Un polo per l’autismo, una pista ciclabile
e il sogno patrimonio Unesco:
i progetti per il centro di Recanati
LE IDEE arrivate all'amministrazione a seguito del bando pubblicato lo scorso ottobre sono state presentate in Sala consiliare. Il sindaco Antonio Bravi: «Non le realizzeremo fra un mese o fra un anno, ma sono spunti per provare a dare vita al nostro borgo»

La presentazione in Sala consiliare
di Marco Pagliariccio
Un polo all’avanguardia per le persone autistiche, un percorso ciclabile per unire il mare e le vallate alla collina, una grande contenitore promozionale per portare Recanati nel mondo, col sogno di diventare patrimonio dell’Unesco. Sono questi, in estrema sintesi, i tre progetti cui la giunta comunale ha dato l’ok nei giorni scorsi in risposta al bando per la presentazione di progetti di rigenerazione urbana del centro storico.
L’amministrazione comunale aveva lanciato a ottobre un avviso pubblico per reperire soggetti del terzo settore che volessero proporre idee da studiare e da portare avanti col Comune attraverso le attività culturali, per la rifunzionalizzazione, la riqualificazione, il miglioramento dell’accessibilità, l’ecosostenibilità, l’implementazione della mobilità sostenibile del centro storico e dell’intero territorio, in un’ottica di promozione turistica, sociale ed economica. «Ci tenevamo a presentare prima di fine anno i tre progetti ammessi tra i cinque pervenuti, visto che abbiamo creduto molto in questo percorso – hanno sottolineato il sindaco Antonio Bravi e l’assessore alla cultura Rita Soccio aprendo la presentazione di oggi pomeriggio – crediamo molto nel rilancio del centro storico e abbiamo lavorato e stiamo lavorando su vari fronti: avevamo realizzato un bando simile a inizio legislatura, poi i contributi per i canoni di locazione, gli eventi e tutto il resto, ma serve di più. Avere tre proposte di questo tipo, che non sono in alternativa ma si integrano l’una con l’altra, è un motivo di soddisfazione ma anche di aspettative per il futuro. Sono progetti che non si compiranno in un mese e nemmeno in un anno, ma guardano sul medio-lungo periodo».
«Siamo al fianco dell’amministrazione comunale abbiamo elaborato ed attuato proposte ed idee concrete volte a valorizzare Recanati sotto l’aspetto culturale, storico, artistico, naturalistico e turistico – ha detto Adriana Pierini, presidente degli operatori turistici di Recanati – e oggi siamo ben lieti che i nostri progetti servano da base di partenza per una progettualità più articolata, complessa e soprattutto attuabile per la nostra città».

Lo spunto era nato proprio dall’arrivo di una proposta da parte di un ente, in particolare della società consortile Cethegus, che con una lettera si è messa a disposizione per l’elaborazione di nuove idee per lo sviluppo economico, sociale e strutturale del territorio e della popolazione. Proprio lo studio della Cethegus, presente con Luigi Franceschi e Virgilio Gay, è quello più corposo e che abbraccia in senso lato un po’ tutto la realtà di Recanati. «Vogliamo creare una promozione 4.0 rivolta ai tanti italiani che vivono all’estero, che si stima siano circa 80 milioni – hanno sottolineato Franceschi e Gay – c’è un grande fermento qui e combinando il nostro know how di 30 anni con la forza attrattiva della città si possono fare grandi cose. Il primo passo sarà quello di costituire un tavolo di lavoro con tutte le proposte e le idee in modo da creare un sistema unitario, coinvolgendo anche le università. Da qui si originerebbe il masterplan, che dovrebbe guardare come orizzonte temporale al 2030. Nel mezzo vorremmo che la città partecipi a tante iniziative di valorizzazione: il riconoscimento dei paesaggi leopardiani da parte dell’Unesco, la città europea dello sport e altro ancora».
Più concrete le altre due proposte. Quella dell’Omphalos, associazione che segue persone con disturbi dello spettro autistico, è volta alla realizzazione di una polo per l’autismo a ridosso del centro cittadino. «Un privato ci ha donato una cospicua somma vincolata proprio alla realizzazione di questo progetto – ha spiegato Fabrizio Principi – con l’aiuto del Comune abbiamo individuato e acquistato un lotto di 2.400 metri quadrati sul quale sorgerà la struttura. Inizialmente, fintanto che la Regione non ci avrà accreditato, vi troverà posto un centro di aggregazione giovanile, poi però questo si trasformerà in una struttura con laboratori, ambulatori e anche una parte dedicata alla residenzialità».
Il progetto delle Guide cicloturistiche delle Marche è volto invece a creare un percorso ciclabile protetto che arrivi fino al cuore del centro storico. «Ci sono cicloturisti in estate che arrivano qui pensando di trovare piste ciclabili fin dentro i bar come a Dobbiaco – ha evidenziato Massimo Giorgetti, guida ambientale – è impossibile che ci siano ciclabili di fondovalle e nessun percorso sulle colline, dove sono sviluppati gran parte dei nostri borghi storici. È pericoloso dover andare in bici lungo la statale o comunque lungo strade trafficate, senza alcuna tutela, senza ostelli o bike hotel o altri servizi. L’obiettivo è creare una pista ciclabile di almeno 12 chilometri che possa rendere agevole salire in città dalla pineta di Porto Recanati fino al centro cittadino».