Dimensionamento scolastico, Manzi:
«Si usa l’alibi del Pnrr per tagliare»
Livi: «Buona soluzione della Regione»
POLITICA - L'onorevole maceratese del Pd e la segreteria dem parlano di «scarico di responsabilità dei governi di destra nazionale e regionale». Il capogruppo Fdi in Regione plaude il presidente Acquaroli e l'assessora Biondi

Sono in totale 6, e non 9 come si pensava in un primo momento, le autonomie scolastiche cancellate in provincia di Macerata. Gli accorpamenti stabiliti sono quello tra l’istituto comprensivo Coldigioco” di Apiro e l’istituto comprensivo di Cingoli, tra “Lucatelli” e “Don Bosco” a Tolentino, tra l’Itcg Antinori di Camerino e il liceo Varano, tra l’I.I.S. “Bramante-Pannaggi” e l’’I.I.S “Garibaldi” di Macerata. Diverse le reazioni degli esponenti politici regionali. Da una parte la deputata Irene Manzi che solleva dubbi sulla normativa voluta dal governo Meloni. Sulla sua linea la segretaria generale dem Chantal Bomprezzi. Plaude invece all’intervento Simone Livi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

Irene Manzi
Il Pd Marche dice di «voler ripristinare la verità sul caos creato dalla filiera di destra Meloni/Acquaroli riguardo la questione del dimensionamento scolastico marchigiano, chiarendo errori e scarico di responsabilità dei governi di destra nazionale e regionale».
«È sorprendente – sottolinea Manzi – come Acquaroli, per il tramite dell’assessora Biondi, stia cercando di scaricare le colpe della filiera di destra sul Pnrr. La verità è che i parametri numerici presenti nella norma sono stati scritti proprio dal governo in carica che, non riuscendo a garantire il taglio delle autonomie scolastiche originariamente previsto per l’anno scolastico 2024/2025, è dovuto correre ai ripari con il decreto Milleproroghe assegnando alle regioni ulteriori margini di flessibilità. Assistiamo ora solo ad un tentativo di sviare l’attenzione dalla propria responsabilità nella pessima gestione del dimensionamento scolastico».
Per l’onorevole marchigiana nessuna novità in questo senso: «Una delle riforme previste nel Pnrr era ridurre il numero alunni per classe, invece si riducono le autonomie scolastiche e non si riducono gli alunni. Cioè si usa l’alibi del Pnrr per tagliare. Ma il dimensionamento previsto come riforma del Pnrr non c’entra nulla con quanto sta facendo Valditara che è aggiuntivo a quanto già determinato, con parametri numerici stabiliti esclusivamente dal governo».

Chantal Bomprezzi
Chantal Bomprezzi pone l’accento sulla seconda parte dell’azione del governo: «Invece di affrontare il problema con un coordinamento tra tutti gli enti locali coinvolti, si è scelto di scaricare tutta l’intera problematica sui territori, lasciando Province e Comuni soli e contribuendo a generare assurde disuguaglianze sul territorio, soprattutto nelle aree interne. Come hanno denunciato tutte le sigle sindacali delle Marche – prosegue Bomprezzi – la gestione della questione da parte del presidente Acquaroli è stata portata avanti in assoluta assenza di chiarezza, coordinamento e soluzioni efficaci. È chiara a tutti la confusione generata e i ritardi, in un accavallarsi di ipotesi e proposte che hanno generano solo disorientamento e non hanno di certo aiutato a definire una programmazione sostenibile e di respiro».
Buona soluzione quella percorsa dall’amministrazione regionale secondo Livi: «Si è concluso un iter che ha visto in provincia di Macerata l’accorpamento di sei autonomie scolastiche anziché le nove indicate dal Ministero (su 19 a livello regionale), grazie al decreto Milleproroghe approvato dal governo lo scorso 30 dicembre.

Simone Livi (FdI)
Un atto che mette fine ai tentativi di strumentalizzazione provocati solo per creare confusione alle famiglie». Livi ricorda che il dimensionamento scolastico non comporta alcuna riduzione dei plessi attualmente presenti sul territorio regionale e che la stessa Regione ha raccomandato il mantenimento di un servizio di segreteria per le famiglie anche nei plessi distaccati nei Comuni in cui non è stata collocata la sede dell’autonomia scolastica. «Con la pubblicazione degli atti ufficiali – conclude il consigliere – come si conviene a chi vuole tutelare gli interessi della cittadinanza, e non i propri per recuperare un po’ di consenso, credo sia opportuno ringraziare la Giunta regionale e l’assessore Biondi, insieme agli uffici che in questi mesi hanno lavorato in maniera incessante».
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Qualcuno può spiegare bene, al di là del politichese cosa cambia per gli studenti. Non so un professore insegna in un liceo e poi avrà una classe di un istituto tecnico, con programmi diversi?