No in giunta all’ascensore sui palchi
La maggioranza torna a spaccarsi
per l’Accademia negli ex capannoni Rossini

MACERATA - Il progetto allo Sferisterio è stato accantonato, se ne riparlerà solo se sarà percorribile una ipotesi alternativa (biglietteria ed ex falegnameria). Non è piaciuta la proposta di affidare all'Abamc i locali senza che prima se ne fosse discusso. Emergono contrasti anche sul fatto che i lavori indicati come prioritari in sede di campagna elettorale (il sottopassaggio di via Roma e l'intervalliva) ancora non partano

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Il punto in cui doveva essere inserito l’ascensore

di Luca Patrassi

Non si chiuderanno due palchi per fare spazio all’ascensore. Respinta l’incursione in partenza dall’Ufficio tecnico, e sostenuta dall’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Marchiori, tendente alla realizzazione di un ascensore allo Sferisterio utilizzando due palchi centrali previo – non bastasse – l’abbattimento del solaio a volta.

La giunta ha fatto rilevare come lo Sferisterio sia un bene monumentale, che chi lo ha realizzato e quanti lo hanno sostenuto avevano come fine quello di dare un’opera alla città. Opera che si è conservata integra nei secoli. Fino a qualche settimana fa quando, con la storia che c’erano i finanziamenti e dunque “perchè non usarli?”, è stata appunto presentato il piano che prevedeva la realizzazione dell’ascensore per rendere lo Sferisterio inclusivo, anche nei palchi e nella sala Cesanelli che – occorre ribadire – è in gestione a una coop privata che incassa anche l’affitto per l’affitto. Diversi assessori (tra gli altri Iommi, Laviano e Caldarelli) hanno fatto notare l’incoerenza della realizzazione annunciando la loro contrarietà.

Ora il progetto è stato accantonato sulla base della posizione assunta dalla giunta nei giorni scorsi: l’ascensore sarà realizzato solo se sarà percorribile una delle ipotesi alternative (biglietteria e ex falegnameria) mentre si darà corso agli altri interventi per rendere lo Sferisterio più inclusivo.

progetto-sferisterio-disabilita-2-650x381-1Incassato lo stop all’ascensore sui palchi, nei giorni scorsi si è profilato un altro fronte di tensione. Sempre dagli uffici comunali è uscita fuori la proposta di affidare gratuitamente per i prossimi tre anni i capannoni ex Rossini Lucangeli all’Accademia di Belle Arti. Anche in questo caso non sono mancati i contrasti, nel merito e nel metodo: c’è chi ha fatto notare come l’argomento non era mai stato oggetto di discussione e trovarsi il pacchetto pronto da firmare non è risultato gradevole, al punto che anche questa vicenda è stata rispedita al mittente per approfondimenti. Alta tensione in giunta e in maggioranza: mancano il filtro e manca evidentemente la condivisione delle proposte: in più inizia a serpeggiare malumore per il mancato avvio di opere importanti come il sottopassaggio di via Roma e l’intervalliva, operazioni indicate come prioritarie nel 2020 dalla maggioranza a guida Parcaroli. Ora invece – è la critica che affiora tra alcuni esponenti della maggioranza – avanzano le opere programmate dall’amministrazione Carancini come le piscine e il centro fiere. L’amministrazione comunale a guida Parcaroli sta affrontando la parte finale del quinquennio amministrativo e le divisioni emergono in sequenza.

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