Sottosegretario alla Sanità,
approvata la legge per la nomina
ma la Corte dei conti lo ha già “bocciato”

REGIONE - Lungo dibattito in Consiglio. Le accuse da parte dell'opposizione: «Aldo Salvi era stato già battezzato prima ancora che potessimo legiferare, costo elevato per i cittadini e creerà problemi di collegamento con l'assessore». Saltamartini: «Non sarà revocabile quindi molto potente»

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Aldo Salvi, ex primario di Torrette, era stato nominato sottosegretario alla sanità lo scorso 20 ottobre

di Alessandra Pierini 

Il sottosegretario alla Sanità Aldo Salvi è già stato scelto, ha rilasciato dichiarazioni ed è previsto dallo statuto della Regione Marche, ma fino a questo pomeriggio non poteva essere ancora nominato perché non c’era una legge che lo prevedeva. E’ stata approvata questo pomeriggio dopo una lunga discussione dal Consiglio regionale. E per di più la Corte dei Conti nella relazione sul rendiconto generale ne “boccia” la nomina ritenendolo «una figura la cui creazione, quantomeno nell’orizzonte delle esigenze di contenimento dei costi della politica e della spesa pubblica non appare concretamente riconducibile a precise ragioni giuridiche e funzionali, tenuto anche conto della contestuale previsione, nel vigente ordinamento regionale, tra l’altro, delle seguenti figure e strutture già chiamate a coadiuvare la Giunta e il suo Presidente».

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La votazione in Consiglio regionale

Il dibattito ha animato questo pomeriggio l’assemblea legislativa delle Marche con la proposta di legge di Andrea Assenti di Fratelli d’Italia che proponeva proprio la legge necessaria per la nomina di Aldo Salvi.

La seduta si è trasformata in una serie di pacche sulle spalle all’assessore Filippo Saltamartini, con rinnovo di fiducia da parte degli esponenti della sua coalizione ma anche attraverso la difesa da parte degli esponenti dell’opposizione che hanno sottolineato come la nomina del sottosegretario rappresenti un commissariamento. Dallo sfondo è naturalmente riemersa la questione politica.

«Non si può usare il sottosegretario – ha detto Romano Carancini del Pd – per tappare un buco politico Acquaroli si è fatto piegare da Mauro Lucentini e Giorgia Latini che lo hanno messo spalle al muro»

Sottolinea Fabrizio Cesetti del Pd: «La realtà è che Acquaroli ha messo in riga Lucentini e Latini. Acquaroli ha cristallizzato la sanità alla Lega, se le cose vanno male sarà sempre colpa della Lega, se invece le cose andranno bene sarà merito suo e del suo sottosegretario. Vi ha messo in riga» ha concluso rivolgendosi ai banchi dell’opposizione.
Mentre il vice presidente del Consiglio Andrea Biancani (Pd) ha sottolineato che «sono più di trenta le figure inventate da questa amministrazione che gravano sul bilancio», Carlo Ciccioli (Fdi) ha evidenziato che «sottosegretari esistono in tutta Italia compresa l’Emilia Romagna del vostro Bonaccini».

Va giù dura la dem Anna Casini che prima rivolgendosi all’assessore Filippo Saltamartini lo provoca: «Cosa sarà per lei? Per un badante è troppo giovane, sarà un mentore, forse un tutore». Poi sulla nomina: «La Corte dei Conti non la pensa come voi su questo signore già battezzato e intervistato prima che approvassimo la legge necessaria per nominarlo. Una indennità la sua di 61mila euro che i cittadini si potevano evitare e genererà divergenze di collegamento tra assessore e chi esercita non si sa quale ruolo».
Parole a sostegno dell’assessore Saltamartini da parte dei consiglieri della Lega Mirko Bilò e Anna Menghi ma anche da Micaela Vitri del Pd.

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Filippo Saltamartini, assessore regionale alla Sanità

Dopo l’assessore Stefano Baldelli che ha sottolineato «noi ci vogliamo distinguere nella sanità dalla giunta precedente che ha voluto un unicum nel presidente Luca Ceriscioli e ha portato le Marche sull’orlo del baratro.  Noi stiamo tutti correndo ai ripari per i gravi gravissimi danni fatti in precedenza».

Non si è nascosto l’assessore Saltamartini che ha ammesso: «C’è stata una crisi del partito, ma crisi ce ne sono in tutti i partiti. La Lega proponeva un problema di efficienza della sanità e diciamolo, siamo qua perché Salvini ha voluto che fossimo qua». Sulla nuova figura: «Noi rispondiamo del nostro operato e siamo rimovibili. Questa nuova figura invece non è revocabile in base allo statuto quindi più forte dell’assessore. L’impegno di tutti sarà comunque fare il meglio».

 

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