Cultura della legalità,
i carabinieri incontrano 700 studenti
SCUOLA - La Compagnia di Macerata è stata impegnata in 13 incontri negli istituti di istruzione primaria, secondaria e superiore Appignano, Apiro, Treia, Corridonia e Montecassiano, nei licei "Cantalamessa" e "Leopardi" e all'Ipseoa Varnelli

Uno degli incontri nelle scuole
Sono quasi 700 gli studenti e le studentesse che dall’inizio dell’anno ad oggi hanno preso parte agli incontri didattici promossi dai carabinieri per diffondere la cultura della legalità. In particolare la Compagnia carabinieri di Macerata è stata impegnata in 13 incontri negli istituti di istruzione primaria, secondaria e superiore. In particolare i comandanti delle Stazioni carabinieri di Appignano, Apiro, Treia, Corridonia e Montecassiano hanno incontrato 465 studenti di 23 classi delle scuole primarie e secondarie, tenendo in ogni occasione una conferenza sulle tematiche di maggior interesse per la specifica fascia d’età.
Inoltre il comandante della Compagnia di Macerata Nicola Candido unitamente ai comandanti delle Stazioni di Macerata e Cingoli, ha svolto tre incontri al liceo artistico “Giulio Cantalamessa” di Macerata, al liceo classico “Giacomo Leopardi” sede di Cingoli e all’Ipseoa “Girolamo Varnelli” di Cingoli, incontrando oltre 200 studenti di 9 classi.
In tutte le occasioni sono stati trattati gli argomenti relativi al significato di “cultura della legalità” e ai fenomeni dell’assunzione delle sostanze stupefacenti, dell’abuso di sostanze alcoliche, del bullismo e dello stalking. Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti relativi all’uso di internet e dei social network nonché quelli inerenti le norme del codice della strada.
Al liceo Artistico “Giulio Cantalamessa” di Macerata, la conferenza ha riguardato una classe quinta impegnata nella trattazione delle tematiche di educazione civica, il cui docente ha richiesto specificamente un approfondimento relativo alle attività di contrasto alla mafia. Al termine delle conferenze è stato proiettato un video istituzionale sui compiti dell’Arma.
C’è da rallegrarsi per l’iniziativa della nostra Benemerita Arma dei Carabinieri, che non è al servizio della politica, ma a quello dello Stato democratico e dei cittadini.
I giovani e i ragazzi devono vedere nei Carabinieri non dei rompiscatole nemici, ma degli amici che controllano il crimine e che ti difendono.
Voglio raccontare una mia esperienza.
Una notte di diversi anni fa mi svegliò un trambusto sotto la mia finestra. Mi alzai e vidi due carabinieri che cercavano di riportare a casa una ragazza strafatta di droga e di alcol, almeno sembrava. La giovane tirava calci, urlava frasi sconnesse e sputava addosso ai carabinieri. Io l’avrei presa a ceffoni, caricata sull’auto e portata al pronto soccorso. Ma io non sono un carabiniere… Invece, i due militi cercavano di calmarla con molta calma da parte loro… Le parlavano con un tono amichevole, fraterno. Le chiedevano “perché ci prendi a calci? perché ci sputi addosso? cosa ti abbiamo fatto di male?… Cosa vuoi che facciamo con te? Per come sei messa non possiamo lasciarti in questo stato…”
La cosa andò avanti oltre la mezzora… Alla fine la ragazza si calmò, smise di tirare calci, di divincolarsi e di sputare addosso ai due carabinieri. Parlava regolarmente, seppure con un po’ di confusione…
Infine ricordo i carabinieri che evitano, partecipando al pericolo, il suicidio di qualcuno incapace di affrontare il futuro. Ciò avviene pure con i poliziotti e pure con civili cittadini. E mi chiedo: io ne sarei capace?