«Noi dobbiamo essere la memoria
ed evitare un nuovo Olocausto»
LORO PICENO - Sono le parole del sindaco Robertino Paoloni in una serata ricca di emozioni al teatro comunale in occasione del 27 gennaio

Giorno della memoria al teatro comunale di Loro Piceno
Una serata ricca di emozioni per ribadire e riaffermare il senso della “memoria”. E’ quella vissuta al locale Teatro comunale di Loro Piceno in occasione della “Giornata della Memoria” voluta dall’Amministrazione.

Il sindaco Robertino Paoloni
Il sindaco Robertino Paoloni ha aperto la giornata della memoria puntualizzando l’aspetto profondi che la parola “memoria” deve rappresentare per ognuno di noi. «Noi dobbiamo essere la memoria di quello che è accaduto, così che possiamo fare tutte quelle azioni quotidiane che evitino il ripresentarsi dell’olocausto ed avere così un mondo che viva nella pace».
«A 79 anni dalla fine dell’immane sterminio – si legge in una nota del Comune – che ha trascinato tra gli ingranaggi di quella perfetta ed efficiente macchina voluta da Hitler, milioni di persone quali ebrei, oppositori politici, criminali, emigranti, studiosi della Bibbia (testimoni di Geova), omosessuali, coloro che non avevano voglia di lavorare (dagli zingari a i semplici disadattati), portatori di handicap e tutti i cosiddetti “indesiderabili”, uno storico locale, Luca Cimarosa ha reso pubblico quanto raccolto in molti anni allo scopo di far conoscere, agli attenti spettatori, gli orrori compiuti. Sono state mostrate e commentate ben 87 foto agghiaccianti, provenienti dagli Stati Uniti d’America, dalla Gran Bretagna, dal Canada e dalla Polonia, sono tutte originali e sono state scattate sia da Organi Ufficiali Militari che da semplici soldati che hanno partecipato alla liberazione dei campi di sterminio, a titolo puramente personale. Analizzando le fotografie mostrate è facilmente intuibile l’agghiacciante iter produttivo posto in essere da quella macchina infernale posta in essere dai nazisti, ovvero: la sede operativa (il campo di sterminio), l’ingresso della materia prima (gli internati)
e la prima selezione tra abili e non, la lavorazione (i cadaveri provenienti dalle camere a gas) ed infine il prodotto finito (i resti della cremazione). Ciò che è stato rappresentato nelle foto ed accaduto realmente non è il risultato di una follia irrazionale ma anzi, la Shoah è la dimostrazione che la modernità, se utilizzata in un certo modo ed abbinata a processi estremamente razionali, porta a drammatiche ed irreparabili conseguenze».
Successivamente c’è stato l’intervento dello storico Vito Carlo Mancino di Civitanova che tenuto una vera e propria “lectio magistralis” sul perché, come e quando è nato l’odio verso gli ebrei, con la visione pubblica di documenti, stampe e video che vanno dal tardo medioevo all’attuale antisemitismo come le scritte a vernice sui muri. Tale spiegazione ha catturato il pubblico incredulo per più di un’ora e mezza. Non sono mancate le autorità militari e civili: il comandante provinciale della Guardia di finanza Ferdinando Falco, il comandante provinciale dei carabinieri Nicola Candido, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Mauro Caprarelli; il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti.


Non ci si dovrà mai dimenticare dell’Olocausto di tanti innocenti, colpevoli solo di essere “diversi” da quegli psicotici che inventarono l’ideologia nazista, a cui il Fascismo di Mussolini si legò con le Leggi Razziali e con una guerra ottusa. Che poi ha pagato con la morte mentre stava scappando…
Attenzione: perché un qualcosa di simile – strisciante – si sta materializzando non più come “partito”, ma come “uomo del destino”, o magari come “donna del destino”. Speriamo di sbagliarci e di diventare a nostra volta vittime di questa psicosi. Ossia, di cominciare a credere (come fa pure Radio Maria, imbeccata dalla Madonna) che la Russia ex-sovietica imperialista voglia conquistare militarmente l’Europa (e con la Chiesa Ortodossa che vuole mettersi al posto della Chiesa Cattolica), per cui dobbiamo armarci, quando invece la Russia voleva fare accordi commerciali ad essa convenienti, sfavorendo il mercato anglo-americano. Per cui l’abbiamo combattuta, scacciata e messa in braccio alla Cina… E cosi facendo ci hanno accerchiato, dall’Europa, al Sud Africa, fino al Brasile. Con il Piano Mattei che arriva tardi e senza una prospettiva finanziaria e politica da seguire con successo…