Acqua, salta l’assemblea Aato3
dopo la “bocciatura” del piano Parcaroli.
I sindacati: «Vogliono privatizzare»

CASO - Dopo un'ora di dibattito e polemiche tutto rimandato ancora una volta. E' stato contestato che la relazione del direttore Massimo Principi, che metteva in luce le criticità della proposta avanzata dal presidente della Provincia, non fosse stata inviata in tempo a tutti i sindaci. Cgil, Cisl e Uil: «Triste spettacolo della classe politica»

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acquedotto-e1690480604571-325x214di Luca Patrassi

Aato 3, la farsa continua con apparente grave sprezzo del ridicolo. Rinviata anche l’assemblea di oggi. Il presidente dell’Aato 3 Alessandro Gentilucci aveva convocato per oggi l’assemblea dei sindaci ma non è stato fornito nei tempi e nei modi utili il parere redatto dal direttore dell’Aato 3 Massimo Principi sulla proposta di gestore unico del servizio idrico che era stata elaborata dai tecnici delle varie società, sottoscritta ed approvata da una larga maggioranza dei sindaci. Al termine di un’ora di discussione, tanto assurda quanto esplicativa delle reali volontà in ballo, il presidente Gentilucci ha deciso di rinviare l’assemblea nonostante il segretario dell’Aato avesse formulato una proposta di mediazione che aveva il favore della maggioranza dei sindaci, vale a dire la presa d’atto della relazione tecnica del direttore senza procedere con il contestato punto successivo all’ordine del giorno (“adempimenti conseguenti”) e con votazione sul parere che secondo molti sindaci non aveva alcun senso. A quel punto Gentilucci ha deciso d’imperio di rinviare la seduta ad altra data. C’era stata due settimane fa la presentazione della proposta, firmata da una larga maggioranza di sindaci, avanzata dal presidente della Provincia Sandro Parcaroli e dal altri sindaci per la formazione di una società pubblica partecipata dai Comuni e dalle società di gestione. Proposta che aveva visto contrari tra gli altri, il presidente dell’Aato 3 Alessandro Gentilucci e il presidente dell’Atac (e segretario provinciale di Fratelli d’Italia) Massimo Belverderesi. Dunque da una parte Parcaroli e dall’altra un blocco minoritario sostenuto, per la quota di maggioranza, da Fratelli d’Italia.

A far sentire nei giorni scorsi la propria voce anche il direttore dell’Aato 3 Massimo Principi che ha stilato una relazione rispetto alla proposta Parcaroli nella quale si evidenziano alcune criticità in ordine alla unicità della gestione e alla legittimità del tipo di società prescelto. Sulla stessa proposta, oggi, anche la Cna si è detta perplessa.

Mentre i sindaci pensavano di affrontare nel merito, e risolvere, gli elementi di criticità, qualcuno ha invece chiuso le porte alla discussione e alla possibilità di far emergere una possibile mediazione anche in considerazione del fatto che quella di Parcaroli è l’unica proposta formulata. Tavolo di presidenza con il presidente Alessandro Gentilucci, il direttore Massimo Principi e il segretario Alessandro Valentini. In platea tanti primi cittadini, amministratori e rappresentanti delle società di gestione: tra i sindaci Parcaroli (Macerata), Ciarapica (Civitanova) Sclavi (Tolentino), Piermattei (San Severino), Tartabini (Potenza Picena), Montemarani (Morrovalle), Capponi (Treia), Falcucci (Castelsantangelo sul Nera), Calamita (Appignano). L’assemblea si sarebbe dovuta aprire con la relazione tecnica presentata dal direttore Massimo Principi.

C’è stata una questione procedurale sollevata dal sindaco di Recanati Antonio Bravi che ha rilevato come la relazione del direttore non fosse stata messa a disposizione dei Comuni nei tempi e nei modi previsti dal regolamento. «Oggi non discutiamo di una cosa banale, anche la forma – ha rilevato il sindaco leopardiano – ha il suo valore e ricordo come in passato sempre per questioni di forma siamo stati bloccati. Le regole si rispettano sempre». Dibattito acceso ed alla fine appunto il presidente Gentilucci ha deciso per il rinvio nonostante il segretario avesse proposto una mediazione che è apparsa condivisa da molti sindaci. La battuta al vetriolo all’indirizzo del vertice Aato del sindaco di Treia Franco Capponi: «Abbiamo perso un anno e mezzo, cinque giorni non cambiano nulla». In effetti i vertici dell’Aato manifestano seri problemi nel definire la questione del gestore unico del servizio idrico se è vero, come lo è, che se ne parla dal 2019 . Cinque anni e una sola proposta, quella avanzata pochi mesi fa dal sindaco Parcaroli e da altri sindaci appunto con la volontà di sbloccare il tutto e far venire allo scoperto chi dice di lavorare per la gestione pubblica del servizio idrico ma appunto crea soltanto azioni di disturbo senza proporre nulla.

