Appignano dedica una via
ai caduti di Nassiriya
INTITOLAZIONE - La cerimonia con la quale il Comune ha voluto dedicare, oltre al nome di una strada, anche un cippo con incisi i nomi delle 19 vittime della strage del 2003. Il sindaco Calamita: «Vogliamo incidere l'indelebile ricordo di coloro che hanno dato tutto per un'ideale di pace e solidarietà»

La cerimonia di ieri mattina
Da ieri anche Appignano ha una via intitolata ai Caduti di Nassiriya. Nella cerimonia di tenutasi in mattinata, l’amministrazione comunale ha reso omaggio agli italiani caduti in Iraq con un cippo commemorativo recante una targa in ceramica con i nomi dei 19 connazionali, di cui 12 carabinieri della Msu (Mulinational Specialized Unit) che il 12 novembre 2003 persero la vita nella strage.
«Vogliamo incidere nella storia di Appignano l’indelebile ricordo di coloro che hanno dato tutto per un’ideale di pace e solidarietà – ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita – un omaggio ai nostri coraggiosi carabinieri, che con impegno e dedizione hanno servito la patria in terre lontane, il loro spirito altruista e il loro coraggio risuoneranno per sempre come esempio di valore e sacrificio. Un omaggio ai civili che, insieme ai nostri militari, hanno condiviso una missione di pace e di sostegno in un contesto di grande difficoltà. La loro memoria rimarrà viva come faro di speranza, ispirandoci a costruire un mondo migliore nel rispetto e nella pace».

La cerimonia ha visto il sindaco Calamita affiancato dal generale di brigata Tito Baldi Honorati, ispettore regionale dell’Associazione nazionale carabinieri (che per l’occasione ha indetto il raduno interprovinciale), e la presenza di Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata. «Ai nostri eroi caduti a Nassiriya e ai loro familiari porgiamo il nostro più sentito pensiero e rinnoviamo il nostro impegno a onorare il loro sacrificio, un tributo alla solidarietà e all’umanità in un mondo sempre più segnato da conflitti e divisioni – ha affermato il vicesindaco Stefano Montecchiarini – che le loro vite preziose siano fonte di ispirazione per tutti noi, per ogni gesto di gentilezza, compassione e coraggio».
Numerose le autorità civili, religiose e militari intervenute nella cerimonia, tra cui Ferdinando Falco, comandante provinciale della Guardia di Finanza, Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri, Giorgio Picchiotti, comandate della compagnia carabinieri di Macerata, la polizia locale, i carabinieri di Appignano, il parroco della città don Gianluca Cerolini e la Protezione civile di Appignano. Attenti e composti in prima fila anche i bambini della scuola primaria dell’istituto comprensivo Luca della Robbia con i loro insegnanti. Ad accompagnare la cerimonia le note del corpo bandistico Città di Appignano, diretto da Mirco Barani.