In un libro i ricordi
dell’ex rettore Adornato:
«C’è la tenerezza della memoria»
MACERATA - Il testo è stato presentato nel corso di un incontro di forte impatto emotivo e molto partecipato. «Il testo mi fa tornare indietro ai tempi della leggerezza, dell’umanità. C’è un bisogno di circolarità nei rapporti»

Francesco Adornato con Giuseppe Bommarito durante la presentazione
di Luca Patrassi
«Lei non ha diritto di scomparire» gli aveva detto l’avvocato Giuseppe Bommarito porgendo l’invito a presentare anche a Macerata il suo ultimo libro e quell’invito, che infine l’ex rettore di Unimc Francesco Adornato ha raccolto, si è trasformato l’altra sera in un incontro molto partecipato e di forte impatto anche emotivo negli spazi della Bottega del Libro. Francesco Adornato, introdotto dall’avvocato Giuseppe Bommarito, ha parlato della sua opera “A un tiro di schioppo”, di quelle storie di una formazione calabrese che contiene anche una ben definita visione del mondo. Una serie di racconti che aprono un orizzonte pur evocando spazi di un quartiere, di una periferia, periferie però che letteratura, cinema e musica hanno saputo portare alla ribalta mondiale.

Ed è così che l’autore, il prof Adornato, guida ai contenuti del libro e racconta gli esiti dell’incontro alla Bottega del Libro: «Nel libro emerge la tenerezza della memoria, l’impatto emotivo dell’incontro dell’altra sera credo sia dovuto anche a questo dato, alla prevalenza della memoria, alle sue dinamiche di tenerezza, a qualcosa che manca e vorremmo recuperare, vorremmo riaccompagnasse la nostra vita: l’infanzia e l’adolescenza sono risorse di quando la fantasia avrà smesso di parlare. Come ha scritto Corrado Alvaro, “Ognuno di noi vive nel riflesso di quello che fu ragazzo, e avanzando negli anni, i ricordi e le impressioni divengono più chiari, escono dai loro nascondigli, il presente si colora del riflesso del passato”».
Racconti raccolti in un libro e una data precisa di partenza, siamo a Macerata nel 2008, una città nella quale Adornato è approdato verso la metà degli anni Ottanta come vincitore di una borsa di studio Jean Monnet. «Nel 2008 per una iniziativa di riflessione critica a 40 anni del 1968, organizzata da Comune, Provincia, Università, Accademia di Belle Arti, Fondazione Carima e Macerata Cultura ho scritto una breve memoria sul contesto in cui sono nate le mie passioni, ho conosciuto altri mondi, è stato un detonatore di tutto quello che avevo compresso. Ho scritto di persone che avevano accompagnato la mia vita e che avevo sepolto nel mio lavoro, nel mio disegno interiore c’è l’esigenza di far emergere un’epifania, il lato oscuro che non riusciamo a governare, far emergere l’umanità nei suoi aspetti complessi. Questo libro mi fa tornare indietro ai tempi della leggerezza, dell’umanità. C’è un bisogno di circolarità nei rapporti, il riconoscersi fratelli, c’è un sentire profondo che la quotidianità distrugge ma non dobbiamo smarrire. Penso di essere coerente con me stesso e che dobbiamo avere davanti sempre il futuro e percorrerlo in maniera ostinata: insomma, coltivare la “nostalgia del futuro”». E se nella sua presentazione l’avvocato Bommarito ha ricordato le qualità umane e lo spessore culturale dello scrittore Francesco Adornato, le tante persone presenti l’altra sera alla Bottega del Libro hanno silenziosamente rilanciato quel «lei non ha diritto di scomparire». «La presenza delle persone – commenta Adornato – è stata una piacevolissima sorpresa, come se avessero condiviso quello che volevo scrivere, una città che non sta sulle sue, ha nel profondo un sentire partecipato, non tanto e non solo il numero quanto la condivisione, il sentire quello che il libro voleva proporre. Non era un evento di glamour, il vibrare delle emozioni si è affermato».
Bommarito presenta l’opera di Adornato, incontro venerdì alla Bottega del libro
Per impegni concomitanti non sono potuto essere presente e me ne dolgo, ma in compenso ho letto il libro. Che è delicato e sapiente, non indulge a vezzi di sorta e mette a nudo un sentire che è rimasto intatto negli anni, incontaminato e bello. Benvenuto tra gli scrittori, Professore: e non si fermi qui. Il suo licantropo in primis – personaggio che ho amato subito, nel suo racconto omonimo – dal suo discreto silenzio lunare saluta, anche attraverso di me, questo felice librino che narra anche di lui e si augura nuove incursioni altrettanto significative.
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