Su cosa ci sia dietro questa sceneggiata esprimono una idea molto concreta i referenti provinciali (Daniele Principi, Rocco Gravina e Sergio Crucianelli) e di settore (Andrea Coppari, Giuliano Caracini e Manuel Broglia)di Cgil, Cisl e Uil. «E’ con stupore ed indignazione che siamo costretti a tornare sulla vicenda relativa al futuro del servizio idrico integrato del nostro territorio. Nella giornata di oggi abbiamo infatti assistito sgomenti all’ennesimo ingiustificato rinvio dell’Assemblea dei sindaci convocata per discutere del parere dell’Ente in merito al protocollo di intesa votato a maggioranza dai sindaci la scorsa settimana per la costruzione di una società unica per l’affidamento del Servizio idrico integrato dell’Aato3. Ci siamo trovati, nostro malgrado, di fronte all’ultima puntata di un triste spettacolo che la classe politica del nostro territorio sta offrendo purtroppo da troppi mesi ai cittadini e ai lavoratori che stanno pazientemente attendendo risposte di fronte alle enormi preoccupazioni sul futuro del servizio idrico integrato ed il rischio concreto di privatizzazione dello stesso».

L’accusa dei sindacati: «E’ evidente a questo punto che la politica abbia rinunciato al valore del coinvolgimento e della discussione costruttiva e che si sia ormai cristallizzata una contrapposizione deleteria e fine a sé stessa, che porta a continue forzature formali e sostanziali che non producono altro effetto della perdita di tempo rispetto ad un percorso che porta dritto allo sciagurato traguardo della privatizzazione del bene comune acqua. Come Organizzazioni sindacali rappresentative di lavoratori e cittadini del territorio abbiamo fino ad oggi assunto un atteggiamento di dialogo e responsabilità, perfettamente consapevoli della complessità della situazione ma dobbiamo prendere atto che la misura è ormai colma ed annunciamo che inizieremo da subito una mobilitazione, partendo dalle assemblee dei lavoratori nelle aziende operative e dei cittadini nei comuni interessati, per portare a conoscenza di tutti le conseguenze di ciò che sta avvenendo e per tentare in ogni modo di impedire l’epilogo della privatizzazione. Questa azione si rende oggi necessaria perché non vediamo concretizzarsi alcun percorso reale che possa scongiurare la privatizzazione dell’acqua ed il mantenimento in house del servizio e ci sembra oggi che stiamo addirittura tornando indietro rispetto alle scelte fatte solamente una settimana fa. Da una parte si sono schierati infatti la maggioranza dei sindaci a favore di un protocollo sottoscritto dalle aziende operative esistenti , mentre dall’altra se ne contesta la legittimità ma senza ad oggi aver presentato una proposta concreta realizzabile nei tempi previsti (entro il 2024). Una situazione di stallo che non fa prevedere alcun passo in avanti ma solo tentativi di prevaricazione reciproca come avvenuto nella giornata di oggi. E’ arrivato quindi il momento del coraggio e della trasparenza, nel nostro ruolo di rappresentanti dei lavoratori e dei cittadini e nella coerenza della nostra posizione da sempre a favore della costruzione di un soggetto pubblico in grado di garantire la continuità occupazionale, la salvaguardia del carattere pubblico della gestione, l’abbassamento delle tariffe per l’utenza e la realizzazione degli investimenti necessari per l’ammodernamento della rete. Chiediamo pubblicamente all’assemblea dell’Aato3 di superare finalmente il triste spettacolo culminato nella giornata di oggi e di assumere una decisione concreta e realizzabile che possa garantire il carattere pubblico del servizio. In alternativa sarebbe più serio dichiararsi a favore della privatizzazione del servizio, perché con i comportamenti di questi giorni questo sarà senza alcun dubbio l’inevitabile finale a cui saremo destinati, con i protagonisti di questa vicenda che saranno additati come i responsabili di questa scellerata scelta storica».


(Clicca per ascoltare la notizia in podcast)

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