanti. Però, occorrono idee e coraggio. Che non tutti gli amministratori istituzionali hanno.
Ad esempio, a Corridonia era stata fatta la proposta di gemellaggio tra Corridonia e Germighy-des-Prés in Francia, dove esiste una cappella che il vescovo Teodolfo la volle simile alla Cappella Palatina di Carlo Magno, che, guarda caso, è San Claudio al Chienti. La possibilità era nell’aria e nelle promesse della nuova amministrazione di centrodestra. Su tutto l’argomento elettorale venne poi un veto esterno a Corridonia. E la cosa non ebbe seguito. Come si dice: se uno non ha il coraggio non c’è nessuno che glielo possa dare.
Fiuminata ha avuto il coraggio di fare questo particolare gemellaggio. Corridonia non ce lo ha avuto… Sorry…