Caporalato, sette denunce e un arresto:
scoperti 80 lavoratori sfruttati
IL BILANCIO dell'attività dei carabinieri del Nil nel Maceratese: in un anno controllate 300 aziende, 103 sono state sospese e sei sequestrate. Trovati 307 lavoratori irregolari e 103 "in nero". Oltre 70 gli imprenditori finiti nei guai, multe per 550mila euro

Una delle operazioni messe a segno nel 2023 dal Nil
Sospese 103 attività imprenditoriali, scoperti 103 lavoratori in nero e altri 80 sfruttati in condizioni di caporalato. Sono solo alcuni dei numeri dell’attività svolta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata nel 2023, in collaborazione con i colleghi del Comando provinciale e gli ispettori dell’Ispettorato territoriali del lavoro.
In un anno sono state 300 le aziende controllate nel Maceratese: dall’agricoltura, all’edilizia, alla logistica e alla ristorazione. Scoperti complessivamente 370 lavoratori irregolari e 103 lavoratori “in nero” a fronte di oltre 1300 lavoratori individuati. Sono stati 103 i provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali: 33 per aver impiegato manodopera irregolare in misura superiore al 10% del totale dei lavoratori presenti; in alcuni casi la percentuale di lavoratori “in nero” riscontrata è stata pari al 100%; 70 per le gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. In alcuni casi le violazioni riscontrate sono risultate talmente gravi da comportare il sequestro dell’attività. In totale sono stati eseguiti sei sequestri preventivi. Per le irregolarità riscontrate sono state contestate sanzioni amministrative e ammende complessive per circa 550.000 euro. Sono stati 70 gli imprenditori denunciati per non aver rispettato gli obblighi della formazione e informazione e per la mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti. Si sono registrati anche casi di sorveglianza sanitaria attestata falsamente da datori di lavoro con la complicità di compiacenti professionisti.
Mentre sono stati 18 i titolari di azienda denunciati per l’impiego di lavoratori clandestini e per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini, scaturite dall’approfondimento investigativo sulle istanze di emersione presentate ai sensi del regolamentato “Flussi 2021”, hanno consentito l’individuazione di numerose richieste presentate da datori di lavoro prive dei requisiti necessari e avanzate a fronte di richieste di importanti somme di denaro a cittadini stranieri.
Per quanto riguarda il contrasto al caporalato, le indagini coordinate dalla procura hanno consentito di denunciare sette persone e arrestarne una per violazioni penali in materia di lavoro, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Nel corso delle indagini sono stati individuati 80 lavoratori impiegati in condizioni di sfruttamento da parte dei “caporali” che con continue vessazioni e minacce, si sono approfittati del loro stato di bisogno sottopagandoli ed esponendoli a gravi rischi per la salute.
Nel 2023 sono stati anche concessi due permessi di soggiorno a lavoratori sfruttati che hanno consentito loro l’inizio di una nuova vita lavorativa riuscendo a garantire assistenza e protezione anche con l’ausilio delle organizzazioni di volontariato.
..penso proprio che se continuano a entrare clandestini, lo sfruttamento sarà sempre assicurato, i caporali, probabilmente quasi sempre stranieri, continueranno a far entrare clandestini e dove ci dovesse essere bisogno di manodopera straniera, magari qualificata, con ingressi regolari, controllati e con i documenti a posto, ci saranno gravi vuoti di personale!!! Se qualcuno, forse, è questo che vuole, ci saranno motivi “validi” dietro!!? Mah!!! gv
Con una legislazione snella e con le tecnologie informatiche esistenti sarebbero stati scoperti molti più reati di quelli di cui all’articolo.