Imu, Cuore Adriatico
e Comune ai ferri corti:
il Tar dà ragione al centro commerciale
CIVITANOVA - Nel mirino sono finiti dei pagamenti ritenuti non dovuti perché relativi ad immobili il cui utilizzo è condiviso con un altro privato. La Civitas, concessionaria delle riscossioni per conto dell'ente, non aveva inviato al centro commerciale la documentazione richiesta sui versamenti dell'imposta

di Marco Pagliariccio
Il Cuore Adriatico di Civitanova ha tutto il diritto di chiedere alla Civitas di fornirgli i documenti relativi alla posizione Imu della Conceria Tirrena, con la quale condivide l’utilizzo di alcuni edifici.
In sintesi è quello che dice il Tar che ha accolto il ricorso formulato dal centro commerciale e intimato alla Civitas (concessionaria del servizio di riscossione tributaria del comune di Civitanova) di fornire la documentazione richiesta, oltre a condannare la stessa e l’ente al pagamento di mille euro per le spese legali.
Il Cuore Adriatico è utilizzatore, in virtù di un contratto di leasing, di alcuni edifici facenti parte della struttura commerciale, in parte in forma esclusiva e in parte in condivisione con la società Conceria Tirrena, la quale è anch’essa utilizzatrice in esclusiva di altri edifici facenti parte dello stesso polo.
Per tali unità immobiliari, i due privati sono ovviamente tenuti al pagamento dell’Imu annualmente dovuta al Comune, sia per le unità immobiliari detenute in modo esclusivo che pro-quota per quelle detenute in società. Secondo il Cuore Adriatico, però, la Civitas continuerebbe da tempo a richiedere pagamenti dell’Imu anche per le unità immobiliari utilizzate in maniera esclusiva da Conceria Tirrena e per questo tali atti, unitamente al silenzio formatosi sulle istanze di rimborso, sono finiti al centro di alcuni ricorsi alla giustizia tributaria di Macerata, tuttora pendenti.
Avendo, quindi, necessità di conoscere se Conceria Tirrena abbia correttamente presentato le dichiarazioni Imu per le proprie unità immobiliari per verificare la fondatezza delle richieste di pagamento da parte della Civitas, il Cuore Adriatico lo scorso 13 luglio aveva chiesto alla società concessionaria del servizio di riscossione di poter accedere a tali dichiarazioni, senza però ricevere alcuna risposta.
Secondo il Tar, il ricorso è fondato «in quanto l’istanza di accesso è chiara e circostanziata, essendo stati precisati e individuati gli atti di cui si chiede l’esibizione e l’interesse all’eccesso e la ricorrente è senza dubbio titolare di un interesse diretto, concreto e attuale», onde per cui la Civitas viene obbligata a fornire tali documentazioni e, in solido col Comune, dovrà pure sborsare mille euro per le spese di lite in favore del Cuore Adriatico (il centro commerciale è assistito, dagli avvocati Francesco Paolo Febbo e Nino Presutti). La Conceria è tutelata dall’avvocato Manuela Ceccacci. Il Comune e la Civitas non si sono costituiti in giudizio.