Sold out il teatro Velluti
per lo show di Chiara Francini
CORRIDONIA - I biglietti per assistere allo spettacolo (il 18 febbraio) si sono esauriti in pochi giorni

Chiara Francini
Sold out lo spettacolo di Chiara Francini a Corridonia. I biglietti per assistere al one woman show il prossimo 18 febbraio (alle 18) al teatro Velluti sono andati esauriti nel giro di pochi giorni. Lo spettacolo si chiama “Forte e Chiara”: memoir, racconto umano vivo e rivoluzionario, one-woman show in cui la brillante attrice e scrittrice ripercorrerà la sua vita. Con l’ironia tagliente che la contraddistingue e senza sconti a nessuno, in primis a se stessa.
La stagione del teatro Velluti di Corridonia è proposta da Comune – assessorato alla Cultura e Amat funziona. «Un successo che sta superando tutte le nostre speranze – dice l’assessore al Cultura e al turismo, Massimo Cesca -, tanto che stiamo valutando per la prossima stagione di proporre doppie rappresentazioni per consentire ad abbonati e non di poter assistere ai vari spettacoli. In particolare constatiamo con molta soddisfazione che anche questi successi stanno contribuendo ad avvicinare al teatro molti giovani locali e molti stanno frequentando i vari corsi attivi nel comune. Un teatro sempre di più al centro della vita sociale e culturale del territorio, capace anche di scuotere le coscienze come avvenuto con l’ultimo spettacolo “Settanta volte sette” sul tema del perdono nelle relazioni umane».
Per carità, non conosco la Chiara Francini. Ma se fa uno show da sola vuol dire che ha le carte in regola per farlo. E farla esibire significa darle un riconoscimento per i suoi meriti. Diverso è l’argomento Amat, o quelle offerte nelle quali scegliere. Questo non è cultura da parte di un assessorato alla Cultura. La Cultura è qualcosa che parte dal basso, che unifica una base culturale e che fa cimentare chi in una città fa Cultura.
Oggi, ad esempio, ho letto sul Carlino una articolo sulla nostra concittadina Laura Acciarresi, che è conosciuta come “la Gioconda”, che è un’artigiana delle cornici per quadri, ma che è pure un luogo ove apprendono l’arte del dipingere da Laura bambini e pure adulti. Laura venne nella nostra associazione di molti anni fa chiamata “Vivere l’Arte” all’età di 13 anni. Notammo che sapeva dipingere, che aveva delle qualità di espressione molto marcate. Stette con noi, partecipando alle nostre collettive. Poi è decollata da sola verso altre esperienze… Ecco, questo è fare Cultura.
Chiedo all’assessore Cesca: non sarebbe Cultura se facesse esibire negli spazi comunali i nostri giovani musicisti che stanno studiando musica? Non sarebbe Cultura se sollecitasse i nostri autori concittadini a presentare le loro opera teatrali?
Sarebbero soldi spesi male se venisse ripubblicata la “Storia di Montolmo” scritta dal nostro benemerito e Santo parroco Pietro Paolo Bartolazzi, come fece a suo tempo il sindaco David Bevilacqua?
Ciò che notiamo noi concittadini è che l’attuale amministrazione si è introvertita e vive in una luce propria, magari come una falena che si sta sbattendo dentro una sua lampada, pensando che la cosa sia la stessa a cui i cittadini aspirano… Purtroppo non è così. E noi che l’abbiamo voluta e sostenuta ne siamo delusi. E onestamente, personalmente, lo dico…