Record di migranti minori a Macerata,
le strutture sono sature:
«In 35 accolti dalle famiglie»

ALLARME - Sono 52 gli under 18 assegnati al capoluogo che se ne sta facendo carico. La vicesindaca Francesca D'Alessandro: «Il nostro non è un percorso di accoglienza legato all'emergenza ma un cammino di accompagnamento strutturato all'autonomia e all'integrazione». Un sistema virtuoso che comporta però un notevole sovraccarico di lavoro per gli uffici e la struttura. Intanto i bandi della Prefettura per trovare posti in appositi centri sono andati deserti. La prossima indagine di mercato scadrà il 28 agosto

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di Alessandra Pierini

Sono 52 i migranti minori non accompagnati sbarcati da qualche parte e in qualche modo in Italia e arrivati a Macerata. Possono sembrare poche decine se non si conosce bene il problema e il carico di lavoro, competenze, funzioni che ciò comporta per un Comune. Un numero da record per il capoluogo. Sono abbastanza per mandare in tilt un sistema locale se non si ha una struttura solida e pronta. 
Macerata non è l’unico Comune in questa situazione. Con l’estate e il bel tempo, come ogni anno, gli sbarchi e gli arrivi sulle coste dei mari italiani si sono intensificati, ancor di più che in passato tanto che a più livelli si parla di emergenza. E l’emergenza nell’emergenza sono questi giovanissimi, per lo più ragazzi, che arrivano senza avere un adulto al loro fianco, i cosiddetti minori stranieri non accompagnati o Msna. Un fenomeno che si sta intensificando e per il quale, al momento, non è nota una spiegazione. I migranti stranieri non accompagnati sono i più fragili, i più vulnerabili. Non fisicamente, ma dal punto di vista del futuro che li aspetta. Per loro è necessaria un’accoglienza adeguata alle loro particolari esigenze. Se così non fosse, potrebbero finire, con forte probabilità, in canali di illegalità e sfruttamento.
La legge prevede che siano i Comuni a farsi carico dei minori stranieri non accompagnati che vengono assegnati dal Ministero dell’Interno, attraverso le Prefetture. E Macerata è tra i Comuni che se ne fanno carico abbondantemente. Dall’inizio dell’anno sono state emesse ben 34 ordinanze di collocamento in luogo sicuro di minori stranieri non accompagnati di cui più di 20 solo negli ultimi 45 giorni. Una vera e propria invasione silenziosa e dolente.  Il sistema di accoglienza dei minori del Comune di Macerata si basa principalmente sull’accoglienza nelle famiglie affidatarie anzichè sul collocamento nelle comunità per minori. Si tratta del pluripremiato programma Famiglie a Colori” che però, con la pressione e l’emergenza che si sono determinate in queste settimane, comporta un lavoro notevole per gli uffici e le strutture.

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Francesca D’Alessandro

«Attualmente sono 35 i minori accolti in famiglia – spiega Francesca D’Alessandro, vice sindaca e assessora ai Servizi Sociali – il fatto che sono in famiglia non comporta un impegno minore, anzi. La famiglia assicura una attenzione diversa rispetto alle strutture, ma richiede anche progetti educativi individualizzati e coordinati con gli uffici, supporto gestionale e psicologico per le famiglie. Non si tratta di un percorso di accoglienza legato all’emergenza ma un cammino di accompagnamento strutturato all’autonomia e all’integrazione».
Questo vuol dire anche che va valutata l’idoneità della famiglia e l’accertamento della sua compatibilità con il minore, anche con indagini anche di ordine socio-culturale delicate e approfondite. Operazioni che richiedono tempo, competenze e accuratezza. «Faccio i complimenti ai miei uffici – prosegue D’Alessandro – per lo straordinario lavoro fatto, specialmente in questo periodo».

Le comunità per minori sono ormai tutte sature e non hanno più alcun posto disponibile.  La Prefettura ha anche acquisito in convenzione sei o sette posti per Msna nella struttura “Casa Bethlem” gestita dalla Fondazione Vaticano II ma anche questa disponibilità è venuta meno  solo dopo qualche giorno. Gli ultimi bandi della Prefettura per trovare strutture idonee sono andati deserti. L’ultima indagine di mercato è stata emessa il 9 agosto e c’è tempo fino al 28 per proporsi, ma non è per niente scontato che qualcuno si faccia avanti.
Solo qualche giorno fa nel Maceratese sono arrivati cinque minori stranieri non accompagnati sbarcati dall’Humanity, approdata al porto di Ancona. Uno è stato accolto da Tolentino e un altro a Treia ma il grosso degli arrivi pesa appunto su Macerata. E come dicevamo, cinque possono sembrare pochi, ma non lo sono se si guarda a questi giovanissimi scappati dalle loro terre in cerca di un domani, come persone bisognose di attenzioni, di sostegno e di una guida. «Quando abbiamo deciso di cancellare i Siproimi – ricorda la vice sindaca di Macerata – lo abbiamo fatto per questo, perchè per noi l’accoglienza è seguire e dare un punto di riferimento a chi arriva. Abbandonarli dopo un periodo iniziale è il peggio che si possa fare».

Nel resto d’Italia sono tante le amministrazioni, soprattutto a guida Pd ma non solo, che stanno alzando la testa e denunciano l’impossibilità di rispettare la legge se non ci sarà un intervento governativo. Ma deve essere chiaro che il problema è sociale, molto prima che politico. E che fermare i migranti, mettere argini per bloccarli nei loro luoghi di origine, dissuaderli da viaggi pericolosi e senza certezze non ha dato fin qui frutti.

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