«Minori stranieri non accompagnati,
i Servizi sociali sono affaticati
ma c’è un modo per mitigare i disagi»

L'INTERVENTO di Gianluca Puliti. L'ex dirigente del Comune di Macerata analizza i dati diffusi dall'assessorato guidato da Francesca D'Alessandro e propone l'utilizzo di un plafond, derivante dalla diaria giornaliera per i soggetti ospitati, per implementare il progetto Famiglie a colori

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Gianluca Puliti

Un grande sovraccarico di lavoro per i Servizi sociali del Comune ma anche un plafond di oltre un milione di euro che può essere usato per implementare il progetto “Famiglie a Colori”. E’ Gianluca Puliti, ex dirigente del Comune di Macerata, attualmente in pensione, ad analizzare le due facce della medaglia dei minori stranieri non accompagnati in carico al Comune di Macerata.

«Premetto un doveroso ringraziamento a Cronache Maceratesi – scrive –  che assicura, oltre ad un’informazione puntuale, anche uno spazio in cui trovano cittadinanza la libertà di opinione e di pensiero e il libero confronto delle idee. Partendo da questo assunto ho provato ad analizzare quanto emerge dal report di fine anno dell’Assessorato ai Servizi Sociali. Nell’anno 2023 il Comune ha avuto in carico 89 minori stranieri non accompagnati (i cosiddetti Msna), di cui (sempre secondo i dati forniti dall’Amministrazione) almeno 34 sono stati collocati in famiglia nell’ambito del programma “Famiglie a Colori”, mentre per gli altri si è provveduto facendo ricorso alle comunità residenziali per minori. Quello che non si dice è che la stragrande parte dei collocamenti è arrivata direttamente dalla Prefettura, in conseguenza dell’emergenza sbarchi. Il Comune di Macerata risulta essere il principale referente della Prefettura avendo preso in carico, pur non essendo obbligato, la quota maggiore dei minori stranieri non accompagnati arrivati in provincia. Non si è capito se per scelta o per irrisolutezza, ma tant’è. Gli altri Comuni devono aver avuto un atteggiamento diverso se a loro sono state destinate poche e residuali unità. L’amministrazione ha puntato, quindi, sulla soluzione dell’affido familiare, potendo fare leva sul progetto “Famiglie a Colori”, attivo dal 2016, che mette in un campo una progettualità ormai sperimentata e di qualità e può far conto su un nucleo di famiglie idonee all’accoglienza già testate in termini di competenza e di affidabilità».

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Alcuni rappresentanti del progetto Famiglie a Colori

E’ a questo punto che Puliti prende in esame i numeri dell’accoglienza e il carico di lavoro sui Servizi sociali: «Il report dell’Assessorato ai Servizi sociali, infatti, evidenzia come la pressione sul servizio sia progressivamente aumentata su tutti i fronti, anche in relazione alle criticità relazionali e sociali che molti soggetti particolarmente esposti e fragili hanno manifestato in diretta conseguenza della lunga fase epidemica del Covid19.

Ci sono due dati che, più di altri, dimostrano come, oltre all’emergenza minori stranieri non accompagnati, stia crescendo la richiesta di intervento sociale in ambito minorile.
1) Le indagini socio-ambientali disposte dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di nuclei familiari di minori residenti: nel 2023 siamo arrivati alla soglia delle 146 unità, il doppio dell’anno precedente e tre volte e mezzo quelle del 2017, quando erano poco più di 40.
2) I minori residenti e le loro famiglie che, sempre su mandato dell’Autorità Giudiziaria, vengono presi in carico dal Comune: essi sono ormai 155, quando, sempre nel 2017, non superavano quota 100».
C’è però secondo l’ex dirigente un modo per contenere e mitigare questo sovraccarico: «Basterebbe cogliere la possibilità di utilizzare le risorse messe a disposizione dal sistema di accoglienza in famiglia dei minori stranieri non accompagnati. Occorre sapere, infatti, che il Ministero dell’Interno corrisponde al Comune ospitante una diaria giornaliera di massimo 100 euro per ogni minore collocato. Nel caso del collocamento in comunità il contributo viene utilizzato per pagare la retta della struttura ospitante. Nel caso dell’affidamento familiare questo beneficio serve per ristorare la famiglia affidataria delle spese vive, nonché per coprire i costi relativi al programma di accoglienza, tutela e integrazione del minore stesso. Le spese ammissibili devono comunque essere puntualmente rendicontate. Tanto viene speso, tanto viene rimborsato.

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Minori stranieri non accompagnati al centro per famiglie

A conti fatti il Comune di Macerata, con 34 minori stranieri non accompagnati ospitati in famiglia, avrebbe a disposizione un plafond massimo annuale di 36mila euro per minore, pari a un totale di 1.224.000. La cifra è notevole e consentirebbe l’implementazione del progetto “Famiglie a Colori” in modo da strutturarlo al massimo livello di qualità e di efficienza. A prescindere dalla sensibilità politica sul tema dell’accoglienza dei migranti, su un punto si può essere tutti d’accordo. Sarebbe deplorevole disperdere queste risorse, perdendo così un’occasione irripetibile per rendere completamente autonomo il programma “Famiglie a Colori”, sia sotto l’aspetto delle dotazioni funzionali che sotto il profilo della disponibilità di ulteriori risorse umane e professionali. Ciò consentirebbe, oltre all’indubbio miglioramento qualitativo del programma, anche una significativa redistribuzione del carico di lavoro delle assistenti sociali, in modo che sia loro possibile dedicarsi convenientemente anche alla cura delle altre aree di intervento, che oggi rischiano seriamente di essere trascurate».

C’è un indicatore, secondo Puliti, che più di altri, dimostra il grado di affaticamento del Servizio sociale. «Esso è rappresentato dai tempi di risposta all’Autorità Giudiziaria per l’espletamento degli adempimenti richiesti in tema di indagini sociali e di tutela di minori, che, in questi ultimi mesi, si sono dilatati significativamente, con conseguente richiesta di proroga del termine assegnato. Non si tratta di un aspetto meramente burocratico. Se ci sono ritardi, si allungano i tempi di intervento e di decisione del Giudice minorile con potenziale pregiudizio per la cura e la vigilanza dei minori stessi. Questo fatto dovrebbe essere consapevolmente acquisito da tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati a prendere decisioni in questo ambito, perché da esso derivano responsabilità dirette e ineludibili».

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